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Una colata di cemento ci seppellirà

cemento

Nogara sarà invasa da una colata di cemento senza precedenti. L’interporto di Guglia, due accordi di programma sul PAT che prevedono la costruzione di case e negozi, l’autostrada Nogara-Mare ed ultima, ma solo in ordine di tempo, la REMS. L’amministrazione Mirandola vede solo ed esclusivamente cemento e costruzioni, altre idee non ne ha.
Basta fare un giro per qualsiasi paese delle Bassa Veronese per vedere chiaramente che non c’è assolutamente bisogno di costruire nuove case e nuovi negozi. Si deve recuperare, preservare e valorizzare quello che già esiste. Non servono a nessuno, se non a quelli che li costruiscono, altri appartamenti e negozi che resteranno vuoti per anni. È la cementificazione fine a se stessa.
L’interporto di Guglia, quando e se verrà costruito, sarà in seria difficoltà con la concorrenza di un altro interporto costruito ad Isola della Scala. Che senso ha costruire due interporti a pochissimi chilometri di distanza?
L’autostrada non servirà a decongestionare il traffico a Nogara ma, anzi, farà l’esatto contrario. Per effetto del casello a sud del paese (località Paglia) il traffico passerà per forza dal centro intasando ancora di più la viabilità già tutt’ora compromessa. Senza contare il costo astronomico di quest’opera: 1960 milioni di euro tramite project financing.
L’ultima novità dell’amministrazione Mirandola è la costruzione di una REMS (Residenza per l’esecuzione della misura di sicurezza sanitaria) o mini OPG. Perché non recuperare quello che già esiste? Perché spendere 12 milioni di euro per 40 posti letto? 300.000 euro per ogni posto letto. Il bando sarà europeo, con la concreta possibilità che le nostre imprese locali non verranno coinvolte in tale opera, portando oltre il danno della cementificazione anche la beffa che il lavoro venga assegnato a ditte straniere.
Tutto questa colata di cemento in un paese che alla guida ha un Sindaco che è anche Presidente della Strada del Riso. È senz’altro conciliabile il cemento con il riso, magari inventeranno un nuovo risotto.

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Incrocio di Montalto: 100 giorni di assoluto silenzio

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Il 9 gennaio abbiamo protocollato l’istanza avente ad oggetto “sicurezza stradale incrocio località Montalto” dove chiedevamo di tenere acceso il semaforo tutta la notte, per una chiara ed evidente questione di sicurezza. Dopo quasi 100 giorni non ci è arrivata alcuna risposta, né positiva né negativa: niente di niente. È questa la tanto vantata collaborazione dell’amministrazione Mirandola.

Ricordiamo bene le parole del Sindaco (appena eletto) rilasciate alla stampa locale: «aver vinto per 17 voti ci farà anche prendere atto che si dovrà dialogare con le altre forze politiche del paese per arrivare a condividere le scelte più importanti». A Nogara sta succedendo l’esatto contrario. Nessuna condivisione su nessun tema importante per il paese (leggasi Biogas e REMS) e nessuna collaborazione con alcuna delle forze di opposizione. Niente di niente, soltanto parole.

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REMS: interrogazione Parlamentare

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Francesca Businarolo, Parlamentare del M5S in Commissione Giustizia, ha presentato un’interrogazione Parlamentare al Ministero della Giustizia sulla futura REMS di Nogara. L’interrogazione è stata firmata anche da Gessica Rostellato, Tancredi Turco, Angelo Tofalo, Massimo Enrico Baroni, Andrea Cecconi, Matteo Dall’Osso, Giulia Di Vita, Giulia Grillo, Marialucia Lorefice e Silvia Giordano.

Il decreto del 27 dicembre 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 55 del 7 marzo 2014, relativo alla rideterminazione proporzionale del riparto per l’anno 2013, del finanziamento, degli oneri per il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari (OPG), effettuati con delibera CIPE, in data 8 marzo 2013, ripartisce, tra le regioni e le province autonome, i 55 milioni di euro destinati al finanziamento delle nuove REMS (residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza sanitaria) che, dal 1o aprile 2014, avrebbero dovuto sostituire gli ospedali psichiatrici giudiziari;

il decreto-legge n. 211 del 2011 all’articolo 3-ter, stabiliva che entro tale data, inizialmente fissata per il 31 marzo 2013, le regioni e le province autonome, tramite i dipartimenti di salute mentale dei servizi sanitari regionali di riferimento, avrebbero dovuto completare le strutture per la presa in carico di tutti i soggetti, detenuti e internati, con disturbi mentali;

con decreto n. 52 del 31 marzo 2014, il Governo ha prorogato la scadenza per un altro anno fino al 31 marzo 2015 e ha stabilito che a metà anno ci sarà anche «un puntuale monitoraggio del percorso di riconversione prevedendo anche ipotesi di poteri sostitutivi nei confronti degli inadempienti»;

nel 2012 erano già stati stanziati 38 milioni di euro, mentre i 55 milioni, che dal 2013 saranno stanziati annualmente, sono stati destinati, per il 2013, ad avviare i piani di dismissione e realizzare 990 posti letto nelle 43 REMS sparse sul territorio nazionale. I criteri di riparto si basano per il 50 per cento sulla popolazione residente in ciascuna regione e provincia autonoma e per il restante 50 per cento sul numero delle persone internate negli ospedali psichiatrici giudiziari alla data del 31 dicembre 2011;

lo stato di attuazione dei programmi regionali è differenziato, ma il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, nei termini temporali proposti, appare difficilmente realizzabile, come d’altra parte riconosciuto nella relazione al Parlamento dei Ministri della salute e della giustizia del dicembre 2013;

la legge n. 9 del 2012 ha disposto che ogni regione si faccia carico di realizzare una o più residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza sanitaria per ospitare i propri detenuti psichiatrici. Nella relazione congiunta del Ministro della giustizia pro tempore Cancellieri e del Ministro della salute pro tempore Lorenzin del 13 dicembre 2013, emerge che pervenuti agli uffici competenti, entro il termine stabilito del 15 maggio 2013, i programmi di tutte le regioni tranne quello della regione Veneto. La regione Veneto, essendo rimasta l’unica a non avere presentato ancora progetti, è stata oggetto di commissariamento da parte del Governo. Alla regione Veneto sono stati assegnati comunque 12 milioni di euro, come riportato sul quotidiano L’Arena del 26 febbraio 2014;

i programmi regionali, oltre agli interventi strutturali, debbono prevedere attività volte progressivamente ad incrementare la realizzazione dei percorsi terapeutico riabilitativi nell’ottica del superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, prevedere la dimissione di tutti gli internati negli ospedali psichiatrici giudiziari ritenuti non socialmente pericolosi dall’autorità giudiziaria, prevedere l’obbligo per le ASL di presa in carico degli internati dimessi all’interno di progetti terapeutico-riabilitativi individuali che assicurino il diritto alle cure e al reinserimento sociale, favorire l’esecuzione di misure di sicurezza alternative al ricovero in ospedali psichiatrici giudiziari o all’assegnazione a casa di cura e custodia;

il comune di Nogara, in provincia di Verona, ha approvato un progetto, con delibera di consiglio del 24 febbraio 2014, che prevede la costruzione ex-novo di una struttura REMS, unica nella regione Veneto, per 40 posti letto con utilizzo di 12 milioni di euro dal Governo, ad avviso degli interroganti sprecando 10.000 metri quadrati di terreno del cosiddetto lascito Stellini. Nel progetto infatti si legge: «È positiva la risposta dell’Amministrazione di Nogara alla proposta avanzata dalla regione e dall’ULSS per la realizzazione di due nuclei di 20+20 posti letto da destinare a pazienti provenienti da ex Ospedali Psichiatrici Giudiziari, da realizzare in un nuovo complesso adiacente alle strutture esistenti, dotato di aree interne ed esterne di servizio, ferma restando la necessità di coordinare questo intervento con le funzioni vecchie e nuove dell’intero Centro Sanitario Polifunzionale “Stellini”»;

Francesco Stellini il 23 febbraio 1891 ha donato, tramite testamento olografo, un ospedale civile e un consistente appezzamento di terreni agricoli per i «poverelli di Nogara» proprio a sostentamento della struttura da lui stesso eretta. Il testamento testualmente disponeva: «Istituisco, chiamo e nomino erede di tutte le mie sostanze il Comune di Nogara, perché con le rendite delle medesime faccia erigere, ove non l’avessi fatto io in vita, nella località Corte Raffa di mia proprietà un Ospitale Civile a vantaggio degli ammalati poveri, e di qualunque malattia, del Comune di Nogara, con obbligo di porre sul frontone di detta Corte Raffa di mia proprietà il suo titolo – Ospitale Civile Francesco Stellini – in caratteri di rame […] Proibisco assolutamente di procedere alla alienazione anche di parte soltanto delle sostanze mie lasciate a titolo ereditario al Comune di Nogara, mentre, ciò facendo, la mia eredità voglio si devolva alle persone che avessero diritto a succedermi per legge»;

la regione Veneto ha urgente necessità, anche in virtù della procedura di commissariamento, di realizzare una REMS. L’ULSS 21 (ULSS che comprende il territorio dei comuni di Nogara, Legnago, Bovolone e Zevio) assieme al comune di Nogara hanno candidato il territorio nogarese ad ospitare la futura costruzione della REMS: la costruzione della nuova struttura verrebbe realizzata sui 10.000 metri quadrati di terreno del lascito a fronte appunto di 12 milioni di euro;

alcune regioni hanno previsto la ristrutturazione di edifici esistenti, piuttosto che la costruzione di nuove strutture, con conseguente risparmio di denaro pubblico e minore impatto in termini di cementificazione. Ad esempio, il programma della regione Lazio prevede il restauro e il risanamento di 2 strutture situate nella città di Roma e la ristrutturazione di un ospedale dismesso in provincia di Roma. La regione Puglia ha presentato un programma per 58 posti letto da realizzarsi in 3 presidi ospedalieri dismessi e riqualificati, siti in provincia di Brindisi, Taranto e Foggia. Anche la regione siciliana ha presentato un programma che prevede la ristrutturazione ed adeguamento funzionale di 3 presidi ospedalieri dismessi per complessivi n. 80 posti letto, distribuiti in 4 strutture situate nelle province di Catania, Caltanissetta e Messina;

anziché costruire una struttura ex novo sui terreni del lascito Stellini nel comune di Nogara in provincia di Verona con massiccia cementificazione della zona ad avviso degli interroganti ed in linea con quanto sostenuto a livello locale si potrebbe utilizzare l’ospedale Stellini già esistente, tuttora vuoto ma sistemato anche con le recenti norme antisismiche, su cui la regione Veneto ha investito già parecchio e che può, con le dovute modifiche strutturali, accogliere i 40 posti letto della futura REMS –:

se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa;

in base a quali presupposti siano stanziati i 12 milioni di euro per la regione Veneto, non essendo stato presentato un progetto, chi sia competente nell’effettuare dei controlli e come verranno finanziate a regime queste strutture, dal momento che l’assessore alla sanità della regione ha dichiarato che l’importo basterà per cinque anni;

come e da chi verranno effettuati i controlli in itinere fino al 31 marzo 2015, dopo la concessione della proroga della scadenza originaria del 1o aprile 2014, considerato che ad oggi la regione Veneto non ha ancora presentato progetti e tanto meno ultimato l’unica struttura prevista;

se il commissario sia stato informato del progetto di costruire una struttura ex novo anziché ristrutturare l’esistente sui terreni del lascito Stellini, e se abbia espresso un orientamento in merito.

Questo il testo dell’interrogazione che potete leggere anche a questo link http://is.gd/b0H5kk. Ringraziamo Francesca e gli altri Parlamentari del M5S per aver preso a cuore questa questione. Stay Tuned!

P.S. Nel M5S la “filiera” esiste davvero e funziona benissimo!

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