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Legge Rifiuti Zero

Legge Rifiuti Zero

Da oggi in tutta Italia inizia la raccolta firme per il disegno di legge di iniziativa popolare “Legge Rifiuti Zero” (http://www.leggerifiutizero.it). Ad una iniziativa di questo tipo non poteva non partecipare il MoVimento 5 stelle il quale raccoglierà le firme in vari Comuni della Provincia, tra questi Verona, Pescantina, Villafranca, San Giovanni Lupatoto, Bovolone, Isola della Scala e Nogara.
Questa legge mira ad una riforma organica di tutto il sistema della raccolta e smaltimento rifiuti e si articola su cinque parole fondamentali: sostenibilità, ambiente, salute, partecipazione e lavoro. Quest’ultimo punto non è da sottovalutare alla luce della situazione attuale: la diffusione della raccolta rifiuti porta a porta, che è uno degli obiettivi, creerebbe migliaia di posto di lavoro che sarebbero pagati dal recupero dei materiali e dal risparmio ottenuto con la drastica riduzione dei conferimenti negli inceneritori e nelle discariche dei materiali post consumo.
Queste le linee guida: far rientrare il ciclo produzione-consumo all’interno dei limiti delle risorse del pianetarispettare gli indirizzi della Carta di Ottawa, 1986rafforzare la prevenzione primaria delle malattie attribuibili a inadeguate modalità di gestione dei rifiutiassicurare l’informazione continua e trasparente alle comunità in materia di ambiente e rifiutiriduzione della produzione dei rifiuti del 20% al 2020 e del 50% al 2050 rispetto alla produzione del 2000recepire ed applicare la Direttiva quadro 2008/98/CErecepire ed applicare il risultato referendario del giugno 2011 sull’affidamento della gestione dei servizi pubblici locali.
Per perseguire le suddette finalità, il presente progetto di legge contiene una serie di misure finalizzate a: promuovere e incentivare anche economicamente una corretta filiera di trattamento dei materiali post-consumospostare risorse dallo smaltimento e dall’incenerimento verso la riduzione, il riuso e il riciclocontrastare il ricorso crescente alle pratiche di smaltimento dei rifiuti distruttive dei materialiridurre progressivamente il conferimento in discarica e l’incenerimento.
Ricordiamo che per essere presentata la Legge di Iniziativa Popolare necessita di cinquatamila firme certificate. Quindi lanciamo l’appello a tutti i cittadini perché vadano a firmare ai nostri banchetti.

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L’amianto e i suoi manufatti sono pericolosi: lo dice il Parlamento Europeo

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L’incubo amianto a Roverchiara sembra destinato a materializzarsi in tutta la sua pericolosità. Una vicenda che dura da dieci anni e che vede i cittadini di questo piccolo Comune della pianura veronese opporsi al tentativo da parte di una ditta privata di realizzare una discarica di amianto della capacità nominale di 500.000 metri cubi in un’area già sottoposta a vincolo di tutela per l’elevato valore ambientale.

Ieri 20 marzo la Commissione di Valutazione Impatto Ambientale (V.I.A) regionale si è riunita per esprimersi sulla richiesta presentata dalla ditta NEC new ecology per la realizzazione dell’opera e la paura dei cittadini è che possa esserci un parere favorevole da parte della Commissione. Nel 2007 il Consiglio Regionale ha plauso ed approvato una variante al piano urbanistico che tutela l’area come zona umida; nel 2010 lo stesso Consiglio ha elargito un contributo al Comune per approfondire gli studi geologici e ambientali bloccando l’iter della V.I.A; nel 2012 la Regione ha approvato il Piano d’Area che confermava la tutela ambientale del sito e vietava la realizzazione di qualsiasi discarica.

Quello che oggi risulta a tutti inaccettabile ed incomprensibile è che, da un lato, la Regione Veneto con questi tre distinti atti del Consiglio Veneto si sia chiaramente espressa per la salvaguardia e la tutela del sito riconoscendone l’elevato valore ambientale, e dall’altro la concreta possibilità che la Giunta Regionale, incassato il parere della Commissione competente, dia il via libera alla realizzazione della discarica. Il tutto risulta aggravato dalle notizie che arrivano dalla Procura della Repubblica di Venezia e che vedono gli amministratori della ditta che dovrebbe realizzare l’opera rinviati a giudizio per traffico internazionale illecito di rifiuti. Tutti gli enti pubblici e le associazioni di categoria (tra cui la Provincia di Verona, l’ARPAV, il Consorzio di Bonifica Veronese, il Consorzio di Sviluppo del Basso Veronese, l’Ente Forestale Provinciale di Verona, la Coldiretti, l’Amministrazione Comunale di Roverchiara assieme ad altri nove Comuni limitrofi, i cittadini stessi con una sottoscrizione di più di 4.000 firme) si sono espressi contrari alla realizzazione del progetto.

Ora, sulle spalle dei nove componenti della Commissione VIA (nelle persone di: Silvano Vernizzi presidente, Cesare Bagolini, Livio Baracco, Mirko Campagnolo, Gianluca Faoro, Giampietro Gavagnini, Cristiano Paro, Roberto Penazzi, Antenore Quaglio, Riccardo Zopellaro) grava la responsabilità di acconsentire alla realizzazione della discarica favorendo di fatto un interesse privato di svariati milioni di euro. Da ultimo la beffa, ovvero il fatto che il Parlamento Europeo giovedì 14 marzo 2013 abbia approvato pressoché all’unanimità una direttiva che definisce l’amianto rifiuto pericoloso, imponendo il suo stoccaggio in apposite discariche per rifiuti pericolosi e promuovendo nel contempo processi di inertizzazione alternativi alla discarica che lo rendano rifiuto non più pericoloso.

I cittadini di Roverchiara chiedono a gran voce alla Politica Regionale di prendere aperta posizione sulla vicenda a garanzia e salvaguardia della salute dei cittadini di Roverchiara, bloccando la realizzazione della discarica di Amianto di via Fossa.

Comunicato Stampa del Comitato Roverchiara No Amianto
http://roverchiaranoamianto.wordpress.com

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Un Fiorino

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Qualche tempo fa, esattamente il 2 ottobre 2011, abbiamo scritto un post dal titolo il dazio. Nel post scrivevamo che l’amministrazione comunale, con la delibera di consiglio n° 36 del 26/09/2011, ha deciso alcuni punti riguardanti gli impianti per la produzione di energia rinnovabile, nello specifico per le Centrali a Biogas.

Nel caso di realizzazione sul territorio comunale di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili a livello produttivo, in particolare impianti a biomassa, a biogas e fotovoltaici, le Ditte proprietarie verranno invitate a corrispondere, a titolo di contributo finalizzato allo svolgimento delle attività funzionali alla sistemazione ed alla manutenzione del territorio atte alla salvaguardia del paesaggio ed alla cura ed al mantenimento della rete stradale o alla promozione di iniziative volte al miglioramento della qualità dell’ambiente, una somma annuale per tutta la durata di vita dell’impianto.

Il presente provvedimento costituisce atto di indirizzo, mentre la quantificazione del contributo sarà definita di volta in volta in relazione all’effettivo impatto che verrà a determinarsi sul territorio comunale.

Questi punti parlano chiaro se non chiarissimo. Nel primo punto si legge “Nel caso di realizzazione sul territorio comunale di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili a livello produttivo […] le Ditte proprietarie verranno invitate a corrispondere una somma annuale per tutta la durata di vita dell’impianto.In queste righe infatti l’amministrazione dice che ogni ditta verrà invitata a corrispondere una cifra annuale per tutta la vita dell’impianto.
A tal proposito abbiamo preparato un’interrogazione (questo il link) per avere delucidazioni sull’ammontare della somma annuale che ogni Ditta è stata invitata a versare nelle casse del Comune di Nogara. Questo perché, ad oggi, esistono disagi oggettivi per le famiglie che abitano nei pressi delle Centrali a Biogas presenti nel nostro territorio e le somme versate al Comune devono essere adoperate per risolvere i problemi citati in delibera. Si legge infatti che tali contributi sono finalizzati “allo svolgimento delle attività funzionali alla sistemazione ed alla manutenzione del territorio atte alla salvaguardia del paesaggio ed alla cura ed al mantenimento della rete stradale o alla promozione di iniziative volte al miglioramento della qualità dell’ambiente“.
Attendiamo fiduciosi la risposta alla nostra interrogazione. Stay tuned!

Aggiornamento: questa la risposta all’interrogazione.

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Proposta d’acquisto di un sistema filtrante per la depurazione dell’acqua nelle scuole

Abbiamo deciso di protocollare una mozione per chiedere, all’amministrazione comunale, di installare un sistema filtrante che renda l’acqua potabile nelle scuole elementari e medie del comune di Nogara. Sono oltre trent’anni che aspettiamo inutilmente l’arrivo dell’acquedotto comunale. Tutti i giorni le famiglie devono fornire ai bambini e ragazzi una bottiglia d’acqua minerale, con un conseguente esborso nonché un continuo inquinamento per l’ambiente.
Nella mozione, che potete leggere integralmente a questo link, chiediamo che venga installato presso le scuole elementari e medie un sistema filtrante per la depurazione dell’acqua che ne garantisca l’assoluta potabilità, sicurezza e controllo e che in caso l’Amministrazione comunale non intenda far fronte all’esborso di cui sopra, proponga una pubblica sottoscrizione per la raccolta dei fondi con vincolo degli stessi per l’acquisto del sistema filtrante.
Non avere l’acqua potabile nelle scuole è quantomai paradossale se non vergognoso. Il MoVimento 5 stelle si batte da tempo per avere acqua pulita e sicura, non solo nelle scuole, ma in tutto il paese. Una delle nostre cinque stelle è proprio l’acqua che deve rimanere pubblica, potabile, sicura e controllata. Vedremo se e come l’amministrazione Mirandola accoglierà la nostra proposta.
Vi terremo informati.

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