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La “non risposta” della Corte dei Conti

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Ieri il quotidiano L’Arena pubblica questo articolo dal titolo “Liquidazione del Consorzio sviluppo. La Corte non risponde ai «grillini»“.

NOGARA. I consiglieri del M5S non sono legittimati ad interrogare l’ente regionale di controllo
Liquidazione del Consorzio sviluppo. La Corte non risponde ai «grillini»
Gli esponenti della Bassa chiedevano di verificare eventuali responsabilità erariali dei Comuni soci

I consiglieri comunali «semplici» non sono legittimati ad ottenere pareri dalla Corte dei Conti in merito alle scelte che vengono fatte dai loro sindaci. Un assunto che vale a prescindere dai motivi e dall’argomento delle loro richieste. Questo, tradotto in estrema sintesi, è quanto è stato affermato dalla Sezione regionale di controllo per il Veneto della Corte dei Conti in seguito ad una richiesta inoltrata dai consiglieri comunali targati Movimento 5 Stelle della pianura: Mirco Moreschi di Nogara, Renzo Gasparella di Isola della Scala, Gianni Bertolini di Bovolone e Federico Castelletto di Legnago.

I «grillini» avevano interpellato l’organo a cui compete il controllo sulle amministrazioni pubbliche in seguito alla messa in liquidazione del Consorzio per lo sviluppo del Basso Veronese con sede a Nogara: l’ente nato per promuovere la crescita della pianura che qualche mese fa i soci di maggioranza – Provincia e Camera di Commercio – grazie anche all’astensione dal voto dei Comuni, hanno deciso di sopprimere a causa di una situazione economico-gestionale difficile. In particolare, i consiglieri del M5S avevano chiesto alla Corte dei Conti di Venezia di verificare eventuali responsabilità erariali delle amministrazioni. Le loro domande, però, non sono nemmeno state prese in considerazione. L’organo di controllo le ha dichiarate inammissibili, affermando che per prassi a chiedere pareri possono essere solo i legali rappresentanti degli enti. In questo caso i sindaci.

«Evidentemente, i primi cittadini non avevano nessun interesse a farlo, visto che nessuno di loro si era opposto alla liquidazione del consorzio, e noi ci eravamo rivolti alla Corte dei Conti sperando che andasse a verificare cos’era accaduto», commenta Moreschi. «Qualcuno dovrebbe comunque verificare la situazione», aggiunge. LU.FI.

Questo il nostro esposto alla Corte dei Conti e l’articolo scritto in seguito. Siamo convinti di aver fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità per avere risposte in merito alla liquidazione del Consorzio per lo Sviluppo del Basso Veronese.

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CSBV: il M5S scrive alla Corte dei Conti

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Ieri mattina alle ore 11:00 i Consiglieri Comunali del MoVimento 5 Stelle della Bassa Veronese hanno indetto una conferenza stampa davanti alla sede del Consorzio. Questo l’articolo de L’Arena pubblicato oggi.

Consorzio sviluppo. I grillini si rivolgono alla Corte dei conti
L’istanza è mirata ad accertare responsabilità sulla liquidazione

«Sulla messa in liquidazione del Consorzio per lo sviluppo del Basso veronese decisa la scorsa settimana dall’assemblea dei soci intervenga la Corte dei Conti, valutando, in particolare, se c’è una responsabilità erariale degli amministratori». A chiederlo, con un ampio e circostanziato esposto, sono i consiglieri comunali del M5S della pianura: Mirco Moreschi di Nogara, Renzo Gasparella di Isola della Scala, Gianni Bertolini di Bovolone e Federico Castelletto di Legnago. I quali, ieri mattina, assieme al deputato veronese Francesca Businarolo, hanno presentato la loro iniziativa davanti ai cancelli, chiusi, della sede del Consorzio.

«Già nel 2012», spiega Moreschi, «avevo chiesto in Consiglio all’amministrazione di uscire dal Consorzio, visto che i conti presentavano chiari problemi, ma nessuno ha fatto nulla». «Intanto», continuano i consiglieri, «la Corte dei Conti ha fatto in più occasioni rilievi alla gestione dell’ente. Eppure il Consorzio, che continuava ad accumulare passivi, è andato avanti sino ad ora a colpi di bilanci costruiti riportando i debiti di anno in anno ma senza mai sanare i conti». «Nel frattempo», precisa Businarolo, «sono cambiate le regole, per cui quel modo di agire è stato vietato dalla legge» LU.FI. – Questo il link all’articolo: http://goo.gl/D8DSDt

Questo il file: Esposto Corte dei Conti - Liquidazione CSBV (582) presentato alla Corte dei Conti sezione di Venezia. Stay Tuned!

P.S. Il MoVimento 5 Stelle è l’unica opposizione presente in Italia.

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«I sindaci sapevano della crisi del Consorzio già due anni fa»

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Dopo il nostro post riguardante la scoperta dell’acqua calda da parte del Sindaco Mirandola, ieri sul quotidiano L’Arena è uscito questo articolo. Lo riportiamo per completezza d’informazione.

NOGARA. Il consigliere Mirco Moreschi rivela un risvolto della vicenda
«I sindaci sapevano della crisi del Consorzio già due anni fa»
«Allora i conti soffrivano di 190 mila euro e lo dissi in Consiglio e la Corte dei Conti allertò i soci»

La crisi del Consorzio per lo Sviluppo del Basso Veronese era nota da tempo, ma i soci hanno fatto «orecchie da mercante». A dirlo è il consigliere di opposizione di Nogara Mirco Moreschi, M5S. «Mi fa piacere scoprire che i sindaci della pianura si siano finalmente resi conto dei problemi del Consorzio di cui sono soci», afferma, «però mi chiedo dov’erano quando il problema emerse, già due anni fa». «Nel 2012 sollevai la questione in Consiglio, proponendo la dismissione da socio del Comune di Nogara, perché la situazione già allora era compromessa. Nel rendiconto presentato dal Consorzio, infatti, si leggeva di una sofferenza di 190.000 euro, ma non si è voluto affrontare la situazione».

Secondo Moreschi, tutti i sindaci sapevano. «La Corte dei Conti», spiega, «inviò una lettera ai soci in cui invitava a tenere sotto controllo le aziende partecipate». Quelle aziende di cui una, il Cisi, è stata rilevata da Agsm e la Servizi territoriali che ora è in liquidazione, anche se il 6 marzo ci sarà il primo appello volto a stabilire se può esserne dichiarato il fallimento o se invece a rispondere dei debiti dovranno essere i suoi soci. Ovvero, oltre al Consorzio, le Comunità montane della Lessinia e del Baldo. Intanto ieri la Provincia, che con la Camera di Commercio detiene la maggioranza delle quote del Consorzio (il restante 33 per cento è partecipato da 29 Comuni) ha rinviato a data da destinarsi la decisione sulla linea da adottare. «Dovevamo discuterne in commissione, ma a causa del funerale del padre di un assessore, abbiamo rinviato la riunione», dice il presidente Giovanni Miozzi. LU.FI.

Non ho dichiarato nulla di nuovo, basta guardare il video della seduta del consiglio comunale per capire che dico le cose espresse nell’articolo. Bastava leggere i bilanci, se l’abbiamo fatto noi del M5S perché non l’ha fatto anche il nostro Sindaco? Forse troppo impegnato a fare altre cose?

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CSBV: il Sindaco scopre l’acqua calda

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È interessante notare che solo adesso il nostro caro Sindaco si accorge della sostanziale inutilità del Consorzio per lo Sviluppo del Basso Veronese. Appena insediati ci siamo messi a studiare molto bene le carte del Consorzio e abbiamo notato una continua sofferenza finanziaria, una sofferenza causata da vari fattori fra i quali alcuni investimenti sbagliati o quantomeno azzardati.
In un articolo apparso sulla stampa locale il Sindaco a tal proposito dichiara «a questo punto ritengo sia necessaria una sua revisione profonda, che non può prescindere dalla discontinuità». Secondo il Sindaco quindi è arrivato il tempo di attuare una svolta decisa. Meglio tardi che mai, visto che denunciammo questa situazione nell’ormai lontano maggio 2012.
A prova di quello che diciamo esiste il video della seduta consiliare dove argomentiamo il passivo preoccupante del Consorzio. In aula spiegammo che, già nel 2011, la Corte dei Conti aveva inviato una lettera a tutti i sindaci consorziati con chiare indicazioni in merito. Leggendo lo Statuto del Consorzio, cosa che sicuramente Sindaco e giunta non hanno fatto, è possibile rescindere dal contratto tramite una normalissima raccomandata con ricevuta di ritorno.

Art. 7 – La richiesta di recesso dell’Associato è notificata, mediante raccomandata con avviso di ricevimento, entro il 31 marzo di ciascun anno al Presidente del Consorzio, che ne dà comunicazione all’Assemblea nella prima seduta utile. Il recesso diventa operante dal 1° gennaio dell’anno successivo alla richiesta. Il recesso non può essere esercitato prima che siano trascorsi quattro anni dall’ingresso dell’Associato nel Consorzio. All’Associato che recede spetta una quota–parte del patrimonio netto risultante dal consuntivo relativo all’esercizio antecedente il recesso proporzionale alla sua quota di partecipazione al Consorzio, decurtata di una percentuale del 10% a titolo di penale per il recesso anticipato. All’Associato che recede sono restituiti gli eventuali beni che sono stati assegnati al Consorzio in affitto e/o comodato. (link allo statuto)

Quando in aula auspicammo che questo avvenisse siamo stati derisi e sbeffeggiati. Questi “professionisti” della politica solo ora si accorgono che nel Consorzio per lo Sviluppo del Basso Veronese c’è qualcosa che non va? Perché solo adesso? Perché dopo due anni dalla nostra denuncia in aula? Ai posteri l’ardua sentenza, oltre che l’onere di raccogliere i disastri di un politica fine a se stessa. Siamo stati delle Cassandre inascoltate con ben due anni di anticipo. Stay tuned!

P.S.Questo il link al video dell’intervento in aula del M5S

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La Casa dell’Acqua del Consorzio

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Fra qualche giorno verrà inaugurata la Casa dell’Acqua in via San Francesco (ex postazione del distributore del Latte). Fin qui nulla di male, anzi, in attesa che l’acquedotto serva tutto il paese, ci vorrebbero varie case dell’acqua distribuite su tutto il territorio nogarese. Abbiamo parlato molte volte della questione Casa dell’Acqua voluta dall’amministrazione Mirandola e dal Consorzio per lo Sviluppo del Basso Veronese (CSBV), ma crediamo sia giusto ricordare alcuni concetti fondamentali di tale progetto.
Secondo l’accordo di collaborazione con il CSBV il Comune dovrà: predisporre l’area di appoggio e gli allacciamenti alle utenze per garantire il corretto funzionamento (acquedotto, rete fognaria, energia elettrica); concedere l’area ove intende realizzare la struttura; garantire l’erogazione gratuita dell’acqua potabile dell’acquedotto fino al contatore. Oltre a questo il Comune riconoscerà al soggetto gestore gli incassi derivanti dal consumo dell’acqua da parte degli utenti.
Francamente non riusciamo a capire quale sia il vantaggio per il cittadino, in quanto il Comune fornisce tutto il necessario (acquedotto, rete fognaria, energia elettrica) e non ne ricava assolutamente nulla, anzi, ha degli esborsi per provvedere alle suddette utenze. Ci siamo battuti in Consiglio Comunale (questo il link al video) affinché il Comune di Nogara acquistasse e gestisse direttamente la Casa dell’Acqua. L’intera maggioranza, anche di fronte a calcoli sulla fattibilità nonché economicità dell’acquisto, ha optato per l’accordo con il Consorzio.
Come se non bastasse “il Comune di Nogara riconosce che il Concessionario verserà al Consorzio l’importo di 0,01 €/litro per tutta l’acqua erogata al fine di coprire le spese inerenti le attività svolte per l’aggiudicazione della gara […]”. Attualmente il prezzo per un litro d’acqua naturale è di 0,05 € e 0,07 € per un litro di acqua frizzante. Prezzi assolutamente non competitivi.
Il Comune di Zevio ha acquistato una Casa dell’Acqua che gestisce in proprio offrendo gratuitamente ai residenti 20 litri d’acqua a settimana, superata tale soglia il costo per l’acquisto è di 0,02 € per un litro di acqua naturale e 0,05 € per un litro di acqua frizzante. Nel caso di Zevio il Comune offre un servizio ai cittadini che il Comune di Nogara di fatto non offre. La Casa dell’Acqua installata dal Consorzio non è nient’altro che una rivendita di acqua refrigerata.

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Casa dell’Acqua: idee chiare prima di tutto

Sabato scorso sul quotidiano L’Arena esce un articolo dal titolo Casa dell’acqua, avanti piano: «Servono prima le analisi».

Resta congelato l’iter per la costruzione della casa dell’acqua, la struttura che dovrebbe fornire acqua naturale, gassata e refrigerata tramite un gestore individuato dal Consorzio per lo Sviluppo del Basso Veronese. In consiglio comunale, infatti, si è discussa una mozione presentata dal consigliere di minoranza Mirco Moreschi che chiedeva il ritiro della delibera consiliare del maggio scorso, nella quale l’assemblea civica aveva dato il via libera per la costruzione della struttura che avrebbe erogato acqua potabile ad un prezzo massimo di 5 centesimi al litro e che sarebbe stata data in gestione dal Consorzio ad una ditta privata.

Nella sua mozione Moreschi ha contestato il fatto che «l’acqua deve restare un bene pubblico e nessuno ci deve lucrare», chiedendo quindi al sindaco Luciano Mirandola di revocare la delibera precedente e di impegnare il Comune a realizzare e gestire a proprie spese la «casa dell’acqua», come ha fatto il Comune di Zevio, ritenendo economicamente molto vantaggiosa l’operazione. Moreschi ha fatto distribuire a tutti i consiglieri comunali uno studio economico fatto da una ditta privata secondo la quale il Comune, così facendo, avrebbe un rientro delle spese sostenute nell’arco di 3 anni.

Il sindaco Mirandola ha bocciato la proposta di revoca della delibera, annunciando comunque che «l’iter per la concessione dello spazio per la costruzione della casa dell’acqua è per ora sospeso perché sono insorti dei problemi su questioni legate alla potabilità dell’acqua e il Comune sta facendo tutti gli accertamenti necessari per capire se l’operazione è fattibile». (questo l’articolo completo)

L’acqua, secondo quanto recita la convenzione con il Consorzio dello Sviluppo del Basso Veronese, sarà venduta ad un massimo di 10 centesimi al litro e non, come scritto erroneamente nell’articolo, a 5 centesimi. A questo link si può leggere la convenzione. Si noti come l’attuale maggioranza Mirandoliana prima approvi una delibera per dare il via alla Casa dell’Acqua e poi faccia le analisi sull’acqua stessa. Praticamente per costruire un edificio prima fanno il tetto e poi le fondamenta.
Va ricordato che le Case dell’Acqua professionali e di seria concezione hanno un sistema filtrante apposito per ogni tipo di inquinante presente in falda. Nel caso specifico di Nogara dovremmo acquistare una Casa dell’Acqua che depuri acqua inquinata da arsenico, cosa possibile e fattibile e già in funzione in altre parte d’Italia.
La Casa dell’Acqua va fatta e va gestita dal pubblico per rispettare il volere dei cittadini italiani espresso nel referendum del 2011. A riprova di questo il 20 luglio scorso la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile l’articolo 4 del decreto legge 138 del 2011 con il quale il governo Berlusconi aveva aggirato il risultato referendario. Questo rafforza ancora di più l’esito del referendum e pertanto ci si deve mettere in testa che l’acqua è un bene pubblico, che pubblico deve restare.

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La sospensione della casa dell’acqua

Nell’ultimo consiglio comunale il MoVimento 5 stelle ha presentato una mozione per il ritiro della casa dell’acqua proposta dal Comune in accordo con il Consorzio per lo Sviluppo del Basso Veronese. Ricordiamo che il MoVimento 5 stelle ha tra le sue stelle quella dell’acqua pubblica. Per quanto ci riguarda l’acqua deve rimanere pubblica e non affidata a privati che lucrano sulla vendita. Il MoVimento propone che la scelta venga effettuata con un principio diametralmente opposto, da quello scelto dall’amministrazione, e cioè la gestione diretta da parte del Comune di Nogara (VR), così come effettuò a suo tempo il Comune di Zevio (VR) dando atto che tale scelta è vantaggiosa per il Comune stesso.
L’amministrazione Mirandola ha rifiutato la nostra proposta di ritiro ma nel contempo ha dichiarato che la proposta della casa dell’acqua del Consorzio è attualmente in una fase di sospensione. Praticamente non sono nemmeno sicuri delle scelte che fanno. Un pressapochismo allarmante. Perché questa sospensione? Perché non continuare sulla strada che l’attuale maggioranza ha scelto? Forse perché la scelta fatta da Mirandola e soci, alla luce dei dati e dei conteggi presentati dal MoVimento 5 stelle, risulta non economicamente vantaggiosa per la cittadinanza nogarese?
Abbiamo l’impressione di essere amministrati da persone che navigano a vista e che approvano delibere “un tanto al chilo” senza un’adeguata informazione preventiva.
Il Sindaco Mirandola, durante la seduta del consiglio, ha accusato il MoVimento 5 stelle di volere privatizzare l’acqua. Praticamente il bue che dà del cornuto all’asino. Noi non abbiamo la grande esperienza di questa amministrazione ma siamo sicuri che ci siamo battuti e ci batteremo sempre per l’acqua pubblica. Quando c’è da prendere una posizione il MoVimento 5 stelle c’è, non va a fare pipì.

P.S. A questo link potete visionare i video dell’ultima seduta del consiglio comunale. Potete accedere anche dal menù in altro alla voce Iniziative > Fiato sul collo.

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