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Il coraggio di fare delle scelte

coraggio

I sindaci che hanno a cuore il territorio e la salute dei cittadini, per fortuna, ci sono ancora. E’ il caso del sindaco di Medole che ha portato in consiglio comunale delle norme molte restrittive per quanto riguarda gli impianti a biogas e biomasse che, in questi ultimi anni, spuntano come funghi un po’ in tutta la pianura padana. Il 22 ottobre sulla Gazzetta di Mantova, il sindaco spiega queste norme che “impediscono” la costruzione di queste centrali.

«Abbiamo inserito delle norme specifiche per mettere fine sia allo sfruttamento eccessivo del territorio che agli insediamenti delle centrali – spiega il sindaco Gianbattista Ruzzenenti – In quest’ultimo caso abbiamo adottato una misura simile a quella messa in campo per evitare il dilagare del gioco d’azzardo: è stato scritto nero su bianco che gli impianti a biogas e a biomasse possono essere costruiti solo ad una distanza minima di cinque chilometri dalle scuole. […] Un paio di anni fa proposi la stessa misura anche alla Provincia, all’assessore Maurizio Castelli: se anche loro l’avessero applicata, non avremmo assistito alla recente invasione di biogas e biomasse. Di sicuro non sarebbero state aperte le centrali presenti nel Mantovano» http://is.gd/JCIesu

Ci siamo sentiti ripetere più e più volte che l’amministrazione su queste questioni non decide nulla ed è tutto nelle mani della Regione. Per questi tipi d’impianti viene convocata la Conferenza di Servizi la quale vede riuniti attorno ad un tavolo Regione, Provincia, Comune, Arpa Veneto ed Asl. Nell’occasione tutti i partecipanti esprimono un parere in merito all’impianto che si va ad approvare. La storiella, diffusa su Facebook da qualche amministratore locale, che l’amministrazione non ha alcun potere è semplicemente una balla, e quanto fatto dal sindaco di Medole ne è una prova lampante. E’ comodo scaricare la colpa ad altri soggetti, soprattutto se sono soggetti non in contatto diretto con i cittadini.
Il sindaco, se vuole, ha molti poteri e può fare molte cose. Purtroppo questi poteri vengono usati, spesso e volentieri, per cose di dubbia utilità come ordinanze al limite del ridicolo o risottate in rotonda. Quello che manca è il coraggio di fare delle scelte per l’interesse di tutti e non per il vantaggio di pochi.

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Il vantaggio di pochi e il danno di molti

mucca_biogas

Informazioni da Nogara 5 stelle

Abbiamo posto molte interrogazioni all’amministrazione Mirandola. Nello specifico le abbiamo poste direttamente al sindaco per questioni riguardanti le centrali a biogas presenti nel territorio nogarese. Le risposte sono sempre state elusive e non sono mai entrate nel merito della questione da noi posta. Oltre a questo, alcuni componenti dell’attuale amministrazione in vari commenti e post su Facebook, hanno sempre attribuito la responsabilità degli insediamenti alla Regione Veneto.
Alcuni cittadini se la sono bevuta, altri no, finché qualche cittadino (stufo di essere preso per il culo) ha scritto direttamente alla Regione Veneto ottenendo risposte chiare ed inequivocabili che potete leggere a questo link. La Regione ha risposto chiaramente che “il rappresentante del Comune non ha sollevato la necessità di ascoltare qualche rappresentante di Istituzioni o Comitati del territorio”. Nessuno ha detto nulla e quindi per la Regione Veneto l’impianto può essere costruito.
I sindaci che dicono no ci sono, ma non dicono no a priori, dicono no in scienza e coscienza. Dicono no per il bene della comunità e soprattutto per il bene delle generazioni future. Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione.
Secondo quanto scrive il quotidiano L’Arena il primo cittadino di Roveredo di Guà ha detto no ad un impianto a biogas della potenza di 600 kW. Nell’articolo dichiara: «Il fabbisogno di mais di queste centrali è elevatissimo. Non vorrei si scatenasse la corsa alla ricerca di terreni per produrre mais da digerire, riducendo le nostre produzioni agricole in monocolture». Il sindaco di Roveredo di Guà ha centrato il problema.
Slow Food, riportando un articolo del quotidiano La Repubblica, denuncia il rischio inquinamento dei mega impianti a biogas. L’articolo è di un anno fa ma sempre attuale: “il biogas sta cominciando a creare più problemi che vantaggi, soprattutto da quando è diventato la nuova gallina dalle uova d’oro per l’agroindustria. La questione è spinosa, un’altra bella opportunità si sta sprecando nel nome delle speculazioni permesse dalla legge e incentivate con i soldi pubblici, i nostri. In due anni gli impianti si sono triplicati. Sfruttano liquami e sottoprodotti agricoli, o anche prodotti appositamente coltivati, come il mais. Sono per lo più grandi, i più insostenibili, fatti per vendere energia. È in atto una vera e propria corsa al biogas agricolo, giustificata dall’inseguimento dei cosiddetti “certificati verdi”. Chi produce energia elettrica avrà diritto a vedersi riconosciuto un prezzo di 0,28 centesimi al kilowatt contro gli 0,07 del prezzo di mercato. Così i cittadini pagano due volte l’elettricità. Un impianto da 1 megawatt (il massimo ammissibile per ottenere i certificati verdi) è un investimento di circa 4 milioni di euro ammortizzabile in 3 o 4 anni, che poi darà una rendita netta di un milione di euro all’anno.” (http://is.gd/EsXQ7V)
Gli impianti a biogas, costruiti per mera speculazione, non hanno nulla di sostenibile né dal punto di vista ambientale né tantomeno dal punto di vista economico. Stanno in piedi perché usufruiscono dei certificati verdi i quali vengono pagati con una percentuale prelevata dalle nostre bollette. Si incentivano pochi a danno di molti che non ne ricavano nulla, anzi, hanno solo disagi e nessun reale beneficio. Se poi, come succede a Nogara, l’amministrazione in carica si fa dare un “contributo” di soli 4.000 euro all’anno, si capisce benissimo perché queste centrali spuntano come funghi.

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Frazioni prima di tutto

costruzione-biogas

Nel programma dell’attuale lista che guida Nogara si legge: “Riconsiderare le frazioni. Superare l’abbandono e la carenza di servizi in cui sono state lasciate istituendo una delega per le frazioni.”

Prendiamo ad esempio Barabò. La frazione è stata talmente presa in considerazione che si sono costruite due centrali a biogas di notevoli dimensioni: una da 703 kWe e un’altra da 999 kWe. I residenti della frazione sono stati presi talmente in considerazione da non essere minimamente informati delle due installazioni. Nogara Prima di Tutto!

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L’ennesima presa in giro

biogas

E’ proprio il caso di dire che è l’ennesima presa in giro quella del contributo che i proprietari di Impianti a Biogas, presenti sul territorio Nogarese, versano nelle casse comunali. Non si può chiamare in altro modo in quanto la cifra di 4.000 euro/anno è davvero ridicola, se pensiamo ai possibili disagi che questi impianti arrecano ai cittadini. Questa stratosferica cifra versata per quindici anni dovrebbe servire, secondo quanto approvato in una delibera dall’attuale maggioranza, come “contributo finalizzato allo svolgimento delle attività funzionali alla sistemazione ed alla manutenzione del territorio atte alla salvaguardia del paesaggio ed alla cura ed al mantenimento della rete stradale o alla promozione di iniziative volte al miglioramento della qualità dell’ambiente“. In sostanza si dovrebbero fare tutte le cose scritte in delibera con la somma di 4.000 euro/anno. Chiunque, dotato di normali capacità intellettive, capisce benissimo che non è minimamente possibile.
Navigando in rete si trovano molti siti che parlano degli impianti a biogas e, nello specifico, in appositi forum di agraria si parla di quanto costa la realizzazione di un impianto. Sul sito www.forumdiagraria.org si può accedere alla lettura di una discussione avente ad oggetto: Biogas agricolo 999 kW. Scorrendo i vari messaggi dei partecipanti si legge:

“23/03/2011. Il costo per realizzare un impianto biogas, chiavi in mano, della potenza di 999 kW è di circa 5 milioni di euro. Un impianto della potenza di 999 kW permette di fatturare 2.200.000 euro annui dalla sola vendita dell’energia elettrica prodotta. E’ importante mettere in funzione l’impianto entro il 31/12/2012 perché la tariffa fissa onnicomprensiva, attualmente di 0,28 eur/kWh, potrà poi essere variata.” (http://goo.gl/yu43i)

Quanto scritto dal partecipante al forum è quanto aveva spiegato in sostanza il professor Tamino quando fu invitato a Nogara dal MoVimento 5 stelle, per parlare di questo tipo di impianti (link al video). Siamo stati gli unici a proporre una serata su questo tema e siamo sempre gli unici a presentare svariate interrogazioni su questo tema, perché siamo convinti che i cittadini devono essere a conoscenza di che cosa vuol dire convivere con questi impianti.
Leggendo questo cifre risulta davvero una presa in giro la mancia fatta al Comune di Nogara. Siamo convinti che l’amministrazione Comunale, nella figura del sindaco Mirandola e il vice sindaco Pasini, debba assolutamente rivedere il “contributo” di 4.000 euro/anno. Un contributo che non contribuisce sostanzialmente a nulla in quanto, con una cifra così esigua, non si riesce ad ottemperare a nessuna delle attività approvate in delibera.

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Biogas: le risposte alle nostre interrogazioni

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Ieri mattina sono arrivate le risposte ad alcune interrogazioni che abbiamo posto all’amministrazione. Nello specifico sono arrivate le risposte concernenti gli impianti a biogas. Nella prima abbiamo chiesto come l’amministrazione intenda tutelare la salute dell’ambiente e dei cittadini che vivono nei pressi degli impianti. Nella seconda abbiamo domandato a quanto ammonta l’importo richiesto dall’amministrazione comunale ai proprietari degli impianti che già sono attivi sul territorio, come espresso nella delibera di consiglio n° 34 del 29/09/2011.

Premesso che è preoccupazione primaria di questa Amministrazione che i cittadini vengano tutelati dall’inquinamento sonoro, dall’inquinamento delle falde acquifere, dall’inquinamento dell’aria e infine che venga garantita la sicurezza stradale nelle vie e in prossimità di tali impianti. Tutto ciò premesso, l’Amministrazione intende far si che quanto previsto nell’autorizzazione concessa dalla Regione Veneto e riguardante le società Agricola Masini s.r.l., Agricola Valbissara s.r.l. e Agricod Power Energy s.r.l. venga integralmente attuata, fermo resatndo il potere di controllo, anche in fase di esercizio a carico di questa Amministrazione. (Questa la risposta)

Nella nostra interrogazione siamo stati chiari e abbiamo posto quesiti ben precisi: “chiediamo come l’attuale amministrazione comunale intenda tutelare la salute dei cittadini di Nogara e, nello specifico, tutti i cittadini residenti entro 300 metri dagli impianti (distanza regolamentata dallo stesso D.G.R. 856/12). Nel dettaglio quali azioni l’Amministrazione, assieme alle aziende titolari degli impianti, abbia già posto in essere o intende porre in essere e, soprattutto, con quali tempistiche”. Le nostre domande erano specifiche ma il sindaco le ha eluse tutte, d’altronde c’era d’aspettarselo.
La risposta alla seconda interrogazione, sempre sullo stesso argomento, è stata più precisa. Abbiamo chiesto di venire a conoscenza dell’ammontare della somma che ogni impianto versa a titolo di “contributo finalizzato allo svolgimento delle attività funzionali alla sistemazione ed alla manutenzione del territorio atte alla salvaguardia del paesaggio ed alla cura ed al mantenimento della rete stradale o alla promozione di iniziative volte al miglioramento della qualità dell’ambiente“. Il sindaco ha risposto (questo il file) che ogni impianto presente sul nostro territorio versa al Comune di Nogara la somma di 4.000,00 €uro all’anno per quindici anni. Una cifra che verrà destinata per la “sistemazione ed alla manutenzione del territorio”, lasalvaguardia del paesaggio ed alla cura ed al mantenimento della rete stradale, oltre che la “promozione di iniziative volte al miglioramento della qualità dell’ambiente“. Con 4.000,00 €uro annui l’amministrazione dovrebbe fare tutto questo. Forse ne avanzeranno pure.
Queste le risposte che l’amministrazione, nella persona del Sindaco Mirandola, ci ha dato. Risposte che non ci hanno minimamente soddisfatto. Lasciamo ai cittadini la valutazione. Stay tuned!

P.S. Nella seconda interrogazione ho commesso una svista ed ho citato erroneamente una delibera che non ha nulla a che fare con il biogas. Credo che anche il Sindaco abbia commesso una svista nella risposta, in quanto sono convinto che 4.000,00 euro sono davvero pochi. Forse ha dimenticato uno zero?

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Un Fiorino

un-fiorino

Qualche tempo fa, esattamente il 2 ottobre 2011, abbiamo scritto un post dal titolo il dazio. Nel post scrivevamo che l’amministrazione comunale, con la delibera di consiglio n° 36 del 26/09/2011, ha deciso alcuni punti riguardanti gli impianti per la produzione di energia rinnovabile, nello specifico per le Centrali a Biogas.

Nel caso di realizzazione sul territorio comunale di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili a livello produttivo, in particolare impianti a biomassa, a biogas e fotovoltaici, le Ditte proprietarie verranno invitate a corrispondere, a titolo di contributo finalizzato allo svolgimento delle attività funzionali alla sistemazione ed alla manutenzione del territorio atte alla salvaguardia del paesaggio ed alla cura ed al mantenimento della rete stradale o alla promozione di iniziative volte al miglioramento della qualità dell’ambiente, una somma annuale per tutta la durata di vita dell’impianto.

Il presente provvedimento costituisce atto di indirizzo, mentre la quantificazione del contributo sarà definita di volta in volta in relazione all’effettivo impatto che verrà a determinarsi sul territorio comunale.

Questi punti parlano chiaro se non chiarissimo. Nel primo punto si legge “Nel caso di realizzazione sul territorio comunale di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili a livello produttivo […] le Ditte proprietarie verranno invitate a corrispondere una somma annuale per tutta la durata di vita dell’impianto.In queste righe infatti l’amministrazione dice che ogni ditta verrà invitata a corrispondere una cifra annuale per tutta la vita dell’impianto.
A tal proposito abbiamo preparato un’interrogazione (questo il link) per avere delucidazioni sull’ammontare della somma annuale che ogni Ditta è stata invitata a versare nelle casse del Comune di Nogara. Questo perché, ad oggi, esistono disagi oggettivi per le famiglie che abitano nei pressi delle Centrali a Biogas presenti nel nostro territorio e le somme versate al Comune devono essere adoperate per risolvere i problemi citati in delibera. Si legge infatti che tali contributi sono finalizzati “allo svolgimento delle attività funzionali alla sistemazione ed alla manutenzione del territorio atte alla salvaguardia del paesaggio ed alla cura ed al mantenimento della rete stradale o alla promozione di iniziative volte al miglioramento della qualità dell’ambiente“.
Attendiamo fiduciosi la risposta alla nostra interrogazione. Stay tuned!

Aggiornamento: questa la risposta all’interrogazione.

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La salute prima di tutto

biocarburanti

La salute di ogni cittadino deve essere la priorità di qualsiasi amministrazione comunale. Nulla può essere più importante della salute dei cittadini, nulla può venire prima. Abbiamo protocollato un’interrogazione dove chiediamo venga tutelato questo principio fondamentale.

Considerato che attualmente a Nogara sono stati autorizzati dalla Regione del Veneto, su istruttoria della Direzione Regionale Agroambiente, i seguenti impianti alimentati a biogas di origine agricola: società agricola Masini s.r.l. (1,735 MW di potenza termica nominale, di cui 0,703 MWe), società agricola Valbissara s.r.l. (2,462 MW di potenza termica nominale, di cui 0,999 MWe) e Agricod Power Energy s.r.l. (1,320 MW di potenza termica nominale, di cui 0,703 MWe)

In tutti e tre i casi il procedimento amministrativo si è svolto attraverso l’Istituto della Conferenza dei Servizi e tutti gli impianti hanno avuto l’assenso, all’unanimità, dei rappresentanti delle Istituzioni intervenute nel procedimento amministrativo per il rilascio del titolo abilitativo, con parere favorevole quindi anche del Comune di Nogara, nella persona del Sindaco.

Considerato inoltre che gli impianti non rientrano nei vincoli del D.G.R. n. 856/2012 perché antecedenti e pertanto le uniche norme da far rispettare, in materia edilizia, sono quelle comunali dettate dal Regolamento Edilizio Comunale.

Chiediamo come l’attuale amministrazione comunale intenda tutelare la salute dei cittadini di Nogara e, nello specifico, tutti i cittadini residenti entro 300 metri dagli impianti (distanza regolamentata dallo stesso D.G.R. 856/12). Nel dettaglio, siamo a chiedere, quali azioni l’Amministrazione, assieme alle aziende titolari degli impianti, abbia già posto in essere o intende porre in essere e, soprattutto, con quali tempistiche. Chiediamo infine che i cittadini vengano tutelati dall’inquinamento sonoro, dall’inquinamento delle falde acquifere, dall’inquinamento dell’aria e infine che venga garantita la sicurezza stradale nelle vie e in prossimità di tali impianti.

Questa la nostra interrogazione che abbiamo indirizzato al Sindaco e al Vicesindaco. Attendiamo la risposta scritta che verrà riportata su questo blog. Stay tuned!

Aggiornamento: questa la risposta all’interrogazione.

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Biogas: Regione permette una domanda?

Biogas e cibo

Un cittadino informato è un cittadino che non può essere fregato e non può essere preso per i fondelli. Internet è uno strumento diretto che mette in contatto il cittadino con le istituzioni. E’ arrivata al blog questa mail, indirizzata alla Regione Veneto, dove un cittadino ha posto delle domande in merito alle centrali a biogas presenti sul territorio Nogarese.

A Nogara l’anno scorso sono stati attivati alcuni impianti biogas. In particolare uno (alimentato esclusivamente a mais ceroso) è particolarmente vicino ad alcune abitazioni in zona agricola. Il motore in particolare è proprio sulla strada e di fronte ad una abitazione (20-30 mt di distanza). Ora, spulciando la normativa vigente, ho tratto queste conclusioni:

1) l’autorizzazione spetta al Comune per impianti con potenza pari o superiore a 250kw se non servono altre autorizzazioni (fonte sito regione veneto); nel nostro caso il Comune ha sempre affermato che l’autorizzazione è stata data dalla Regione!;
2) la viabilità è a dir poco inadatta, considerato che l’impianto in questione di 997 kw è su una strada di campagna stretta e non adatta a supportare un traffico veicolare incrementato a dismisura…sembra strano che il Comune non dica niente;
3) l’Allegato A del DGR 856/12 fissa le distanze minime dalle residenze civili sparse (tab 4, classe dimensionale 2) tra i 100 e 200 mt…cosa assolutamente non rispettata in questo caso;
4) in allegato un articolo di un precedente ricorso al TAR (Emilia Romagna) ad opera di un gruppo di cittadini che riportavano una problematica uguale. In quell’occasione il TAR ha bloccato l’impianto in questione;
5) c’è stato un forte deprezzamento delle abitazioni di tutta l’area, ciò provoca quindi un danno incalcolabile a tutti i residenti.

Le domande sono legittime e senza dubbio sensate. La risposta dalla Regione Veneto è stata immediata e in alcuni passaggi risulta essere persino paradossale.

A Nogara sono stati autorizzati dalla Regione del Veneto, su istruttoria della Direzione regionale Agroambiente i seguenti impianti alimentati a biogas di origine agricola: società agricola Masini s.r.l. (1,735 MW di potenza termica nominale, di cui 0,703 MWelettrici), società agricola Valbissara s.r.l. (2,462 MW di potenza termica nominale, di cui 0,999 MWe) e Agricod Power Energy s.r.l. (1,320 MW di potenza termica nominale, di cui 0,703 MWe)

In tutti e tre i casi il procedimento amministrativo si è svolto attraverso l’Istituto della Conferenza di servizi (capo IV della legge n. 241/1990 e ss. mm. e ii.. Ciò significa che il rilascio dell’autorizzazione è avvenuto coinvolgendo nell’istruttoria tecnico-amministrativa tutte le Amministrazioni e Enti pubblici del territorio (Comune in primis, Provincia di Verona, Azienda Ulss competente per territorio, ARPA veneto, Consorzio di Bonifica, ecc). Tutti e tre gli impianti hanno avuto l’assenso all’unanimità dei rappresentanti delle Istituzioni intervenute nel procedimento amministrativo per il rilascio del titolo abilitativo (rispettivamente D.G.R. n. 533/2012, n. 1756/2012, n. 1288/2012). Premesso quanto sopra vengo ai suoi quesiti:

1) il Comune ha partecipato al procedimento amministrativo in tutte e tre le occasioni. E ovviamente questo non poteva essere diversamente, in quanto la Conferenza di servizi è un Istituto giuridico per collazionare tutti i pareri, nulla-osta, autorizzazioni comunque denominate utili alla costruzione e all’esercizio dell’opera in questione. Il Comune (che partecipa per le sue competenze in materia edilizia, urbanistica e indirettamente igienico-sanitaria) o un altro Ente può anche non rispondere all’invito in Conferenza di servizi: in questo caso il silenzio vale come assenso (cfr. comma 7, articolo 14 ter della legge n. 241/90). Quindi il Comune di Nogara ha partecipato al procedimento amministrativo al pari degli altri soggetti interessati; non si è opposto a tutti e tre gli insediamenti in argomento; ha solo chiesto che venissero approvate delle prescrizioni o integrazioni documentali, che sono parte integrante dell’autorizzazione regionale. Il tutto è ovviamente documentabile con una richiesta di accesso agli atti!

2) La D.G.R. n. 856 del 15/05/2012 si applica alle sole istanze presentate dopo la data di pubblicazione sul BURV delle deliberazione medesima. Pertanto tutte e tre gli impianti in argomento hanno presentato istanza molto prima del 25 maggio 2012, giorno di pubblicazione della deliberazione sul BURV, ossia nel corso del 2011;

3) Sul deprezzamento non so cosa dirle … Provi a rovesciare la sua ottica: come la Comunità di Nogara può trarre vantaggio da impianti di questo tipo? Posso riscaldare le abitazioni del paese con il calore in surplus proveniente dagli impianti del tipo in argomento? Posso abbassare i costi energetici degli uffici pubblici – o adibiti a servizio della Comunità di Nogara  – alimentando i loro impianti di riscaldamento degli Uffici comunali, scuole, chiese, strutture sportive, strutture ricreative, ecc.?

Tenga presente che per mesi (non giorni!) sulla pagina Web “avvisi e bandi” della Regione del Veneto è “affisso” l’avviso di indizione della Conferenza di servizi. Durante quei mesi nessuno si è rivolto alla Direzione Agroambiente chiedendo audizione in Conferenza di servizi; audizione che avremmo autorizzato, come in molti altri casi similari. Al pari, il rappresentante del Comune (vado a memoria ma ricordo che in una o più occasioni si è presentato il Sindaco di Nogara in persona) non ha sollevato la necessità di ascoltare qualche rappresentante di Istituzioni o Comitati del territorio.

Secondo quanto risposto i cittadini che si trovano vicino a casa una centrale devono rovesciare l’ottica trovandone dei lati positivi. Posso riscaldare le abitazioni del paese con il calore in surplus proveniente dagli impianti del tipo in argomento? Certo che si può, ma di fatto chi si accolla la spesa per l’impianto di teleriscaldamento? Il costruttore o il Comune? Il cittadino non ancora soddisfatto ha posto allora un ultimo quesito, sulla base di quanto risposto dallo stesso ufficio regionale.

Riguardo quanto da lei scritto sono allora a chiedere un ultimo chiarimento: se gli impianti in oggetto non ricadono sotto l’applicazione del DGR 856/12 perché presentati prima, le chiedo, c’è quindi una normativa precedente a cui far riferimento per queste tipologie di impianti e che entri nel dettaglio delle distanze minime da tenere dalle abitazioni? Infine, sul fatto dell’avviso della conferenza dei servizi sul sito della regione, lei ha ragione…ma non è semplice (anzi quasi impossibile direi) per normali cittadini districarsi nelle regole e nelle normative di questo settore…spesso un cittadino va ad informarsi in Comune, e lì dicono che o è troppo presto e non sanno niente, o è troppo tardi e l’autorizzazione è già stata data da altri (come nel nostro caso…)

Ecco la risposta della Regione.

No, prima della D.G.R. n. 856/2012 le uniche norme da far rispettare erano quelle comunali (Regolamento edilizio). Per il secondo punto: allora è il Comune che non vi ha tenuti informati. E’ l’Istituzione pubblica più vicina ai cittadini e quindi la più facile da “avvicinare”!

Il cittadino ha chiesto e la Regione ha risposto. Ricordiamo che l’amministrazione in carica non ha fatto alcuna comunicazione in merito alla costruzione degli impianti a biogas sul territorio Nogarese. Non ha diffuso nessuna informazione al riguardo e non si è informato nessuno dei cittadini residenti nei pressi degli impianti.

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