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Biogas: le risposte alle nostre interrogazioni

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Ieri mattina sono arrivate le risposte ad alcune interrogazioni che abbiamo posto all’amministrazione. Nello specifico sono arrivate le risposte concernenti gli impianti a biogas. Nella prima abbiamo chiesto come l’amministrazione intenda tutelare la salute dell’ambiente e dei cittadini che vivono nei pressi degli impianti. Nella seconda abbiamo domandato a quanto ammonta l’importo richiesto dall’amministrazione comunale ai proprietari degli impianti che già sono attivi sul territorio, come espresso nella delibera di consiglio n° 34 del 29/09/2011.

Premesso che è preoccupazione primaria di questa Amministrazione che i cittadini vengano tutelati dall’inquinamento sonoro, dall’inquinamento delle falde acquifere, dall’inquinamento dell’aria e infine che venga garantita la sicurezza stradale nelle vie e in prossimità di tali impianti. Tutto ciò premesso, l’Amministrazione intende far si che quanto previsto nell’autorizzazione concessa dalla Regione Veneto e riguardante le società Agricola Masini s.r.l., Agricola Valbissara s.r.l. e Agricod Power Energy s.r.l. venga integralmente attuata, fermo resatndo il potere di controllo, anche in fase di esercizio a carico di questa Amministrazione. (Questa la risposta)

Nella nostra interrogazione siamo stati chiari e abbiamo posto quesiti ben precisi: “chiediamo come l’attuale amministrazione comunale intenda tutelare la salute dei cittadini di Nogara e, nello specifico, tutti i cittadini residenti entro 300 metri dagli impianti (distanza regolamentata dallo stesso D.G.R. 856/12). Nel dettaglio quali azioni l’Amministrazione, assieme alle aziende titolari degli impianti, abbia già posto in essere o intende porre in essere e, soprattutto, con quali tempistiche”. Le nostre domande erano specifiche ma il sindaco le ha eluse tutte, d’altronde c’era d’aspettarselo.
La risposta alla seconda interrogazione, sempre sullo stesso argomento, è stata più precisa. Abbiamo chiesto di venire a conoscenza dell’ammontare della somma che ogni impianto versa a titolo di “contributo finalizzato allo svolgimento delle attività funzionali alla sistemazione ed alla manutenzione del territorio atte alla salvaguardia del paesaggio ed alla cura ed al mantenimento della rete stradale o alla promozione di iniziative volte al miglioramento della qualità dell’ambiente“. Il sindaco ha risposto (questo il file) che ogni impianto presente sul nostro territorio versa al Comune di Nogara la somma di 4.000,00 €uro all’anno per quindici anni. Una cifra che verrà destinata per la “sistemazione ed alla manutenzione del territorio”, lasalvaguardia del paesaggio ed alla cura ed al mantenimento della rete stradale, oltre che la “promozione di iniziative volte al miglioramento della qualità dell’ambiente“. Con 4.000,00 €uro annui l’amministrazione dovrebbe fare tutto questo. Forse ne avanzeranno pure.
Queste le risposte che l’amministrazione, nella persona del Sindaco Mirandola, ci ha dato. Risposte che non ci hanno minimamente soddisfatto. Lasciamo ai cittadini la valutazione. Stay tuned!

P.S. Nella seconda interrogazione ho commesso una svista ed ho citato erroneamente una delibera che non ha nulla a che fare con il biogas. Credo che anche il Sindaco abbia commesso una svista nella risposta, in quanto sono convinto che 4.000,00 euro sono davvero pochi. Forse ha dimenticato uno zero?

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L’amianto e i suoi manufatti sono pericolosi: lo dice il Parlamento Europeo

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L’incubo amianto a Roverchiara sembra destinato a materializzarsi in tutta la sua pericolosità. Una vicenda che dura da dieci anni e che vede i cittadini di questo piccolo Comune della pianura veronese opporsi al tentativo da parte di una ditta privata di realizzare una discarica di amianto della capacità nominale di 500.000 metri cubi in un’area già sottoposta a vincolo di tutela per l’elevato valore ambientale.

Ieri 20 marzo la Commissione di Valutazione Impatto Ambientale (V.I.A) regionale si è riunita per esprimersi sulla richiesta presentata dalla ditta NEC new ecology per la realizzazione dell’opera e la paura dei cittadini è che possa esserci un parere favorevole da parte della Commissione. Nel 2007 il Consiglio Regionale ha plauso ed approvato una variante al piano urbanistico che tutela l’area come zona umida; nel 2010 lo stesso Consiglio ha elargito un contributo al Comune per approfondire gli studi geologici e ambientali bloccando l’iter della V.I.A; nel 2012 la Regione ha approvato il Piano d’Area che confermava la tutela ambientale del sito e vietava la realizzazione di qualsiasi discarica.

Quello che oggi risulta a tutti inaccettabile ed incomprensibile è che, da un lato, la Regione Veneto con questi tre distinti atti del Consiglio Veneto si sia chiaramente espressa per la salvaguardia e la tutela del sito riconoscendone l’elevato valore ambientale, e dall’altro la concreta possibilità che la Giunta Regionale, incassato il parere della Commissione competente, dia il via libera alla realizzazione della discarica. Il tutto risulta aggravato dalle notizie che arrivano dalla Procura della Repubblica di Venezia e che vedono gli amministratori della ditta che dovrebbe realizzare l’opera rinviati a giudizio per traffico internazionale illecito di rifiuti. Tutti gli enti pubblici e le associazioni di categoria (tra cui la Provincia di Verona, l’ARPAV, il Consorzio di Bonifica Veronese, il Consorzio di Sviluppo del Basso Veronese, l’Ente Forestale Provinciale di Verona, la Coldiretti, l’Amministrazione Comunale di Roverchiara assieme ad altri nove Comuni limitrofi, i cittadini stessi con una sottoscrizione di più di 4.000 firme) si sono espressi contrari alla realizzazione del progetto.

Ora, sulle spalle dei nove componenti della Commissione VIA (nelle persone di: Silvano Vernizzi presidente, Cesare Bagolini, Livio Baracco, Mirko Campagnolo, Gianluca Faoro, Giampietro Gavagnini, Cristiano Paro, Roberto Penazzi, Antenore Quaglio, Riccardo Zopellaro) grava la responsabilità di acconsentire alla realizzazione della discarica favorendo di fatto un interesse privato di svariati milioni di euro. Da ultimo la beffa, ovvero il fatto che il Parlamento Europeo giovedì 14 marzo 2013 abbia approvato pressoché all’unanimità una direttiva che definisce l’amianto rifiuto pericoloso, imponendo il suo stoccaggio in apposite discariche per rifiuti pericolosi e promuovendo nel contempo processi di inertizzazione alternativi alla discarica che lo rendano rifiuto non più pericoloso.

I cittadini di Roverchiara chiedono a gran voce alla Politica Regionale di prendere aperta posizione sulla vicenda a garanzia e salvaguardia della salute dei cittadini di Roverchiara, bloccando la realizzazione della discarica di Amianto di via Fossa.

Comunicato Stampa del Comitato Roverchiara No Amianto
http://roverchiaranoamianto.wordpress.com

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Risposte prima di tutto

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Il 7 marzo del 2012 protocollammo la mozione riguardante il censimento degli edifici del Comune di Nogara (questa la mozione). Alla mozione non seguì mai nessuna risposta, né tanto meno l’inserimento dopo trenta giorni (questi i tempi previsti dal regolamento) all’ordine del giorno del primo consiglio comunale utile. La strafottenza del Sindaco e della Giunta è pressoché totale.
Qualche giorno fa sul Fatto Quotidiano è apparso un articolo dal titolo «Censimento sul cemento: il vostro Comune ha risposto?». L’articolo spiega che nel 2011 si costituì a Cassinetta di Lugagnano il Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio, cui aderirono tutte le maggiori associazioni ambientaliste italiane, e non solo. Aderirono anche molti gruppi del MoVimento 5 stelle fra i quali anche il nostro. Presentammo la mozione perché venisse discussa in consiglio ma questo non avvenne mai. Dal canto suo il Forum inviò una lettera a tutti i Comuni italiani in cui si chiedeva essenzialmente di indicare quante abitazioni e quanti edifici produttivi fossero stati costruiti ma fossero altresì non utilizzati, vuoti, sfitti. Il Comune di Nogara, nella persona del sindaco, rispose alla lettera del Forum con questa risposta:

Facendo seguito alla Sua nota del 16/06/2012 trasmessa a mezzo PEC, si ribadisce l’impossibilità di poter predisporre la “scheda di censimento” stante l’esiguità del personale e i molteplici impegni che ogni giorno l’Ufficio Tecnico e l’Ufficio Anagrafe sono chiamati a svolgere.

Come in precedenza comunicato alcuni dei dati richiesti possono essere estratti autonomamente dal Piano di Assetto del Territorio adottato da questo Comune.

Distinti saluti.

La risposta del sindaco è chiarissima. Alla nostra mozione non ci fu mai seguito e alla lettera del Coordinatore Nazionale del Forum vi fu questa magra risposta.
Non rispondere nei tempi previsti dal regolamento è una caratteristica di questa amministrazione. Risposero dopo quasi un anno anche per la nostra proposta per l’istituzione del Consiglio Comunale dei Ragazzi. Fecero questo “giochetto” per avere il tempo di elaborare una loro proposta, molto simile a quella presentata dal MoVimento, e approvarla rifiutando di fatto la nostra. Stessa cosa successe con gli orti per gli anziani e i disabili. Ad oggi di queste iniziative non se ne sa più nulla. Si evince sempre di più che le idee dell’amministrazione stanno a zero e, per questo, devono copiare le nostre.
Un consiglio gratuito all’amministrazione: cambiate nome alla lista, in quanto non rispecchia minimamente il vostro operato fin qui messo in atto.

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Il cantiere fantasma

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A Nogara di cemento ce n’è anche troppo, come del resto di abitazioni e negozi che risultano sfitti da parecchio tempo. Di cemento ce n’è poco per la costruzione di alloggi popolari. Le Case Popolari infatti non si costruiscono più e per trovare un accenno si deve fare riferimento al 2009 con l’allora sindaco Olivieri. Dal 2009 ad oggi le Case Popolari in via Molino sono ancora da costruire e la prima pietra posata dal sindaco di allora probabilmente è andata dispersa. Ad oggi infatti il cantiere è ancora fermo e non si vedono segnali di ripartenza.
Nell’ultimo opuscolo informativo dell’attuale amministrazione comunale, si fa un timido accenno alla situazione scrivendo: «Con l’ATER abbiamo raggiunto un accordo per la ripresa dei lavori delle case popolari, ridislocando l’insediamento con uno scambio di aree tra Comune ed ATER stessa».
Da quanto scritto si evince che le case non verranno più costruite in via Molino ma altrove. A questo punto viene spontaneo chiedersi: qual’è l’area dove verranno costruiti gli alloggi? Ma soprattutto perché si è deciso di cambiare zona? E ultima domanda, ma non meno importante, a cosa verrà adibita la zona in via Molino? Sarebbe interessante avere risposta a queste domande, anche perché la questione Case ATER ormai sembra essere senza soluzione di continuità. Una vicenda che risulta ormai davvero ridicola.
La zona di via Molino è ideale per costruire nuovi alloggi in quanto risulta essere in centro, limitando così l’uso dell’automobile per gli spostamenti, vicina a molti servizi per il cittadino quali: municipio, poste, scuole e negozi. Il recupero della zona permetterebbe di non consumare terreno vergine e di riportare a nuova vita una via centrale del paese. Vedremo come l’amministrazione intenderà adoperare l’area. Stay tuned!

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Perché il Movimento Cinque Stelle non può dare la fiducia

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Il Movimento Cinque Stelle ha detto fin da subito che non avrebbe votato la fiducia a un Governo Pd. Questa posizione è stata ovviamente criticata dall’esterno, e forse anche da qualcuno all’interno. Per comprenderne le ragioni, bisogna capire bene cosa significa, questa benedetta “fiducia”. Non a tutti è chiaro. Oggi lo spieghiamo anche alla proverbiale casalinga di Voghera.
La nostra forma di Governo prevede, tra le altre cose, un bicameralismo perfetto (unico caso nel mondo. Ovvero – in soldoni – tutte le leggi devono essere approvate e possono essere modificate da entrambe le Camere) e il meccanismo della fiducia. La “fiducia” è introdotta dall’art.94 della Costituzione italiana (e no, non bisogna essere fini costituzionalisti per leggerla e capirne il senso: la Costituzione è stata scritta perché la comprendessero tutti).

Art. 94
Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere. Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale.
Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia. Il voto contrario di una o d’entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni.
La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione.

L’Italia è una Repubblica Parlamentare (e questo va ricordato, ogni volta che si fa una critica sulla proposta di prorogatio all’attuale Governo). Questo significa che l’unico organo titolato ad esercitare la potestà legislativa (fare le leggi) è il Parlamento. Il Governo ha semmai il ruolo di indirizzo politico. Può cioè dare esecuzione a strategie politiche, che poi trasforma per esempio in decreti legge, i quali però devono sempre e comunque essere convertiti in legge dal Parlamento (entro 60 giorni), altrimenti decadono.
Per entrare in carica, il Governo deve farsi dare la fiducia, e siccome operiamo in regime di bicameralismo perfetto, la fiducia deve essere data sia alla Camera dei Deputati che al Senato della Repubblica. Perché si fa questo passaggio? Senza bisogno di aprire un manuale di Scienza Politica (ce l’ho, se volete lo tiro fuori), diamo un’occhiata a Wikipedia che lo spiega bene. In relazione alla votazione della fiducia con “mozione motivata” e per “appello nominale”, si legge:

«Queste ultime due disposizioni hanno un preciso scopo: quello di creare una stabile maggioranza politica. L’obbligo di motivare la mozione fa sì che i vari gruppi si impegnino, se favorevoli, a sostenere il Governo in modo stabile. La votazione a scrutinio palese serve a far sì che i vari parlamentari si assumano la responsabilità politica personale di sostenere il Governo

Tutto chiaro? La fiducia non è un atto formale che permette ad un Governo di entrare in carica, come qualche commentatore interessato cerca di far credere per semplificare a proprio vantaggio il casus belli, ma un vero e proprio atto di corresponsabilità politica di fronte al Paese e agli elettori, che per di più  deve essere stabile. La fiducia non si dà e non si toglie come si sale e si scende dal tram: questo sì, sarebbe da irresponsabili.
Tant’è vero che per togliere la fiducia a un Governo in carica la procedura si complica. Il primo voto di fiducia, quello che permette a un nuovo Governo di entrare in carica, è infatti un atto propositivo sul quale tutte le forze politiche sono chiamate immancabilmente ad esprimersi. La revoca della fiducia, invece, si può avere solo se qualcuno ne fa proposta (mozione di sfiducia) e se questa proposta viene sottoscritta da un numero sufficiente di parlamentari (un decimo per Camera, dunque nel caso di Montecitorio almeno 63 deputati). Inoltre, qualora la mozione avesse i requisiti per essere inserita all’ordine del giorno, non potrebbe essere discussa prima di tre giorni, perché (come nei casi di divorzio matrimoniale), si deve dare l’opportunità a chi l’ha presentata di ripensarci, magari sfiancandolo con estenuanti pressioni.
Supponiamo ora che il Pd presentasse un programma di Governo in cui, per assurdo, ricalca tutto quello che vuole fare Grillo. Dico “per assurdo” perché, a quel punto, tanto varrebbe avere direttamente un Governo a Cinque Stelle. Supponiamo anche che i 162 parlamentari pentastellati, colti da raptus o irretiti dalle reiterate richieste di “responsabilità”, dopo il discorso parlamentare di Bersani (senza conoscere i contenuti del quale non ha senso neppure interrogarsi sulle intenzioni dei cinque stelle, visto che prima si ufficializza una proposta e solo dopo la si può votare), votassero per questa benedetta fiducia. Dal giorno dopo, il Partito Democratico avrebbe il viatico per iniziare la sua azione di Governo. Rispetterebbe l’indirizzo politico dichiarato per ottenere la fiducia? Questo è il problema.
Parliamo dello stesso partito che fa “parlamentarie” per definire liste di candidature in cui anti democraticamente impone veterani vietati dallo statuto, come la Bindi. Parliamo dello stesso partito le cui ingerenze nelle fondazioni bancarie hanno portato alla situazione che sappiamo di Monte Dei Paschi, e che non ha mai pubblicato l’elenco dei mutui ottenuti dai suoi dirigenti/funzionari/parlamentari. Lo stesso partito del fiscal compact, del più Europa a tutti i costi, del conflitto di interessi che secondo Fassino non era una priorità degli italiani, e così via. Un partito che accusa gli altri di non essere democratici, ma che di democratico – visto l’establishment che non molla le redini – non ha poi molto. Un partito che insiste per governare perché sa benissimo che, se si tornasse alle urne, tutta la sua dirigenza verrebbe rasa al suolo e si farebbero avanti nuove leve, con tutto il loro entourage, come Matteo Renzi. E che per questo fa lanciare appelli su appelli a una presunta responsabilità, sia manipolando petizioni altrui e presentandole come se fossero della base del Movimento Cinque Stelle (Viola Tesi, esponente del Partito Pirata), sia lanciando i suoi intellettuali su Repubblica.
La verità è che, con tutta probabilità, il Partito Democratico continuerebbe a fare quello che ha sempre fatto, ovvero i suoi interessi speculari e complementari a quelli del centrodestra, con la sola differenza che a permettergli di farlo, questa volta, sarebbe stato il Movimento Cinque Stelle, con il viatico del suo voto di fiducia. Cosa accadrebbe infatti dei punti condivisi con i parlamentari del Movimento? Si arenerebbero nelle sabbie mobili dei ministeri, dove Berlusconi stesso sosteneva che non si può spostare neanche una pianta. Basta vedere come sono riusciti a prendere in giro gli italiani con la legge per la riduzione degli stipendi dei parlamentari: fecero una commissione per valutare la media ponderata degli stipendi dei loro colleghi negli altri paesi d’Europa, parametrata al costo della vita e, poiché era troppo complicato derivarla, il presidente dell’Istat Enrico Giovannini, posto a capo della commissione, dopo mesi e mesi dovette dimettersi e dichiarare un nulla di fatto. Ragion per cui gli stipendi rimasero quelli che sono. Sarebbe bastato restituire al Tesoro la parte eccedente a una quota prefissata, per esempio i 5 mila lordi dei “grillini”, o in alternativa fare una legge di un articolo solo, e avrebbero evitato di prendere in giro tutto il Paese. Ecco, quella è la stessa gente che oggi vorrebbe la fiducia su quegli stessi punti.
Di contro, potrebbero fare decreti legge sulle materie che più a loro interessano, sicuri di una conversione parlamentare che otterrebbero con una maggioranza questa volta estranea al Movimento Cinque Stelle, da realizzarsi sui singoli punti di interesse comune tirando dentro di volta in volta i montiani e il Pdl. E cosa potrebbe fare, il Movimento Cinque Stelle, per opporsi? Nulla, perché anche qualora proponesse una mozione di sfiducia, non avrebbe la maggioranza per approvarla. Il Paese continuerebbe esattamente come prima, solo che, per la definizione di fiducia data sopra, ad assumersi la responsabilità politica personale di avere sostenuto il Governo questa volta sarebbe stato il Movimento Cinque Stelle. Questo sì, sarebbe un tradimento dell’elettorato. Non è evidente?
Obiezione: ma allora perché, se gli scenari per le due coalizioni più votate sono quelli, non partono direttamente con una fiducia Pd-Pdl su un Governo di larghe intese? La risposta è semplice ed è ancora una volta implicita nella definizione di fiducia. La fiducia è una dichiarazione di intenti. Sarebbero costretti a dichiarare un programma ed un’alleanza preventiva che li inchioderebbe di fronte al Paese e all’elettorato, mentre i singoli voti sulle singole leggi successive non avrebbero tale valenza incontestabile e potrebbero essere giustificati di fronte all’opinione pubblica dalle circostanze e dalle opportunità politiche (la grave situazione del Paese e così via…).
Qual’è, dunque la soluzione al rebus? Bisogna partire da un assunto chiave: qualsiasi governo si formi, non sarà stabile. Al Senato della Repubblica non c’è una maggioranza dello stesso colore politico di quella che, grazie al Porcellum, domina la Camera. Questo è fuor di discussione. Per questo si naviga a vista e si circoscrive il programma di indirizzo politico a un piccolo numero di leggi o riforme necessarie e facili: la legge elettorale, gli sprechi e i costi della politica, la legge sui rimborsi elettorali e poco altro. Addirittura – sospetto per non consegnare il Paese a Grillo – il Pd vorrebbe anche solo la legge elettorale e poi al voto.
Domanda: visto che l’orizzonte politico è questo, è proprio necessario un Governo per realizzarlo? Ovviamente la risposta è no. Sono cose che (lo dissi, e Tremonti era più d’accordo di me, due settimane fa a L’Ultima Parola) potremmo fare anche io e voi. Un esempio? Ecco la nuova legge elettorale: “Art.1. Il Porcellum è abrogato. Art.2. La presente legge entra in vigore il giorno dopo della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale”. Basta così poco? Certo: per il principio che l’Italia non può stare senza legge elettorale, perché risulterebbe impossibile formare parlamenti successivi (perlomeno senza una nuova costituente), automaticamente tornerebbe in vigore il Mattarellum. Si può discutere se fosse buono o cattivo, ma forse era un po’ meglio del Porcellum. Senza arrivare a tanto, in ogni caso, è il Parlamento (ricordate che siamo una Repubblica parlamentare?) che ha l’iniziativa legislativa: potrebbe semplicemente e in pochissimo tempo dividersi in commissioni, fare le sue proposte di legge e votarsele. E, visto che sarebbero state ampiamente discusse nelle varie assemblee, avrebbero un’altissima probabilità di recuperare maggioranze, anche di volta in volta diverse, per la loro approvazione.
O, se proprio non si riesce a fare pace con l’idea che le leggi, in una Repubblica parlamentare, le fa il Parlamento senza problemi (e ci mancherebbe altro!), visto che i punti essenziali sono punti condivisi dai Cinque Stelle, si potrebbe affidare il Governo a loro. Non hanno esperienza? Non è rilevante: si tratterebbe solo di un atto formale per realizzare, con il contributo di tutti, poche cose. In primis, appunto, la legge elettorale. Tutti ci fanno un figurone e possono tornare al voto sereni.
Tutto il resto si spiega solo alla luce della perniciosa e disperata volontà di restare aggrappati alle leve del potere, trascinando con sé anche l’unica forza di reale cambiamento del Paese.

Claudio Messora – Byoblu

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Servizio segnalazioni per le frazioni di Nogara

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Abbiamo deciso di creare un nuovo servizio per i cittadini di Nogara. Il MoVimento 5 stelle ha creato la sezione Frazioni di Nogara – Segnalazioni dove tutti i Nogaresi, soprattutto quelli che abitano proprio nelle frazioni, possono segnalare le problematiche. Spesso e volentieri le frazioni vengono ricordate solo ed esclusivamente in periodo elettorale, per poi ritornare nel dimenticatoio. Il MoVimento 5 stelle, con i propri mezzi, vuole cercare di sopperire a questa annosa questione.
Segnalare il problema presente nella vostra frazione e semplicissimo. Per prima cosa si deve accedere alla pagina apposita Frazioni di Nogara – Segnalazioni cliccando l’apposito banner nella barra qui a destra, oppure dal menù in alto alla voce Iniziative > Frazioni di Nogara. Una volta entrati nella pagina compilate in ogni sua parte il modulo apposito, selezionando dal menù a tendina la frazione interessata. L’attuale servizio non si intende in sostituzione di Decoro Urbano, il quale è specificatamente studiato per le segnalazioni riguardanti il decoro del paese.

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Baita, Mantovani e l’autostrada Nogara-Mare

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Domenica scorsa il blog di Beppe Grillo ha pubblicato un post del MoVimento 5 stelle Verona, riguardante il Traforo delle Torricelle che la giunta leghista, guidata dal sindaco Tosi, vuole assolutamente portare a compimento. Un progetto faraonico ideato con la solita formula del project financing, formula usata anche per il progetto della Nogara-Mare, altra opera di dubbia utilità ma di sicuro scempio ambientale.
E’ nella cronaca di molti giornali locali e nazionali, ormai da parecchio tempo, il caso di Piergiorgio Baita presidente, ora dimessosi, del gruppo Mantovani S.p.A., società Veneta di costruzioni. Piergiorgio Baita è stato arrestato con l’accusa di frode fiscale (10.000.000,00 di €uro) per fatturazione falsa volta, secondo la Guardia di Finanza di Venezia e Padova, al pagamento di tangenti. La Mantovani S.p.A. è una delle società che dovrebbe dare vita alla Nogara-Mare, l’autostrada Medio Padana Veneta lunga 107 chilometri che costerà 1960 milioni di euro. Un’autostrada che il MoVimento 5 stelle ha sempre ritenuto inutile e devastante per il nostro territorio che di fatto verrà sventrato da un’opera che sarà pronta, forse, fra vent’anni considerati i tempi italiani di realizzazione delle opere.
Visti i continui risvolti della vicenda dell’ex presidente di Mantovani S.p.A., abbiamo deciso di porre un’interrogazione al Sindaco e al Vicesindaco, convinti sostenitori del progetto dell’autostrada come opportunità per Nogara e tutto il territorio del Basso Veronese. Nell’interrogazione, questo il link al testo, chiediamo quali siano le azioni che l’amministrazione Comunale intende intraprendere e come intende tutelarsi in conformità dell’articolo 5 del Decreto Legislativo 231/2011 il quale recita: “L’ente e’ responsabile per i reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio: a) da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell’ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale nonché da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dello stesso; b) da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti di cui alla lettera a)“. Aspettiamo fiduciosi la risposta. Stay Tuned!

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Un Fiorino

un-fiorino

Qualche tempo fa, esattamente il 2 ottobre 2011, abbiamo scritto un post dal titolo il dazio. Nel post scrivevamo che l’amministrazione comunale, con la delibera di consiglio n° 36 del 26/09/2011, ha deciso alcuni punti riguardanti gli impianti per la produzione di energia rinnovabile, nello specifico per le Centrali a Biogas.

Nel caso di realizzazione sul territorio comunale di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili a livello produttivo, in particolare impianti a biomassa, a biogas e fotovoltaici, le Ditte proprietarie verranno invitate a corrispondere, a titolo di contributo finalizzato allo svolgimento delle attività funzionali alla sistemazione ed alla manutenzione del territorio atte alla salvaguardia del paesaggio ed alla cura ed al mantenimento della rete stradale o alla promozione di iniziative volte al miglioramento della qualità dell’ambiente, una somma annuale per tutta la durata di vita dell’impianto.

Il presente provvedimento costituisce atto di indirizzo, mentre la quantificazione del contributo sarà definita di volta in volta in relazione all’effettivo impatto che verrà a determinarsi sul territorio comunale.

Questi punti parlano chiaro se non chiarissimo. Nel primo punto si legge “Nel caso di realizzazione sul territorio comunale di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili a livello produttivo […] le Ditte proprietarie verranno invitate a corrispondere una somma annuale per tutta la durata di vita dell’impianto.In queste righe infatti l’amministrazione dice che ogni ditta verrà invitata a corrispondere una cifra annuale per tutta la vita dell’impianto.
A tal proposito abbiamo preparato un’interrogazione (questo il link) per avere delucidazioni sull’ammontare della somma annuale che ogni Ditta è stata invitata a versare nelle casse del Comune di Nogara. Questo perché, ad oggi, esistono disagi oggettivi per le famiglie che abitano nei pressi delle Centrali a Biogas presenti nel nostro territorio e le somme versate al Comune devono essere adoperate per risolvere i problemi citati in delibera. Si legge infatti che tali contributi sono finalizzati “allo svolgimento delle attività funzionali alla sistemazione ed alla manutenzione del territorio atte alla salvaguardia del paesaggio ed alla cura ed al mantenimento della rete stradale o alla promozione di iniziative volte al miglioramento della qualità dell’ambiente“.
Attendiamo fiduciosi la risposta alla nostra interrogazione. Stay tuned!

Aggiornamento: questa la risposta all’interrogazione.

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