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A Nogara solo asfalto e cemento!

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Ogni volta che il nostro amato sindaco finisce sul giornale locale è per parlare di asfalto o di cemento. Il “presidente della strada del riso” non fa che parlare di nuove costruzioni e nuove opere per il territorio che non fanno altro che distruggere la nostra Bassa Veronese. Ormai lo sanno tutti, eccetto il sindaco, che l’autostrada Nogara-Mare è anacronistica e che non serve minimamente a risolvere il problema del traffico dei nostri paesi. Ieri sul quotidiano L’Arena è apparso un articolo dal titolo «Pressing sull’autostrada. I sindaci chiamano Roma»:

I sindaci della Bassa si schierano in difesa dell’autostrada Nogara Mare. E si mostrano preoccupati sul futuro della nuova arteria al punto da chiedere al premier Matteo Renzi di inserire l’opera nel decreto «Salva Italia» al pari dell’autostrada Cispadana, che collegherà la Modena-Brennero, all’altezza del casello di Reggiolo-Rolo fino all’A13, a Ferrara. Questo è quanto emerso nel vertice convocato questa settimana dal sindaco di Nogara Luciano Mirandola al quale hanno preso parte i colleghi di Gazzo (Andrea Vecchini), Sorgà (Mario Sgrenzaroli), Sanguinetto (Alessandro Braga), Salizzole (Mirco Corrà) e Cerea (Paolo Marconcini) oltre al consigliere di Casaleone Marco Perazzini. […]

«L’autostrada», ha esordito Mirandola, «è fondamentale per il futuro dei nostri Comuni e anche per le infrastrutture della Regione. Ora, è evidente che tutto è fermo per i noti problemi del Mose, che hanno coinvolto la Mantovani e l’ex assessore regionale Renato Chisso. I lavori devono partire anche perché l’iter burocratico è concluso e la quasi totalità dell’opera sarebbe a carico dei privati». «Il nostro non è un problema di tracciato o di come dovrà essere fatto il collegamento con la Brennero, bensì quello di veder realizzata l’opera. In questa riunione è assente il sindaco di Legnago Clara Scapin perché la sua maggioranza è fermamente contraria all’autostrada ma spero voglia mantenere il ruolo favorevole che hanno avuto le Giunte Gandini e Rettondini»

Il nostro amato sindaco fa pressing per opere che distruggono il territorio e abbassano la qualità della vita dei cittadini, mentre per questioni che interessano direttamente le tasche e la vita dei nogaresi sta in panchina. Perché il nostro amato sindaco non mette lo stesso impegno per aumentare la raccolta differenziata e abbassare le bollette? Perché non mette lo stesso impegno per creare nuovi insediamenti produttivi? Perché non mette lo stesso impegno per contrastare l’immigrazione clandestina e l’occupazione abusiva di abitazioni? Perché non si attiva affinché in paese si rispettino le regole e chi non le rispetta venga severamente sanzionato?
Ormai a Nogara ognuno fa quello che gli pare: dai rifiuti abbandonati al parcheggio selvaggio in sosta vietata o negli spazi per i disabili. Sporcizia e degrado ovunque, basta farsi un giro a piedi per capire che l’Amministrazione Mirandola pensa a tutto fuorché al paese.

P.S. La foto del post è il tweet che ieri ho inviato al Ministro Lupi.

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L’acquedotto di Nogara è solo un miraggio

Acquedotto Nogara

Oggi il quotidiano L’Arena pubblica un articolo dal titolo «Servizio Idrico. Investiti nella Bassa sette milioni in sei anni». Leggendo il pezzo si scopre che si parla anche di Nogara e Gazzo Veronese. Nello specifico la nota di Acque Veronesi specifica che «vanno inoltre ricordati i due milioni investiti nel 2009 a Nogara e Gazzo per il nuovo acquedotto».
Sono Consigliere Comunale dal maggio del 2011 e, per quanto mi è dato sapere, l’acquedotto a Nogara non funziona e l’acqua potabile, erogata da Acque Veronesi, che arriva alle Scuole Elementari e Medie e a qualche edificio comunale, arriva da un pozzo in località Isola della Scala. L’acquedotto è un manufatto che si può ammirare dall’auto quando si transita sul cavalcavia in direzione Sanguinetto o in direzione Nogara.
A Nogara, oltre che a Gazzo Veronese, le famiglie prelevano l’acqua da pozzi privati pur pagando bollette ad Acque Veronesi, peraltro sempre più salate. È doveroso ricordare che Flavio Pasini, attuale vicesindaco di Nogara, fa parte del Comitato Territoriale di Acque Veronesi. Viene naturale pensare che il nostro paese, avendo un esponente della maggioranza all’interno degli attuali organi di governo di Acque Veronesi, possa avere qualche possibilità in più di vedere finalmente completato un acquedotto che è fermo da oltre trent’anni.
Nogara e Gazzo Veronese hanno un ritardo sul completamento della rete idrica che rasenta il ridicolo. I cittadini dei Comuni limitrofi possono prelevare l’acqua direttamente dal rubinetto di casa, con il conseguente risultato di un minor costo per l’approvvigionamento di acqua per il consumo umano, un minor impatto ambientale e la soddisfazione, se così si può dire, di pagare le bollette per un servizio che gli viene realmente fornito.

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CSBV: il M5S scrive alla Corte dei Conti

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Ieri mattina alle ore 11:00 i Consiglieri Comunali del MoVimento 5 Stelle della Bassa Veronese hanno indetto una conferenza stampa davanti alla sede del Consorzio. Questo l’articolo de L’Arena pubblicato oggi.

Consorzio sviluppo. I grillini si rivolgono alla Corte dei conti
L’istanza è mirata ad accertare responsabilità sulla liquidazione

«Sulla messa in liquidazione del Consorzio per lo sviluppo del Basso veronese decisa la scorsa settimana dall’assemblea dei soci intervenga la Corte dei Conti, valutando, in particolare, se c’è una responsabilità erariale degli amministratori». A chiederlo, con un ampio e circostanziato esposto, sono i consiglieri comunali del M5S della pianura: Mirco Moreschi di Nogara, Renzo Gasparella di Isola della Scala, Gianni Bertolini di Bovolone e Federico Castelletto di Legnago. I quali, ieri mattina, assieme al deputato veronese Francesca Businarolo, hanno presentato la loro iniziativa davanti ai cancelli, chiusi, della sede del Consorzio.

«Già nel 2012», spiega Moreschi, «avevo chiesto in Consiglio all’amministrazione di uscire dal Consorzio, visto che i conti presentavano chiari problemi, ma nessuno ha fatto nulla». «Intanto», continuano i consiglieri, «la Corte dei Conti ha fatto in più occasioni rilievi alla gestione dell’ente. Eppure il Consorzio, che continuava ad accumulare passivi, è andato avanti sino ad ora a colpi di bilanci costruiti riportando i debiti di anno in anno ma senza mai sanare i conti». «Nel frattempo», precisa Businarolo, «sono cambiate le regole, per cui quel modo di agire è stato vietato dalla legge» LU.FI. – Questo il link all’articolo: http://goo.gl/D8DSDt

Questo il file: Esposto Corte dei Conti - Liquidazione CSBV (580) presentato alla Corte dei Conti sezione di Venezia. Stay Tuned!

P.S. Il MoVimento 5 Stelle è l’unica opposizione presente in Italia.

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