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L’acquedotto di Nogara è solo un miraggio

Acquedotto Nogara

Oggi il quotidiano L’Arena pubblica un articolo dal titolo «Servizio Idrico. Investiti nella Bassa sette milioni in sei anni». Leggendo il pezzo si scopre che si parla anche di Nogara e Gazzo Veronese. Nello specifico la nota di Acque Veronesi specifica che «vanno inoltre ricordati i due milioni investiti nel 2009 a Nogara e Gazzo per il nuovo acquedotto».
Sono Consigliere Comunale dal maggio del 2011 e, per quanto mi è dato sapere, l’acquedotto a Nogara non funziona e l’acqua potabile, erogata da Acque Veronesi, che arriva alle Scuole Elementari e Medie e a qualche edificio comunale, arriva da un pozzo in località Isola della Scala. L’acquedotto è un manufatto che si può ammirare dall’auto quando si transita sul cavalcavia in direzione Sanguinetto o in direzione Nogara.
A Nogara, oltre che a Gazzo Veronese, le famiglie prelevano l’acqua da pozzi privati pur pagando bollette ad Acque Veronesi, peraltro sempre più salate. È doveroso ricordare che Flavio Pasini, attuale vicesindaco di Nogara, fa parte del Comitato Territoriale di Acque Veronesi. Viene naturale pensare che il nostro paese, avendo un esponente della maggioranza all’interno degli attuali organi di governo di Acque Veronesi, possa avere qualche possibilità in più di vedere finalmente completato un acquedotto che è fermo da oltre trent’anni.
Nogara e Gazzo Veronese hanno un ritardo sul completamento della rete idrica che rasenta il ridicolo. I cittadini dei Comuni limitrofi possono prelevare l’acqua direttamente dal rubinetto di casa, con il conseguente risultato di un minor costo per l’approvvigionamento di acqua per il consumo umano, un minor impatto ambientale e la soddisfazione, se così si può dire, di pagare le bollette per un servizio che gli viene realmente fornito.

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La bevanda del sindaco

water

Dopo il post “Dalla parte dei Beni Comuni” abbiamo presentato un’interrogazione al sindaco Mirandola per avere delucidazioni in merito alla mozione “Acqua Bene Comune” approvata in data 30 novembre 2009. Nella nostra interrogazione, che potete leggere qui, chiedevamo due cose semplici. La prima domanda era se, al momento della sottoscrizione dell’accordo con il CSBV per l’affidamento a soggetto privato della vendita di acqua pubblica attraverso la Casa dell’Acqua, fosse a conoscenza dell’esistenza di tale mozione. La seconda era se si, perché ha ignorato tale mozione che sancisce che il servizio idrico non deve avere rilevanza economica e riconosce che solo attraverso la proprietà pubblica se ne garantisce il libero accesso a tutti. Due domande chiare e semplici a cui il sindaco, qualche giorno fa, ha risposto così:

Il servizio proposto dal Consorzio per lo Sviluppo del Basso Veronese, volto a ridurre il consumo di materiale plastico ed i costi di acquisto di acqua gasata, naturale, refrigerata e continuamente monitorata da parte dei cittadini, è un’attività svolta da operatori commerciali, nell’ambito dell’industria alimentare, che somministrano, tramite distributori automatici un alimento (bevande).

Considerare l’acqua una bevanda è come considerare l’aria un profumo. La risposta del sindaco lascia molto a desiderare e fa capire il concetto che il sindaco ha di un bene prezioso, vitale e sempre meno tutelato qual’è l’acqua. Per quanto ci riguarda le bevande sono altre e non indispensabili per la vita dell’uomo, della natura e dell’ambiente. Senza bevande si può vivere, senza acqua no.
Il MoVimento 5 stelle ha fra le sue stelle l’acqua che considera pubblica e che pubblica deve rimanere. Il privato non può lucrare sulla vendita dell’acqua in quanto bene inalienabile e di dominio pubblico. Noi la pensiamo così.

P.S. “AMAN IMAN” dicono i Tuareg del Sahara, ovvero “l’acqua è vita”.

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Dalla parte dei Beni Comuni

beni_comuni

Il non rispetto delle regole sembra essere diventata prassi consolidata dell’attuale Amministrazione Mirandola. Prima è stata la volta della “risottata sulla rotonda”, idea talmente geniale che ha fatto impallidire persino l’ANAS, poi è stata la volta della Casa dell’Acqua data in gestione ad un privato, tramite l’accordo con il Consorzio per lo Sviluppo del Basso Veronese.
A tal proposito siamo andati a recuperare la delibera n. 57 del 30 novembre del 2009 dove viene approvata la mozione denominata “Acqua Bene Comune”. Nella mozione, allegata alla delibera, si legge:

“Si impegna il Sindaco e tutto il Consiglio Comunale di Nogara a prendere posizione contro l’Art. 15 del DL 135/09 e ad assumere l’impegno di inserire nello Statuto Comunale il riconoscimento dell’acqua come bene comune e diritto universale e dichiarando nel contempo il servizio idrico privo di rilevanza economica”

La mozione parla chiaro e riconosce l’acqua come bene comune e diritto universale. Non solo, ma riconosce il servizio idrico privo di rilevanza economica. A questo punto una domanda sorge spontanea: perché l’Amministrazione Mirandola, tramite l’accordo del Consorzio, affida la vendita dell‘acqua, proveniente dall’acquedotto pubblico, ad una ditta privata?
Al momento della stipula dell’accordo, l’attuale Amministrazione era a conoscenza dell’esistenza di questa delibera? Se si, perché non ha ottemperato a quanto scritto in delibera? Perché, oltre all’esisto del Refendum del 2011, non ha tenuto conto di questa votazione?
Il MoVimento 5 stelle è per il rispetto delle regole ed è dalla parte dei Beni Comuni, sempre!

P.S. Prendetevi un minuto di tempo, leggete la delibera e guardate chi e come ha votato in consiglio comunale. Questo il link alla delibera in formato PDF.

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C’è chi non capisce, chi finge di non capire e chi non vuole capire affatto

testa-sotto-la-sabbia

L’acqua pubblica è una priorità per il MoVimento 5 Stelle e per questo ci siamo sempre battuti sia dentro che fuori il consiglio comunale. Da alcuni “personaggi” sono stato accusato di “non fare opposizione” e di “non difendere i diritti dei cittadini”. Questi “personaggi” prima di fare esternazioni false dovrebbero essere a conoscenza dei fatti. Invece di lamentarsi e sparare balle, dovrebbero assistere di persona alle sedute del consiglio comunale che sono libere e aperte e tutti. Basterebbe che lor signor si prendessero la briga di leggere la delibera consiliare n° 27 del 15/05/2012 e nello specifico la mia dichiarazione a verbale che riporto di seguito:

“Il Consigliere Moreschi afferma che la proposta in esame è un palese tentativo di consegnare la gestione dell’acqua a privati. Ricorda il referendum svoltosi l’anno scorso (2011 n.d.r.) con il quale la gente si è dichiarata contraria alla privatizzazione dell’acqua. Ipotizza che il Consorzio per lo Sviluppo del Basso Veronese voglia introitare un centesimo di euro per ogni litro di acqua venduto, allo scopo di ripianare il suo disavanzo di bilancio. Contesta il fatto che il Consorzio e gestore venderanno a noi la nostra acqua.
Ritiene che sarebbe opportuno fare come a Zevio, dove il Comune ha acquistato la casetta dell’acqua e con il ricavato della vendita finanzia le iniziative e i servizi sociali. Accusa l’amministrazione di voler calpestare il volere della gente che ha votato il referendum sulla privatizzazione dell’acqua. Insiste sull’opportunità di acquistare la casa dell’acqua.
Afferma che il MoVimento 5 Stelle non è contro la casa dell’acqua, ma è contro le case dell’acqua realizzate e gestite da privati. Critica il bando di gara nei suoi contenuti e sottolinea la chiara volontà di privatizzare l’acqua. Dichiara quindi il suo voto contrario.”

Si evince chiaramente che il MoVimento 5 Stelle si è battuto in consiglio comunale affinché l’esito del referendum venisse rispettato e affinché l’accordo con il Consorzio per lo Sviluppo del Basso Veronese non fosse stipulato, in quanto tale accordo permette la gestione e la vendita dell’acqua da parte di un soggetto privato.
E’ doveroso ricordare che il 95,66% dei votanti ha abrogato l’articolo 23 bis della Legge n. 133/2008 che prospettava l’affidamento ai privati della gestione del servizio idrico. In altre parole il popolo italiano ha sancito che l’acqua è un bene pubblico di tutti e non può essere affidata e gestita da un privato. Sempre nello stesso referendum si è abolito il comma 1 dell’articolo 154 del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 il quale riguardava l’adeguata remunerazione del capitale investito. Di fatto gli italiani hanno deciso che sull’acqua non si devono fare profitti e che questa deve essere amministrata in base a criteri di equità e giustizia sociale e non subordinata alle logiche del mercato.
I fatti sono questi e chi non vuol capire faccia a meno e continui a credere a “personaggi” senza arte né parte che depistano le informazioni e deformano la realtà. Continuate a mettere la testa sotto la sabbia nella speranza che qualcosa là fuori cambi. Nulla cambierà se non fate qualcosa perché questo avvenga.

P.S. Lavare la testa all’asino si perde acqua e sapone!

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La Casa dell’Acqua del Consorzio

acqua-soldi

Fra qualche giorno verrà inaugurata la Casa dell’Acqua in via San Francesco (ex postazione del distributore del Latte). Fin qui nulla di male, anzi, in attesa che l’acquedotto serva tutto il paese, ci vorrebbero varie case dell’acqua distribuite su tutto il territorio nogarese. Abbiamo parlato molte volte della questione Casa dell’Acqua voluta dall’amministrazione Mirandola e dal Consorzio per lo Sviluppo del Basso Veronese (CSBV), ma crediamo sia giusto ricordare alcuni concetti fondamentali di tale progetto.
Secondo l’accordo di collaborazione con il CSBV il Comune dovrà: predisporre l’area di appoggio e gli allacciamenti alle utenze per garantire il corretto funzionamento (acquedotto, rete fognaria, energia elettrica); concedere l’area ove intende realizzare la struttura; garantire l’erogazione gratuita dell’acqua potabile dell’acquedotto fino al contatore. Oltre a questo il Comune riconoscerà al soggetto gestore gli incassi derivanti dal consumo dell’acqua da parte degli utenti.
Francamente non riusciamo a capire quale sia il vantaggio per il cittadino, in quanto il Comune fornisce tutto il necessario (acquedotto, rete fognaria, energia elettrica) e non ne ricava assolutamente nulla, anzi, ha degli esborsi per provvedere alle suddette utenze. Ci siamo battuti in Consiglio Comunale (questo il link al video) affinché il Comune di Nogara acquistasse e gestisse direttamente la Casa dell’Acqua. L’intera maggioranza, anche di fronte a calcoli sulla fattibilità nonché economicità dell’acquisto, ha optato per l’accordo con il Consorzio.
Come se non bastasse “il Comune di Nogara riconosce che il Concessionario verserà al Consorzio l’importo di 0,01 €/litro per tutta l’acqua erogata al fine di coprire le spese inerenti le attività svolte per l’aggiudicazione della gara […]”. Attualmente il prezzo per un litro d’acqua naturale è di 0,05 € e 0,07 € per un litro di acqua frizzante. Prezzi assolutamente non competitivi.
Il Comune di Zevio ha acquistato una Casa dell’Acqua che gestisce in proprio offrendo gratuitamente ai residenti 20 litri d’acqua a settimana, superata tale soglia il costo per l’acquisto è di 0,02 € per un litro di acqua naturale e 0,05 € per un litro di acqua frizzante. Nel caso di Zevio il Comune offre un servizio ai cittadini che il Comune di Nogara di fatto non offre. La Casa dell’Acqua installata dal Consorzio non è nient’altro che una rivendita di acqua refrigerata.

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Un’altra battaglia vinta

acqua_rubinetto

Finalmente i bambini delle scuole elementari e i ragazzi delle scuole medie, del Comune di Nogara, avranno l’acqua potabile. Dopo anni di continue promesse, da ogni parte politica, potranno andare a scuola senza portarsi da casa la bottiglietta d’acqua. Una conquista degna di nota in un paese dove la priorità dell’acquedotto non è mai stata di nessuna forza politica. Una svolta, senza ombra di dubbio, dopo trent’anni di promesse puntualmente disattese.
L’anno scorso durante un consiglio comunale il MoVimento 5 stelle ha fatto pressione, al Presidente Martelli, affinché Acque Veronesi ed AATO portassero a compimento le opere per la messa in funzione dell’acquedotto (questo il link al nostro intervento video http://youtu.be/GGUQniMMXKk?t=1m21s).
Oggi, finalmente, gli alunni delle scuole nogaresi possono andare a scuola senza “l’acqua di plastica” per la gioia dei genitori, del Comune e dell’ambiente. Come per rifiuti così per l’acqua pubblica, a parlare continuamente ed insistentemente di questi temi è solo il MoVimento 5 stelle. Prova ne sono gli articoli su questo blog e il programma elettorale presentato ai cittadini.
Siamo contenti che, dopo anni di continue battaglie per l’acquedotto e l’acqua pubblica, alle scuole di Nogara vi sia l’acqua potabile.

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Una questione di priorità

priorità

A Nogara la casa dell’acqua è ancora un miraggio. Votata ormai l’estate scorsa, la mozione è ancora in standby e non si sa che fine abbia fatto perché le “comunicazioni del sindaco” si fermano ad un articolo dal titolo casa dell’acqua, avanti piano: «Servono prima le analisi». Sicuramente l’amministrazione sta attendendo, assieme ai bambini delle scuole, l’allacciamento dell’acquedotto promesso dal Sindaco entro Natale.
Il MoVimento 5 stelle ha presentato un piano economico dettagliato all’amministrazione di Nogara dove spiega che conviene al Comune comprare e gestire in proprio la casa dell’acqua e non affidarla al Consorzio dello Sviluppo del Basso Veronese. Lo abbiamo ampiamente spiegato in vari post che abbiamo scritto su questo ed altri blog. Non ci stancheremo mai di ripeterlo: dobbiamo essere padroni della nostra acqua. Va ricordato, per l’ennesima volta, che il referendum del 2011 ha sancito che l’acqua è un bene pubblico che pubblico deve rimanere.
Una casa dell’acqua costa mediamente tra i 20.000 e 30.000 euro, cifra assolutamente sostenibile per un Comune come Nogara. Si sente dire spesso che “non ci sono soldi”, diciamo piuttosto che i soldi sono pochi e che, spesso e volentieri, vengono impiegati male se non malissimo, per cose inutili o di poca concretezza per i cittadini. In un Comune come Nogara, dove l’acquedotto è promesso da più parti da oltre trent’anni, servono assolutamente case dell’acqua che eroghino acqua potabile, sicura e controllata, a prezzi contenuti. Tecnicamente si pagano le tasse al Comune per avere dei servizi, purtroppo spesso e volentieri si pagano le tasse e basta.
Facciamo un esempio su tutti: a cosa serve un cartellone informacittà del costo di 12.100 euro se il sindaco, come dichiarato sul quotidiano L’Arena, ha deciso di fare l’«applicazione del Sindaco»? Mistero della fede. Per quanto ci riguarda era meglio investire questi soldi, donati dalla Coca-Cola HBC, per pagare una parte della casa dell’acqua. L’opera sarebbe stata sicuramente più utile e concreta e a tutto vantaggio dei cittadini Nogaresi. Naturalmente è sempre una questione di punti di vista, oltre che di priorità.

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Trasformare il rifiuto “umido” in acqua

Qualche settimana fa sono stato invitato alla presentazione di un sistema per lo smaltimento del rifiuto “umido” davvero innovativo ed interessante. Alla presentazione erano stati invitati anche esponenti della maggioranza nogarese ma, ahimè, non ha partecipato nessuno. Io ci sono andato in quanto credo veramente nell’innovazione e nelle nuove tecnologie.
Il sistema si basa sull’estrarre l’acqua di cui è composta la parte umida dei rifiuti che produciamo. Detta così sembra una banalità ma non lo è. Eco-Wiz Wet System è un sistema completamente autonomo e continuo di smaltimento per i rifiuti organici. Esso è progettato per convertire i materiali di scarto di cibo solido in acque cristalline riutilizzabili. L’acqua prodotta può essere usata come liquido fertilizzante, acqua di lavaggio o semplicemente scaricata, ma sopratutto può essere riutilizzata come acqua destinata ai servizi, con un notevole risparmio di acqua potabile.
Pensiamo per un attimo all’estate scorsa quando la siccità imponeva di razionalizzare l’acqua e usarla solo per scopi nobili, cosa tra l’altro che andrebbe fatta sempre e comunque, non solo in occasione di siccità. Con questo sistema un Comune potrebbe smaltire in autonomia e sul posto il rifiuto organico, recuperando l’acqua per poi utilizzarla per servizi igienici in locali pubblici, irrigazione, lavaggio automezzi e tante altre attività che oggi usano acqua prelevata dalla falda. Tutto questo a vantaggio dell’ambiente e del contribuente.
Nel nostro Comune non esiste l’assessore all’ambiente, esiste una delega all’ambiente conferita ad un consigliere. In un momento storico come questo, dove l’ambiente è quantomai importante e sempre più spesso si trova al centro dell’agenda politica, a Nogara non abbiamo una figura specifica su questo importante tema. A voi le conclusioni.

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