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Il vantaggio di pochi e il danno di molti

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Informazioni da Nogara 5 stelle

Abbiamo posto molte interrogazioni all’amministrazione Mirandola. Nello specifico le abbiamo poste direttamente al sindaco per questioni riguardanti le centrali a biogas presenti nel territorio nogarese. Le risposte sono sempre state elusive e non sono mai entrate nel merito della questione da noi posta. Oltre a questo, alcuni componenti dell’attuale amministrazione in vari commenti e post su Facebook, hanno sempre attribuito la responsabilità degli insediamenti alla Regione Veneto.
Alcuni cittadini se la sono bevuta, altri no, finché qualche cittadino (stufo di essere preso per il culo) ha scritto direttamente alla Regione Veneto ottenendo risposte chiare ed inequivocabili che potete leggere a questo link. La Regione ha risposto chiaramente che “il rappresentante del Comune non ha sollevato la necessità di ascoltare qualche rappresentante di Istituzioni o Comitati del territorio”. Nessuno ha detto nulla e quindi per la Regione Veneto l’impianto può essere costruito.
I sindaci che dicono no ci sono, ma non dicono no a priori, dicono no in scienza e coscienza. Dicono no per il bene della comunità e soprattutto per il bene delle generazioni future. Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione.
Secondo quanto scrive il quotidiano L’Arena il primo cittadino di Roveredo di Guà ha detto no ad un impianto a biogas della potenza di 600 kW. Nell’articolo dichiara: «Il fabbisogno di mais di queste centrali è elevatissimo. Non vorrei si scatenasse la corsa alla ricerca di terreni per produrre mais da digerire, riducendo le nostre produzioni agricole in monocolture». Il sindaco di Roveredo di Guà ha centrato il problema.
Slow Food, riportando un articolo del quotidiano La Repubblica, denuncia il rischio inquinamento dei mega impianti a biogas. L’articolo è di un anno fa ma sempre attuale: “il biogas sta cominciando a creare più problemi che vantaggi, soprattutto da quando è diventato la nuova gallina dalle uova d’oro per l’agroindustria. La questione è spinosa, un’altra bella opportunità si sta sprecando nel nome delle speculazioni permesse dalla legge e incentivate con i soldi pubblici, i nostri. In due anni gli impianti si sono triplicati. Sfruttano liquami e sottoprodotti agricoli, o anche prodotti appositamente coltivati, come il mais. Sono per lo più grandi, i più insostenibili, fatti per vendere energia. È in atto una vera e propria corsa al biogas agricolo, giustificata dall’inseguimento dei cosiddetti “certificati verdi”. Chi produce energia elettrica avrà diritto a vedersi riconosciuto un prezzo di 0,28 centesimi al kilowatt contro gli 0,07 del prezzo di mercato. Così i cittadini pagano due volte l’elettricità. Un impianto da 1 megawatt (il massimo ammissibile per ottenere i certificati verdi) è un investimento di circa 4 milioni di euro ammortizzabile in 3 o 4 anni, che poi darà una rendita netta di un milione di euro all’anno.” (http://is.gd/EsXQ7V)
Gli impianti a biogas, costruiti per mera speculazione, non hanno nulla di sostenibile né dal punto di vista ambientale né tantomeno dal punto di vista economico. Stanno in piedi perché usufruiscono dei certificati verdi i quali vengono pagati con una percentuale prelevata dalle nostre bollette. Si incentivano pochi a danno di molti che non ne ricavano nulla, anzi, hanno solo disagi e nessun reale beneficio. Se poi, come succede a Nogara, l’amministrazione in carica si fa dare un “contributo” di soli 4.000 euro all’anno, si capisce benissimo perché queste centrali spuntano come funghi.

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23 Ott, 2012

La mappa delle centrali a biogas

A Nogara le centrali a biogas stanno passando da tre a quattro. Spuntano come funghi e nessuno ne dà notizia. Nessun cittadino di Nogara è informato su nulla. Non solo Nogara ma tutta la Bassa Veronese sta diventando territorio fertile per la costruzione di questi impianti, colpa dell’iter per le concessioni relativamente facile e degli incentivi che garantiscono il finanziamento erogato dagli istituti di credito.
Non abbiamo l’esatto numero di impianti che esistono nell’intera Bassa Veronese ma abbiano creato una mappa per cominciare a mettere dei punti di riferimento. Attualmente gli impianti a biogas inseriti nella mappa sono sedici, alcuni in fase di realizzazione (segnalibro di colore giallo) e alcuni già in realizzati (segnalibro di colore rosa). Serve l’aiuto di tutti per completare la mappa e per avere un quadro più completo possibile dell’ubicazione di tali impianti. A questo proposito abbiamo realizzato una pagina apposita dove poter segnalare, tramite apposito form, la presenza di impianti nel proprio territorio. L’informazione rende l’uomo libero.

P.S. Domani sera, presso la sala consiliare del Comune di Nogara, alle ore 21:00 si terrà l’incontro pubblico Biogas o Biofregatura? Cosa significa convivere con centrali a biogas, relatore il professor Gianni Tamino. Ingresso libero.

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Negli Usa è in atto una guerra civile fra gli agricoltori a causa della siccità

L’eccezionale siccità che ha colpito gli Stati Uniti negli ultimi mesi sta dimostrando la gravità degli squilibri del modello agro-industriale nordamericano.
Infatti le colture maggiormente colpite sono quelle più importanti per il sistema agricolo statunitense, il mais e la soia. Secondo l’ultimo rapporto del Dipartimento dell’Agricoltura statunitense, infatti, la produzione di granturco prevista sarebbe la più bassa degli ultimi 17 anni, con un calo del 15,5% rispetto alla previsione elaborata lo scorso giugno, con una media per acro di 123,4 rispetto ai 146 bushel ipotizzati; prospettive negative simili vengono calcolate anche per la soia, con un calo del 10,7% rispetto alle previsioni di giugno (4,4 bushel/acro rispetto ai previsti 5,4).
La prima conseguenza di questo evento naturale, ovviamente, è quella dell’aumento dei prezzi di questi prodotti che, come si sa, sono anche prodotti di riferimento per i prezzi mondiali di molte altre commodities agricole, i cereali in primo luogo: il prezzo del mais è già passato dai 5,20 dollari/bushel di giugno agli attuali 8,12, un aumento di ben il 64%.
Inserendosi nella filiera di molti altri prodotti alimentari, un simile aumento, sempre secondo l’USDA (il Dipartimento dell’Agricoltura Usa), comporterà un aumento dei prezzi al consumatore valutato in un 4-5%, cosa questa che, anche in un Paese fortemente terziarizzato come gli Stati Uniti nel quale la spesa alimentare incide solo per un sesto nel budget delle famiglie, comporterà un rallentamento di uno 0,1% del tasso di crescita del Paese.
Ovviamente, le ripercussioni potranno essere assai più gravi a livello mondiale, come osserva Eric Munoz, un analista del gruppo Oxfam, specializzato in aiuti alimentari internazionali: “Gli Stati Uniti sono il maggiore esportatore di mais, soia e grano al mondo, e con ogni probabilità questi picchi di prezzo si ripercuoteranno sui mercati a livello globale, con conseguenze devastanti per quanti già stanno combattendo per avere cibo sufficiente per alimentarsi”. Infatti, la FAO, l’organizzazione alimentare delle Nazioni Unite, ha già confermato che i prezzi dei prodotti alimentari sono aumentati del 6% a luglio, con punte del 23% per il mais.
Ma l’aspetto certamente più singolare è rappresentato da quella che gli esperti americani di agricoltura già definiscono una agriculture civil war, una “guerra civile fra agricoltori”. Infatti gli agricoltori sono stati incentivati a produrre mais a fini energetici, per ricavare etanolo, come bio-carburante, mediante un programma di sussidi statali che si chiama Renewable Fuels Standard (RFS), gestito dall’EPA, l’agenzia statunitense per l’ambiente. Questo programma, divenuto legge nel 2005, prevede per il 2012 che siano prodotti e incentivati ben 13,2 miliardi di galloni di bio-carburante, corrispondenti a 4,7 miliardi di bushel di mais. Ne consegue che ormai quasi il 40% del mais Usa viene prodotto per ricavare etanolo, a causa di una maggiore convenienza.
In questo modo, però, a causa della riduzione della produzione e dell’aumento dei costi causato dalla straordinaria siccità di questa estate, gli allevatori nordamericani si trovano in una situazione disperata, che dipende da un sistema industriale di produzione animale nella quale i cereali sono fondamentali per l’ingrasso degli animali, nonostante l’assurdo bilancio energetico nel rapporto fra chilocalorie utilizzate e chilocalorie prodotte che ne deriva. continua a leggere

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La coerenza di essere incoerente

Il 7 dicembre 2009 l’attuale assessore Poltronieri scriveva un post dal titolo «L’importanza di condividere le scelte». Nel post si leggono tante buone intenzioni ma che attualmente vengono smentite nei fatti. Analizziamole insieme, tanto per capire come spesso si predica bene ma si razzola male.
L’assessore nel post comincia con una sorta di prefazione scrivendo «In una democrazia moderna è di fondamentale importanza la condivisione con i cittadini delle scelte strategiche del paese, le quali, interessandoli direttamente per un lungo periodo di tempo, devono essere preventivamente concertate.» Parole sacrosante e del tutto condivisibili che nel caso specifico erano rivolte all’allora amministrazione Olivieri-Ceolini per le scelte riguardanti la proposta di una centrale a biomasse e il rifacimento della piazza. Sulla questione centrale a biomasse l’assessore scrive:

L’amministrazione di Nogara, dopo aver avuto contatti nel luglio del 2008, con le ditte proponenti la centrale a Biomasse, convoca il consiglio comunale in data 11 Settembre 2008 senza neanche appendere i manifestini per il paese e senza dare comunicazione sul sito internet del comune (tenendo, perciò, i cittadini all’oscuro della questione…). Durante questo contestatissimo consiglio comunale viene approvato, con il solo voto della maggioranza, un parere positivo all’installazione di una Centrale a Biomasse nel nostro paese […]
[…] L’amministrazione comunale, messa all’angolo, per cercare di salvare la faccia organizza tra il dicembre 2008 e il gennaio 2009 due incontri pubblici nei quali cerca di fare “opera di convincimento” nei confronti della popolazione… tuttavia questi incontri non fanno altro che mettere in risalto tutti i limiti di questa scellerata proposta (peraltro, essendo proposta da privati, non inserita nel programma elettorale!!)

L’assessore ha fatto esattamente quanto descrive nel suo post. Nessun cittadino Nogarese è stato informato delle centrali a biogas che verranno costruite sul territorio Nogarese. La Società Agricola Valbissara S.r.l. costruirà, in via Valbissara, una centrale a biogas di 999 kw di potenza la quale sarà alimentata a liquame bovino, liquame suino, pollina e insilato di mais. La Società Agricola Agricod Power Energy S.r.l. sta costruendo, in via Valdivisi, una centrale a biogas di 999 kw di potenza la quale sarà alimentata a insilato di mais. La Società Agricola Masini S.r.l. costruirà, in via Barabò, una centrale a biogas di 703 kw di potenza la quale sarà alimentata a liquame bovino, insilato di mais, insilato di loietto.
L’assessore Poltronieri ha informato la cittadinanza di queste scelte? Perché l’assessore Poltronieri non ha inserito nel suo programma elettorale la realizzazione delle centrali a biogas? Queste sono le critiche che lui, nel suo post, rivolgeva all’amministrazione Olivieri-Ceolini e che oggi il MoVimento 5 stelle rivolge a lui e a tutta la maggioranza.
Di questi impianti nessuno è stato informato, nessun «manifestino» è stato appeso in paese, nessuna informazione, solo un consiglio comunale vergognoso.

P.S. Tutte le informazioni riportate nel post, riguardanti gli impianti a biogas, sono pubbliche e reperibili in rete. Questo è il link al sito internet della società che costruirà tutti e tre gli impianti.

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