Browsing articles from "luglio, 2013"

Il paese all’asta

bolla_immobiliare

Informazioni da Nogara 5 stelle

La crisi economica colpisce tutti i settori, ma quello che sicuramente ne risente più di altri è il settore edilizio. Ogni mese a Nogara vengono messi all’asta dai 15 ai 20 immobili (http://is.gd/R4tw8M), una cifra non di poco conto e da tenere in seria considerazione.
Si dovrebbe attivare un piano serio, con l’aiuto di enti quali il Comune e la Regione, per il recupero edilizio di stabili in abbandono e pensare seriamente all’acquisto di immobili all’asta. Questi immobili si potrebbero destinare (a rotazione con piani biennali o triennali) a persone che affrontano una separazione, che perdono il lavoro o che si trovano in momentanee difficoltà economiche. Come potrebbero essere destinati a nuclei famigliari che, per cause certe e documentate, perdono il lavoro e non riescono più ad affrontare la spesa di un mutuo. Si potrebbero destinare a mille scopi sociali creando, nel tempo, un patrimonio edilizio comunale.
Non ha più nessun senso continuare a “mangiare” nuovo territorio per costruire immobili che nessuno compra, basta guardarsi intorno per vedere quanti appartamenti o negozi sono vuoti. Una politica basata sull’incasso di oneri di urbanizzazione per fare altre opere di discutibile utilità, è una politica degli anni settanta, definitivamente morta che ormai non funziona più. L’amministrazione Mirandola conta di portare a termine l’ottanta per cento di quanto stabilito nel Piano delle Opere Triennale, con l’incasso degli oneri di urbanizzazione, cioè con l’incasso derivante da altre costruzioni di immobili. Credete davvero sia possibile? La parola d’ordine, per risollevare le sorti di un settore in forte crisi qual’è l’edilizia, è recupero. Non c’è altra via se non quella di recuperare gli immobili che già esistono. Pensare di continuare a costruire senza soluzione di continuità è da folli.
Nel rapporto Ambiente Italia del 2011, Legambiente denuncia:

“Il cemento si sta mangiando l’Italia, al ritmo di 10.000 ettari di territorio all’anno: ogni 4 mesi è come se nascesse una nuova Milano. Periferie sempre più estese, arterie stradali, maxi-parcheggi e capannoni. Grappoli disordinati di sobborghi residenziali e centri commerciali sorti in mezzo alle campagne. È l’ambiente nel quale vivono 6 italiani su 10. Lombardia, Veneto e Campania guidano la classifica: cresce l’asfalto, la terra soffre, va in crisi il sistema idrogeologico. Mancano regole a tutela del suolo, aumentano i danni ambientali e i costi sociali. Insieme agli spazi verdi, spariscono ettari preziosi per l’agricoltura, che vanta un export da 26 miliardi di euro. A farla da padrone sono i palazzi: negli ultimi 15 anni si sono costruiti 4 milioni di nuove case. Ma oltre un milione di alloggi resta vuoto. E almeno 200.000 famiglie non riescono a pagare l’affitto o la rata del mutuo”.

Questa è la situazione italiana descritta da Legambiente nel 2011, una situazione a dir poco disastrosa. Se i nostri politicanti tenessero in seria considerazione questo ed altri rapporti sul territorio e l’ambiente, si avrebbe una politica decisamente più sostenibile.

P.S. «Chi crede che una crescita esponenziale possa continuare all’infinito in un mondo finito è un folle, oppure un economista.» Kenneth Boulding

Share Button

A cosa serve il Consiglio Comunale?

burattinaio

Informazioni da Nogara 5 stelle

Spesso e volentieri mi chiedo a cosa serve il Consiglio Comunale. Me lo chiedo perché, ad oggi, tutte le sedute fino a qui convocate sono servite solo per formalizzare atti dovuti e decisioni prese in altre sedi istituzionali. I problemi del paese e le questioni veramente rilevanti per la cittadinanza non vengono mai portate all’ordine del giorno.
Il Consiglio Comunale dovrebbe essere, il condizionale è d’obbligo, il luogo dove si dibattono questioni importanti come gli impianti a biogas presenti sul territorio, il futuro insediamento di un impianto di fusione di alluminio in ZAI 2, l’installazione degli impianti fotovoltaici sui tetti comunali, la discussione del PAT e tutte quelle questioni che modificano la vita dei cittadini e del paese per un tempo relativamente lungo.
La maggioranza “mirandolesca”, in Consiglio Comunale, porta questioni come i regolamenti per i circhi e gli spettacoli viaggianti, la costituzione di comitati più o meno pubblici per gestire feste di ogni sorta, la nomina di persone all’interno di questo o quest’altro comitato, tutte cose che, senza dubbio, sono essenziali nonché vitali per i cittadini nogaresi. Non si discute mai della viabilità, delle scuole, degli asili, dell’ex ospedale Stellini, dell’acquedotto e di tutte quelle questioni che meriterebbero ampi dibattiti magari coinvolgendo anche i cittadini chiedendo partecipazione attiva. La maggioranza modifica (unilateralmente) i regolamenti esistenti e ne crea di nuovi (vedi regolamento per le videoriprese) al solo scopo di mettere a tacere il MoVimento 5 stelle. Non si deve disturbare il manovratore. Il Consiglio Comunale deve tornare ad essere il luogo dove si discute e si decide del futuro del paese. Ad oggi così non è.

Share Button

Alloggi ATER: il ritorno in via Molino

case-ater

Informazioni da Nogara 5 stelle

La costruzione delle case popolari in via Molino è una “favola moderna” che si trascina ormai da parecchi anni. Nell’ultimo consiglio comunale è intervenuto il presidente dell’ATER Niko Cordioli. Secondo quanto riporta il quotidiano L’Arena, il presidente in consiglio ha dichiarato: «erano previsti 16 alloggi ed avevamo a disposizione 2 milioni e mezzo di euro ma si sono susseguiti, poi, tre fallimenti delle ditte che man mano negli anni hanno avuto l’assegnazione dei lavori. Avevamo anche valutato l’ipotesi di permutare l’area del Camillion con una in via Moro per costruire otto appartamenti, ma a giugno, l’Ater ha deciso di riprendere in mano il vecchio progetto per dare corso alla costruzione di 11 appartamenti, quale primo stralcio».
Il MoVimento 5 stelle, precedendo tutti, in data 21 marzo 2013 ha chiesto lumi sulla situazione degli alloggi in via Molino ed ha quindi deciso di protocollare un’interrogazione al vice sindaco, nonché assessore all’urbanistica edilizia e gare d’appalto Flavio Pasini. Nella risposta, che potete leggere in questo post, il vicesindaco elenca tutta una serie di motivi per cui gli alloggi ATER non possono essere costruiti in via Molino.
Il vice sindaco scrive «l’ATER ha deciso di cambiare zona a causa di difficoltà costruttive per realizzare il proprio progetto originario. Il vantaggio dell’Amministrazione e quindi dei cittadini sarà quello di avere, dopo molti anni, a disposizione alloggi di edilizia sovvenzionata entro breve tempo nonché eliminare l’attuale degrado dell’area sita in via Molino, area su cui si potranno realizzare parcheggi ed alloggi». A questo punto le domande sorgono spontanee: perché l’ATER ha deciso di ritornare sui suoi passi? Perché ora le case in via Molino possono essere costruite? Le difficoltà costruttive, addotte dal vice sindaco nella risposta, sono magicamente scomparse?
Nell’articolo è interessante leggere la posizione dell’opposizione, eccetto quella del MoVimento 5 stelle. Simone Falco della lista Nogara ai Nogaresi dichiara «siamo di fronte ancora una volta ad un mancato rispetto per il Consiglio, sappiamo degli sviluppi della vicenda solo da internet e non dagli amministratori». Quanto detto dal capogruppo leghista è vero ma, ad onor del vero (questo il link http://is.gd/93X0aV al video del consiglio), ha aggiunto che è venuto a conoscenza della questione proprio dal nostro blog e dal nostro giornalino distribuito qualche settimana fa. Naturalmente il cronista locale non ha citato nulla di tutto questo, ed ha riportato solo la posizione dei due ex sindaci Falco ed Olivieri. E’ da più di un anno che il MoVimento 5 stelle chiede spiegazioni per i ritardi nella costruzione degli alloggi popolari in via Molino, non certo dall’ultimo consiglio comunale.
A riprova di quanto affermiamo riportiamo i link dei vari articoli che abbiamo scritto, ormai dal lontano marzo 2013. L’odissea della case popolari, il cantiere fantasma e l’ultimo, in ordine di pubblicazione, due cementificazioni sono meglio di una.

Share Button

Nel paese dei balocchi

il paese dei balocchi

Informazioni da Nogara 5 stelle

Nogara è come il paese dei balocchi. L’unico pensiero fisso dell’attuale amministrazione sembra essere quello di fare festa, sempre e comunque. Si chiudono strade pubbliche per fare feste private. Feste che non portano nessun beneficio reale, se non per chi le fa. Bisognerebbe che ogni cittadino, quando gli pare e piace, chiedesse autorizzazione all’attuale amministrazione di poter chiudere la strada davanti a casa. Se alcuni lo fanno perché altri non possono fare altrettanto?
Nel paese dei balocchi ci sono i Pasdaran dell’amministrazione, i quali girano per il paese in cerca di notizie da riferire, in cerca di qualcosa da riportare per guadagnarsi la stima (oltre che una cena) del capo. Storia vecchia a Nogara e nemmeno tanto orginale, storia già vista in altri tempi ed in altri contesti. Nel paese dei balocchi ormai in molti l’hanno capito, se fai parte della compagnia non c’è nessun problema: tutto ti è concesso e tutto ti è permesso, altrimenti devi solo rassegnarti e fartene una ragione. E’ semplice da capire: no compagnia, no party.
Nel paese dei balocchi ci sono quelli del “tengo famiglia”, ovvero quelli che quando li incontri si lamentano (senza se e senza ma) dell’attuale amministrazione, ma che poi puntualmente se ne stanno zitti e non alzano mai la testa per la paura di perdere il nulla che hanno. Il “tengo famiglia” è forte dappertutto, ma qui batte ogni record.
Nel paese dei balocchi la colpa è sempre e comunque dell’amministrazione precedente oppure di qualche altro ente, ad esempio la Regione o l’ULSS, ma mai dell’amministrazione in carica. Un po’ come lo scolaro che, beccato a copiare il compito, dà la colpa al compagno di banco.
Nel paese dei balocchi il leitmotiv è sempre lo stesso: “no ghe mia schèi”, salvo poi avere un avanzo di amministrazione di 198.000 €uro o chiedere un contributo per le cose più assurde come, ad esempio, il tabellone informacittà. Nel paese dei balocchi si partecipa ad un programma televisivo per vincere uno scuolabus, salvo poi regalarne uno ad un altro Comune italiano in cambio di cibarie: scuolabus-for-food.

P.S.“Nel Paese dei balocchi in mezzo ai continui spassi e agli svariati divertimenti, le ore, i giorni, le settimane passavano come tanti baleni ma dopo cinque mesi Pinocchio si sveglia una mattina con una brutta sorpresa: è diventato un asino.” Carlo Collodi

Share Button

Due interrogazioni all’Assessore ai Servizi Sociali

servizi-sociali

Informazioni da Nogara 5 stelle

Giovedì pomeriggio abbiamo protocollato due nuove interrogazioni. La prima riguardante lo scambio di doni avvenuto tra il Comune di Nogara e il Comune di Fermo nell’occasione della donazione dello scuolabus. La seconda riguardante i residenti presso la vecchia sede della stazione ferroviaria di Nogara.
Per la prima interrogazione abbiamo preso spunto dall’articolo apparso sul quotidiano L’Arena in data 15 giugno 2013 dove il sindaco dichiara «Abbiamo fatto un bando per venderlo ma è andato a vuoto, così abbiamo pensato di regalare lo scuolabus a Fermo in cambio di prodotti tipici che distribuiremo alle famiglie bisognose del nostro paese». Visto che lo scuolabus è stato donato, a loro insaputa, dai cittadini nogaresi e considerato che, dopo un mese dalla donazione sul nuovo sito istituzionale del Comune di Nogara non vi è nessuna rendicontazione, abbiamo deciso di chiedere delucidazioni. Nello specifico abbiamo chiesto quali e quanti prodotti tipici sono stati regalati dall’amministrazione di Fermo all’amministrazione di Nogara e a quante e quali famiglie nogaresi sono stati distribuiti i beni. Naturalmente i nominativi che ci verranno comunicati (se ci verranno comunicati) non saranno divulgati in ottemperanza al Decreto Legislativo n. 196 del 30/06/2003, ovvero la cosiddetta legge sulla privacy. Abbiamo deciso di porre questa interrogazione perché ci è stato detto più volte che ci dobbiamo fidare di ciò che fa l’amministrazione. Francamente troviamo difficile fidarci di un’amministrazione che non è per nulla trasparente soprattutto in ambiti ben più delicati e gravi, come per esempio l’insediamento delle centrali a biogas.
Per la seconda interrogazione abbiamo preso spunto dalle segnalazioni che ci sono arrivate riguardanti la presenza di persone all’interno della vecchia sede della stazione ferroviaria di Nogara. Nello specifico abbiamo chiesto, all’assessore di competenza, quante persone vivono all’interno della struttura e quali sono le condizioni igienico-sanitarie.
Speriamo di avere risposta nei tempi dettati dal nuovo regolamento comunale, visto e considerato che ad alcune delle nostre interrogazioni deve ancora essere data risposta. Viene da chiedersi a che cosa serve in consiglio comunale discutere dei regolamenti se poi chi li propone e chi li vota non li rispetta. Vi terremo informati, come sempre, sugli sviluppi.

P.S. Il MoVimento 5 stelle continua a lavorare per i nogaresi, non solo per quelli che lo hanno votato. Tutto quello che facciamo è a disposizione su questo blog alla voce del menù in alto “Il Nostro Lavoro”. Nonostante le querele e le minacce continuiamo ad andare avanti, siamo convinti di essere sulla strada giusta.

Share Button

Il vantaggio di pochi e il danno di molti

mucca_biogas

Informazioni da Nogara 5 stelle

Abbiamo posto molte interrogazioni all’amministrazione Mirandola. Nello specifico le abbiamo poste direttamente al sindaco per questioni riguardanti le centrali a biogas presenti nel territorio nogarese. Le risposte sono sempre state elusive e non sono mai entrate nel merito della questione da noi posta. Oltre a questo, alcuni componenti dell’attuale amministrazione in vari commenti e post su Facebook, hanno sempre attribuito la responsabilità degli insediamenti alla Regione Veneto.
Alcuni cittadini se la sono bevuta, altri no, finché qualche cittadino (stufo di essere preso per il culo) ha scritto direttamente alla Regione Veneto ottenendo risposte chiare ed inequivocabili che potete leggere a questo link. La Regione ha risposto chiaramente che “il rappresentante del Comune non ha sollevato la necessità di ascoltare qualche rappresentante di Istituzioni o Comitati del territorio”. Nessuno ha detto nulla e quindi per la Regione Veneto l’impianto può essere costruito.
I sindaci che dicono no ci sono, ma non dicono no a priori, dicono no in scienza e coscienza. Dicono no per il bene della comunità e soprattutto per il bene delle generazioni future. Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione.
Secondo quanto scrive il quotidiano L’Arena il primo cittadino di Roveredo di Guà ha detto no ad un impianto a biogas della potenza di 600 kW. Nell’articolo dichiara: «Il fabbisogno di mais di queste centrali è elevatissimo. Non vorrei si scatenasse la corsa alla ricerca di terreni per produrre mais da digerire, riducendo le nostre produzioni agricole in monocolture». Il sindaco di Roveredo di Guà ha centrato il problema.
Slow Food, riportando un articolo del quotidiano La Repubblica, denuncia il rischio inquinamento dei mega impianti a biogas. L’articolo è di un anno fa ma sempre attuale: “il biogas sta cominciando a creare più problemi che vantaggi, soprattutto da quando è diventato la nuova gallina dalle uova d’oro per l’agroindustria. La questione è spinosa, un’altra bella opportunità si sta sprecando nel nome delle speculazioni permesse dalla legge e incentivate con i soldi pubblici, i nostri. In due anni gli impianti si sono triplicati. Sfruttano liquami e sottoprodotti agricoli, o anche prodotti appositamente coltivati, come il mais. Sono per lo più grandi, i più insostenibili, fatti per vendere energia. È in atto una vera e propria corsa al biogas agricolo, giustificata dall’inseguimento dei cosiddetti “certificati verdi”. Chi produce energia elettrica avrà diritto a vedersi riconosciuto un prezzo di 0,28 centesimi al kilowatt contro gli 0,07 del prezzo di mercato. Così i cittadini pagano due volte l’elettricità. Un impianto da 1 megawatt (il massimo ammissibile per ottenere i certificati verdi) è un investimento di circa 4 milioni di euro ammortizzabile in 3 o 4 anni, che poi darà una rendita netta di un milione di euro all’anno.” (http://is.gd/EsXQ7V)
Gli impianti a biogas, costruiti per mera speculazione, non hanno nulla di sostenibile né dal punto di vista ambientale né tantomeno dal punto di vista economico. Stanno in piedi perché usufruiscono dei certificati verdi i quali vengono pagati con una percentuale prelevata dalle nostre bollette. Si incentivano pochi a danno di molti che non ne ricavano nulla, anzi, hanno solo disagi e nessun reale beneficio. Se poi, come succede a Nogara, l’amministrazione in carica si fa dare un “contributo” di soli 4.000 euro all’anno, si capisce benissimo perché queste centrali spuntano come funghi.

Share Button

La supercazzola dello scuolabus

mezzogiorno_in_famiglia_nogara

Informazioni da Nogara 5 stelle

Chiediamo ai cittadini di darci una mano per capire una cosa che ha, a nostro modo di vedere, del paradossale. Se vi ricordate, giovedì 17 gennaio 2013, la Rai è arrivata a Nogara per registrare una puntata del famosissimo programma Mezzogiorno in Famiglia. Per chi non conoscesse il famosissimo programma lo spieghiamo brevemente. Due paesi, ognuno con la relativa squadra, si sfidano ad una serie di giochi. La squadra vincitrice della puntata passa il turno e la settimana successiva sfida un’altra squadra di un altro Comune. Alla fine della stagione televisiva, la squadra che arriva in finale e vince, si aggiudica uno scuolabus. Fin qui nulla di male, anzi, lo scuolabus è un premio nobile che ad un Comune può sempre servire.
Recentemente il Sindaco e la Giunta sono andati in visita a Fermo, un Comune di 38.134 abitanti Capoluogo della Provincia omonima nelle Marche. Un Comune a cui il Sindaco, senza dir nulla a nessuno, ha regalato uno scuolabus in cambio di prodotti tipici del Comune di Fermo. Il sindaco in quell’occasione ha dichiarato «abbiamo fatto un bando per venderlo ma è andato a vuoto. Così abbiamo pensato di regalare lo scuolabus a Fermo in cambio di prodotti tipici che distribuiremo alle famiglie bisognose del nostro paese».
A questo punto la domanda sorge spontanea: perché il Comune di Nogara partecipa ad un programma televisivo dove in palio c’è uno scuolabus e poi regala proprio uno scuolabus (di proprietà del Comune) ad un altro Comune italiano?

Share Button

La pillola rossa

la-pillola-rossa

#fuoridalleuro

Raccolta firme per il referendum #fuoridalleuro

Meetup M5S Nogara

Meetup M5S Nogara

La denuncia

scudo-della-rete

Consiglio Comunale

banner_consiglio_comunale

Parlamento 5 Stelle

Il portale ufficiale del Parlamento 5 Stelle con tutte le notizie, gli articoli, le attività e i video

Camera dei Deputati

Montecitorio 5 Stelle

Senato della Repubblica

senato5stelle

Il Movimento 5 stelle sostiene

LRZ_logo

banner-porta-la-sporta

Servizi per i cittadini

indennità-sindaco-assessori-small

Decoro Urbano - We DU!

La mappa delle centrali a biogas

Seguici su Twitter

Google Plus

Hangouts

Video

Produzioni Dal Basso

banner-una-montagna-di-balle

banner-genuino-clandestino

Amministrative 2016