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Sicurezza: c’è chi promette, c’è chi non ha fatto e c’è chi agisce!

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Dopo i recenti atti vandalici e i furti avvenuti in questi giorni, tutte le forze politiche hanno ripreso a parlare di telecamere. Fin qui nulla di strano perché si sa che in campagna elettorale tutti promettono tutto, anche quello che non potranno mai realizzare. La cosa singolare però è leggere post su Facebook di consiglieri che fino a qualche tempo fa amministravano Nogara in maggioranza, e che quindi hanno avuto la reale possibilità di fare qualcosa per la sicurezza del paese. Purtroppo questi consiglieri non hanno fatto nulla di tangibile per la sicurezza dei nogaresi.
Anche la maggioranza attuale, nella figura del Sindaco e dei suo accoliti, non ha fatto nulla per quanto concerne il tema sicurezza. Ricordiamo che, proprio questa maggioranza, aveva nel programma elettorale del 2011 l’installazione di telecamere di videosorveglianza. Purtroppo il Sindaco si è concentrato solo sulla Rems e nulla più.
Come MoVimento 5 Stelle ci siamo mossi su più fronti per dare risposte ai cittadini, sapendo benissimo che dare risposte da minoranza risulta più difficile che dare risposte da maggioranza.
Nell’estate del 2014 abbiamo proposto l’istituzione di un fondo per l’acquisto e l’installazione di telecamere di videosorveglianza. La nostra proposta prevedeva un accantonamento annuo di 20.000 euro. Il Sindaco ha emendato la nostra proposta riducendo l’importo a 10.000 euro. Di fatto oggi il fondo esiste e può essere adoperato in tal senso.
Nel settembre del 2014 abbiamo presentato una proposta di delibera che prevedeva l’installazione di 12 telecamere nel punti sensibili del paese. La proposta mancava di alcuni accorgimenti tecnici che l’ufficio competente ci fece notare. A quel punto decidemmo di discuterla comunque in consiglio comunale, invitando maggioranza ed opposizione a collaborare per la stesura ottimale della proposta. Abbiamo chiesto la collaborazione nel solo ed esclusivo interesse dei nogaresi affinché si procedesse nel più breve tempo possibile con l’installazione di telecamere di videosorveglianza. Fummo costretti a ritirare la nostra proposta.
Nel novembre del 2014 scrivemmo, nell’ordine, al Sindaco, all’assessore al Sociale, al Comandante dei Vigili Urbani, all’ATER e ai Carabinieri. Nell’istanza segnalavamo l’occupazione abusiva di alcuni appartamenti in via Marconi a Nogara. Scrivemmo sia un comunicato stampa che un giornalino sulla vicenda, giornalino che fece guadagnare una querela, recentemente archiviata, al nostro consigliere comunale. La vicenda si chiuse con lo sgombero degli occupanti e gli alloggi vennero assegnati a chi ne aveva diritto secondo graduatoria ATER.
Per concludere ricordiamo che l’attuale maggioranza ha perso un contributo regionale per l’installazione del sistema di videosorveglianza nel paese in quanto ha sciolto, per chiara ed evidente volontà politica, la convenzione con il Comune di Isola della Scala per il servizio dei Vigili Urbani. Questi sono fatti, il resto sono chiacchiere.

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Telecamere di videosorveglianza: il Sindaco se ne lava le mani!

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Ieri sera in consiglio comunale è andata in scena l’ennesima farsa. Una farsa, quella della finta collaborazione, che dura ormai da quando l’Amministrazione Mirandola si è insediata al comando del Comune di Nogara. In qualità di consigliere comunale di opposizione ho presentato una proposta di delibera dove ho chiesto l’installazione di dodici telecamere di videosorveglianza nel territorio nogarese. Questo per far fronte alla crescente domanda di sicurezza che i nogaresi chiedono ormai da tempo.
Da luglio scorso, dopo la manifestazione per la sicurezza, l’Amministrazione Mirandola non ha messo in campo nessun atto concreto per affrontare il problema sicurezza. Non ha fatto nulla e l’impressione che si percepisce fuori dal palazzo, è di una giunta a cui non interessa nulla del problema, una giunta a cui interessa altro.
Nel relazionare la mia proposta ho citato il parere tecnico arrivato dall’ufficio segreteria. Un parere contrario, motivato da tre articoli del TUEL. A quel punto ho invitato tutto il consiglio comunale a trovare, tutti assieme, la soluzione per redigere correttamente la proposta e approvarla all’unanimità, questo nel solo ed esclusivo interesse dei nogaresi. Il Sindaco, coadiuvato dal capogruppo Tregnago, si è messo di traverso dicendo chiaramente che la proposta, visto il parere tecnico, è da bocciare. Dal canto mio ho ribadito la volontà di discutere tutti assieme e trovare una formula per installare al più presto le telecamere di videosorveglianza nel paese. Non c’è stato nulla da fare. Il Sindaco e il capogruppo si sono trincerati dietro la burocrazia. A quel punto sono stato costretto a ritirare la mia proposta.
La ciliegina sulla torta è arrivata quando il Sindaco ha proposto di andare a gara. È singolare vedere che per un appalto di 8.209 euro il Sindaco suggerisca di andare a gara, mentre per l’appalto che riguarda la cura e lo sfalcio del verde pubblico (il quale supera i 100.000 euro) non chieda la gara d’appalto ma, anzi, affida il servizio direttamente.
Ieri sera si è vista una maggioranza in affanno, una maggioranza che non ha voluto e non vuole collaborare con il MoVimento 5 Stelle solo ed esclusivamente per interesse politico. Una maggioranza che antepone gli interessi di bottega agli interesse dei cittadini. Io, come MoVimento 5 Stelle, mi sono reso disponibile a scrivere, con l’aiuto di tutte le parti politiche (maggioranza e opposizione), una proposta di delibera che andasse bene a tutti, ma che avesse come unico fine l’installazione delle telecamere di videosorveglianza. Purtroppo così non è stato.

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Sindaco, se ci sei batti un colpo!

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Il MoVimento 5 Stelle di Nogara si è dato da fare per la questione sicurezza. Dopo il grave episodio accaduto in paese, ci siamo messi subito all’opera per cercare di trovare qualche soluzione al problema. Come gruppo abbiamo contattato ditte del settore sicurezza e abbiamo cominciato ad illustrare la situazione di Nogara. Abbiamo invitato le ditte ad un sopralluogo per capire se e come installare alcune telecamere di video sorveglianza.
Venerdì abbiamo protocollato la proposta di deliberazione per l’installazione di due sistemi di video sorveglianza di complessive 12 telecamere più 2 videoregistratori e 2 monitor. La proposta di deliberazione è stata corredata del preventivo fornitoci da una ditta specializzata in sistemi di sicurezza con referenze di tutto rispetto.
Ora tocca all’Amministrazione Mirandola accogliere la nostra proposta e non bocciarla, come spesso accade, solo per partito preso. Noi la nostra parte l’abbiamo fatta, molto di più di altre minoranze, ora tocca al Sindaco e alla sua maggioranza attivarsi concretamente approvando la nostra proposta di deliberazione. Stay Tuned!

Questo il link: Proposta di deliberazione per l'installazione di telecamere di videosorveglianza (644)

P.S. Questi impianti s’intendono essere i primi due di una serie. Il M5S di Nogara proporrà di installare altri impianti in altri zone del paese, come ad esempio nei parchi pubblici, al campo sportivo, al cimitero e  in tutte quelle zone ritenute “calde”.

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Le “inesattezze” del Vicesindaco e le telecamere del MoVimento 5 Stelle

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Martedì sera si è svolto il consiglio comunale con la discussione, al punto due dell’ordine del giorno, del documento riguardante la sicurezza nel Comune di Nogara. La discussione è durata tre ore e ha visto la maggioranza presentare un documento elencando una serie di intenti e di “buoni propositi”. I consiglieri comunali Falco, Montemezzi ed Olivieri hanno presentato una mozione per chiedere di «dare il massimo risalto a quanto accaduto (aggressione del 9 giugno ai danni di Simone Basso n.d.r.), e di manifestare solidarietà alle vittime di tali intollerabili episodi di sangue» e «sollecitare ad organizzare una manifestazione ed una campagna di sensibilizzazione».
Il MoVimento 5 stelle ha presentato una mozione d’ordine (clicca qui per leggerla) per creare un fondo dove il Comune si impegna a versare danari per l’acquisto di sistemi di videosorveglianza. Nella nostra mozione chiedevamo all’amministrazione un versamento di 20.000 euro/anno per 5 anni. Il Sindaco ha accettato la nostra mozione modificando la cifra a 10.000 euro/anno. In qualità di consigliere comunale mi sono assunto la responsabilità di votarla anche con metà della somma da noi preventivata. Sono convinto che da qualche parte si debba iniziare e 10.000 euro/anno sono meglio di niente. Tutti e tre i documenti sono stati votati all’unanimità.
Durante la discussione il vicesindaco Pasini, coadiuvato dal sindaco Mirandola, ha citato il nostro post “La verità ti fa male lo sai“. Il vicesindaco ha suggerito di correggere il post perché, secondo lui, si racconta una bugia. «L’attuale amministrazione ha perso un contributo regionale per l’installazione del sistema di videosorveglianza nel paese in quanto ha sciolto, per chiara ed evidente volontà politica, la convenzione con il Comune di Isola della Scala per il servizio dei Vigili Urbani». In sostanza sia sindaco che vice sindaco hanno sostenuto che la convenzione con i Vigili Urbani di Isola della Scala è attualmente in essere. Ieri mattina mi sono preso la briga di andare in Comune e farmi dare copia della delibera n° 57 del 23/12/2008 avente ad oggetto: “Gestione in forma associata con il Comune di Isola della Scala del servizio di Polizia Locale: approvazione schema di convenzione e determinazione in merito“. Ho letto la delibera e ho la prova che quanto scrivevamo nel post era vero. L’art. 14 avente ad oggetto “Entrata in vigore e durata” recita:

La presente Convenzione entra in vigore dalla data della stipula, da effettuarsi dopo l’esecutività della deliberazione dei singoli Comuni aderenti. La durata della presente Convenzione è fissata in anni 5 dalla data della stipula. La stessa potrà essere sostituita da una nuova Convenzione prima della scadenza a seguito dell’attivazione del Distretto Provinciale VR5/A previsto dalla Delibera della Giunta Regionale Veneto n. 73 del 22/01/2008.

La Convenzione è terminata il 31/12/2013, quindi ad oggi non risulta più in essere. Per scrupolo ho interpellato anche gli uffici del Comune di Isola della Scala i quali mi hanno confermato che la convenzione tra i due Comuni non esiste più. In sostanza chi non la racconta giusta è proprio il vice sindaco e non il sottoscritto. Ho voluto farmi dare copia della delibera per avere la conferma di quanto già sapevo. Il problema non è la Convenzione ma il fatto che questa amministrazione ha perso il contributo regionale per l’installazione delle telecamere nel nostro Comune. Meno male che il MoVimento 5 stelle ha presentato la mozione che obbliga, qualsiasi sia l’amministrazione, a versare dei soldi vincolati all’acquisto di sistemi di videosorveglianza.
Aspettiamo con impazienza la costituzione del fondo e il primo versamento per l’anno 2014, oltre che l’installazione delle prime telecamere in paese. Stay Tuned!

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Le telecamere inutili

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Oltre che inventarsi un regolamento per regolamentare le riprese delle sedute consiliari, l’amministrazione Mirandola modifica anche il regolamento del consiglio comunale. Cancella e modifica vari articoli dell’attuale regolamento in vigore. Nello specifico mette mano all’articolo denominato: registrazioni audiovisive.

1. E’ prevista la registrazione audio e video dei lavori del Consiglio a cura dell’Amministrazione Comunale. La stessa sarà disciplinata da apposito regolamento.

2. La ripresa viene disposta per dare maggiore pubblicità dell’attività comunale e per meglio organizzare e verbalizzare i lavori medesimi. Tutto il materiale della registrazione sarà ordinato, archiviato e conservato agli atti a cura dell’Amministrazione Comunale. La diffusione del materiale registrato avverrà a cura dell’Amministrazione Comunale sul sito del Comune stesso nelle forme e nelle modalità deliberate dal Consiglio Comunale.

3. I Consiglieri comunali hanno diritto di accedere alle registrazioni di cui ai commi precedenti al solo fine della consultazione.

4. Le riprese di terzi vengono autorizzate di volta in volta su specifica domanda.

Se notate attentamente nell’articolo non si fa nessun accenno a quando verranno messe in rete le registrazioni. Infatti il comma due recita: “La diffusione del materiale registrato avverrà a cura dell’Amministrazione Comunale sul sito del Comune stesso nelle forme e nelle modalità deliberate dal Consiglio Comunale”.
Per prima cosa sarebbe opportuno fare le dirette streaming e non caricare il video in un secondo momento. La diretta è possibile senza nessun aggravio, serve solo un collegamento ADSL. Se invece si opta per caricare i video in secondo momento ci si deve dare un tempo ragionevole, per esempio minimo 24 massimo 48 ore, altrimenti non ha più nessun senso.
La stesura di un regolamento ad hoc assieme alla modifica di questo ulteriore articolo rendono chiarissime le intenzioni di Mirandola e compagnia. Soprattutto del Consigliere Costantini il quale, fin da subito, si era scagliato contro le riprese del MoVimento 5 stelle (questo il video del consigliere).
Quando questi regolamenti saranno approvati i Nogaresi non vedranno più nessun video delle sedute del Consiglio Comunale perché l’amministrazione attuale non ama la trasparenza, la divulgazione, la partecipazione ma ama tutto l’esatto contrario.
L’amministrazione mette le proprie telecamere in sala consiliare ma dimentica di installarle sul resto del territorio nogarese, dove sono state promesse da molto tempo e da più parti. Di certo sarebbero le uniche telecamere che avrebbero un senso.

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In comune il senso del pudore

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L’amministrazione Mirandola passerà alla storia come l’amministrazione dei regolamenti. Non sanno fare altro che regolamentare qualunque cosa, salvo poi lasciare tutto al caso senza fare altro. Fanno regolamenti su qualsiasi situazione dai circhi alle fiere per arrivare all’ultimo concentrato di regole denominato: regolamento disciplinante il servizio di videoripresa e trasmissione televisiva o a mezzo web delle riunioni di Consiglio Comunale.
Il regolamento prevede la bellezza di dieci articoli, tutti al limite dell’assurdo. Quello veramente fenomenale è l’articolo 5 (rispetto della privacy).

I Consiglieri comunali, il Sindaco, gli Assessori, il Segretario comunale, gli organi collegiali, e i funzionari chiamati a relazionare a vario titolo manifestano per iscritto, nel rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali di cui al D.Lgs. n. 196/2003, il loro assenso alla ripresa e divulgazione della propria immagine durante le sedute consiliari.

Ciascun consigliere ha diritto di chiedere l’interruzione della ripresa televisiva in occasione del proprio intervento. Ha, altresì, il diritto di manifestare il proprio dissenso alla ripresa e divulgazione della propria immagine durante le sedute consiliari; in quest’ultimo caso dovrà essere mandato in onda l’intervento e/o dichiarazione del consigliere, con ripresa della sola targhetta col nome.

Un consigliere comunale, piuttosto che un assessore, nonché il Sindaco sono cittadini che hanno una carica pubblica e non possono vantare la privacy nell’esercizio delle loro funzioni, francamente la riteniamo una cosa davvero ridicola. Invocare la privacy in un consiglio comunale è come ordinare un riso co’ le nose alla festa della renga!
Oltre a questo se si legge attentamente l’articolo si capisce benissimo che chi l’ha scritto ha un intento molto preciso. L’ultima parte recita: “Ciascun consigliere ha diritto di chiedere l’interruzione della ripresa televisiva in occasione del proprio intervento. Ha, altresì, il diritto di manifestare il proprio dissenso alla ripresa e divulgazione della propria immagine durante le sedute consiliari;”. A nostro avviso un consigliere non può chiedere questo, in quanto sarebbe come chiedere che tutti i presenti in sala uscissero durante l’intervento del consigliere stesso. Una cosa pazzesca! Il consigliere non è a casa sua, dove ha tutto il diritto di difendere la propria privacy, ma è in una assemblea pubblica.
L’amministrazione Mirandola non sa più come venirne a capo perché l’unico suo “problema” sembra essere il MoVimento 5 stelle. Tutti questi tentativi di chiuderci la bocca fanno capire che il MoVimento 5 stelle lavora con e per i cittadini.

P.S. Quis custodiet ipsos custodes?

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Ci spengono le telecamere: promessa mantenuta!

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La giunta Mirandola sta cercando tutti i modi possibili ed immaginabili per togliere le telecamere libere e gratuite del MoVimento 5 stelle e di qualsiasi altro cittadino. Ci stanno provando ormai dal primo giorno dell’insediamento e finalmente ci stanno riuscendo. In uno dei prossimi consigli comunali andranno in discussione due regolamenti: il regolamento del consiglio comunale (revisionato dall’amministrazione attuale) e il nuovo regolamento che disciplina le videoriprese delle sedute del consiglio e la successiva trasmissione sia televisiva che via web.
Abbiamo letto i regolamenti e dobbiamo ammettere che ce l’hanno proprio messa tutta per togliere la possibilità, non solo a noi ma a qualsiasi cittadino, di riprendere le sedute pubbliche del consiglio comunale con qualsiasi dispositivo. Si sono accorti che con gli smartphone si può anche riprendere, oltre che telefonare. Videoriprese prima di tutto!
E’ doveroso ricordare che le telecamere che oggi si trovano in consiglio sono sempre le stesse che c’erano quando amministrava il sindaco Olivieri e successivamente il sindaco Falco. Nei cinque anni dell’amministrazione Olivieri l’attuale vicesindaco Pasini fu un fervente sostenitore delle videoriprese, votò a favore delle telecamere in consiglio comunale (questo il link al suo commento sul nostro blog). Nei nove mesi dell’amministrazione leghista, gli attuali sindaco e assessore Mirandola e Poltronieri non hanno mai sollevato la questione, anzi, l’assessore Poltronieri usava le nostre riprese video per farsi spot elettorali, in special modo in occasione della questione pronto soccorso/ospedale.
Nel nuovo regolamento, che dovrà essere votato in sede di consiglio, spiccano vari articoli davvero interessanti. Uno su tutti l’articolo 3 (autorizzazioni), il quale recita:

Fatte salve le riprese e le trasmissioni via web delle adunanze consiliari effettuate direttamente dall’Ente, i soggetti terzi che intendano eseguire videoriprese e trasmissioni televisive e su web delle sedute pubbliche del Consiglio Comunale dovranno, di volta in volta, conseguire espressa autorizzazione dal Sindaco.

A tal fine, i soggetti interessati dovranno presentare apposita istanza di autorizzazione, diretta al Sindaco, nella quale dovranno essere chiaramente evidenziati: modalità delle riprese; finalità perseguite; modalità di trasmissione (radiotelevisiva, web, diretta, differita).

L’autorizzazione rilasciata comporterà l’obbligo per il soggetto autorizzato di rispettare le norme del presente regolamento e, per quanto non espresso, tutta la normativa in materia di privacy ai sensi del D.Lgs. 196/2003 e successive modifiche ed integrazioni, restando in ogni caso a carico dello stesso ogni responsabilità in caso di violazione delle norme richiamate. Deve, altresì, essere autorizzata dal Sindaco l’introduzione nell’aula consiliare di telecamere e di altri strumenti di videoripresa, l’utilizzo di servizi ed il collegamento delle attrezzature. E’ tassativamente vietata ogni altra attività privata di registrazione, sotto forma di audio e video, eseguita con qualsivoglia strumento idoneo allo scopo, nelle medesime adunanze.

Questo articolo si può tradurre con poche e semplici parole: non ti dico di non riprendere, ti metto in condizioni di non poterlo fare. La tecnica è quella di non vietare ad un cittadino di riprendere a patto di rispettare tutta una serie di regole impossibili da rispettare e dulcis in fundo si deve disporre dell’espressa autorizzazione dal Sindaco.
Con l’approvazione di questo regolamento l’attuale amministrazione avrà finalmente raggiunto uno dei tanti scopi che si sono prefissi contro il MoVimento 5 stelle. Attendiamo con ansia di vedere in rete le riprese effettuate dalla stessa maggioranza che si proclama, spesso e volentieri a sproposito, a favore della trasparenza e della partecipazione.

P.S. Auctoritas non veritas facit legem

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Ore 12:30: operazione trasparenza

Nell’ultima seduta del consiglio comunale di Gazzo Veronese, tenutasi lunedì scorso alle 12:30, visto il giorno e l’orario si è parlato di telecamere e trasparenza. Pensavamo venisse discussa l’istanza presentata dal MoVimento 5 stelle di Gazzo Veronese riguardante proprio le riprese. Nello specifico anche il consigliere di minoranza Boninsegna, ex vicesindaco, ha presentato una mozione che prevedeva le riprese con telecamere.
La maggioranza, guidata dal Sindaco Andrea Vecchini, ha discusso una propria proposta che dà il via ad una commissione con tutti i capigruppo per decidere il da farsi su una questione così complessa. Una questione che mette in seria difficoltà l’attuale maggioranza di Gazzo Veronese, in quanto non abituata alla trasparenza e alla partecipazione, visto anche la convocazione della seduta in un orario quantomai paradossale.
In buona sostanza l’attuale maggioranza di Gazzo Veronese non sembra essere a favore né delle telecamere né della trasparenza. Aver presentato una propria contro-mozione la dice lunga. Perché non si è portata in discussione l’istanza del MoVimento 5 stelle? Perché non si è discussa la mozione presentata dal consigliere Boninsegna? Va anche sottolineata la posizione del PD che si è astenuto non prendendo una posizione netta sulla questione. Forse le telecamere non le vuole nemmeno la signora Lombardi?
In campagna elettorale, pur di vincere, si promette di tutto e di più. Si promettono anche cose in cui, forse, non si crede fino in fondo. Una cosa è certa: lunedì scorso, a Gazzo Veronese, si è persa un’altra occasione per portate un minimo di trasparenza e partecipazione alla vita amministrativa del paese. In un mondo dove i cittadini chiedono a gran voce partecipazione, open data e open governmet, Gazzo Veronese è in leggera controtendenza.

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