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Marco Travaglio e il #Boom5Stelle

“L’astensionismo e il BOOM di Grillo sono due facce della stessa medaglia. Pensiamo a quanta gente non sarebbe andata a votare in più se non ci fosse stata l’offerta del MoVimento 5 Stelle, visto che ha votato meno della metà degli aventi diritto e visto che il MoVimento 5 Stelle con il suo candidato è vicino al 20% vuol dire che l’astensionismo sarebbe aumentato di un ulteriore 10%, ossia quasi due siciliani su 3 sarebbero rimasti a casa. Primo dato quindi: il M5S non fomenta l’antipolitica, ma anzi salva la politica dall’antipolitica, offrendo una proposta alternativa. Avvicina la gente alla politica anzichè allontanarla. La seconda questione, oltre al fatto che il M5S è il primo partito, riguarda i numeri dei partiti che hanno comandato in Sicilia in questi ultimi anni. Sono in via di estinzione. Vedo un pdl al 12% quando soltanto 11 anni fa maramaldeggiava in Sicilia alle politiche nazionali con il famoso 61 – 0. Vedo chi avrebbe dovuto aproffittare di questo malgoverno, cioè il pd, poco sopra il 12% del pdl. Vedo l’udc, che ha espresso gli ultimi due governatori entrambi forzatamente dimissionari per questioni giudiziarie, languire intorno al 10%. La Sicilia è particolarmente significativa è uno dei due grandi serbatoi di voti, assieme alla Lombardia, con i quali poi si vincono le elezioni politiche nazionali. E’ una regione molto particolare, una delle meno favorevoli al M5S. Il fatto che il M5S sia il primo partito in una regione così poco abituata all’uso di internet è ovviamente ancora più significativo. Mi pare di poter dire che se il M5S prende il 18% con il suo candidato e il 15% con la sua lista in una regione come la Sicilia, allora è abbondantemente sopra il 20% nelle regioni del Centro Nord. Su questo non avrei dubbi.” Marco Travaglio

P.S. Il video della serata Biogas o Biofregatura con Gianni Tamino è disponibile sul nostro canale youtube a questo link

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28 Ott, 2012

AAA cercasi trasparenza

La trasparenza per il MoVimento 5 stelle è una cosa seria. Si potrebbe dire che è la nostra sesta stella in quanto la trasparenza è una componente indispensabile per avere la fiducia dei cittadini. Di questo ne siamo estremamente convinti. Ahimè però la trasparenza non è prerogativa dell’amministrazione Mirandola e lo si è visto soprattutto per quanto concerne l’organizzazione dell’ultima edizione della Festa del riso co’ le nose.
Mirandola e soci non si sono preoccupati minimamente di informare i cittadini del perché alla festa non erano presenti gruppi tradizionalmente coinvolti nell’evento. Infatti non erano presenti gruppi storici, non li citiamo nel dettaglio in quanto i cittadini li conoscono meglio di noi, però girano parecchie voci sul perché non fossero presenti alla festa. I cittadini dovrebbero avere un informazione puntuale su quanto accaduto ed invece si devono accontentare solo di voci di corridoio. Questa non è trasparenza e non alimenta di certo la fiducia in chi amministra il paese.
Altra cosa importante è il fatto che dei conti della Festa del riso co’ le nose non se ne sa mai nulla. Nello specifico un cittadino nogarese non riesce mai a capire con chiarezza e trasparenza com’è andata l’edizione dell’anno in corso e si deve accontentare, come sempre, delle voci di paese. L’anno scorso noi del MoVimento 5 stelle, durante un consiglio comunale, abbiamo chiesto che venisse creata una pagina sul sito del Comune di Nogara dove fossero presenti tutti i rendiconti delle feste passate, presenti e future. Quest’anno come non mai, è il caso di sapere com’è andata la festa, visto e considerato che i cittadini nogaresi dovranno fare la propria parte tramite il Comitato Manifestazioni Nogaresi.
Non serve un ingegnere informatico ne tanto meno un “Steve Jobs della Bassa” per creare una pagina web ed inserire tutti i dati inerenti alle Feste del Riso co’ le nose. Non solo i dati della suddetta festa ma anche quelli delle feste che il Comune contribuisce ad organizzare con denaro pubblico. Il Comune adopera danari di tutta la comunità e la trasparenza deve essere d’obbligo.
La trasparenza è una componente essenziale che non deve mancare assolutamente in chi si propone per amministrare la cosa pubblica. Ad oggi a Nogara così non sembra essere.

P.S. Il blog nogaraonline.net non è chiuso per effetto della denuncia (ad oggi non esiste nessuna ingiunzione di chiusura) tant’è che molti post, fra cui quello “incriminato”, sono ancora on-line e visibili a tutti. Il MoVimento 5 stelle Nogara è vivo e gode di ottima salute e ha voluto dotarsi di un blog ufficiale in preparazione delle prossime elezioni, sia politiche che amministrative. Ci vediamo in Parlamento, sarà un vero piacere.

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23 Ott, 2012

La mappa delle centrali a biogas

A Nogara le centrali a biogas stanno passando da tre a quattro. Spuntano come funghi e nessuno ne dà notizia. Nessun cittadino di Nogara è informato su nulla. Non solo Nogara ma tutta la Bassa Veronese sta diventando territorio fertile per la costruzione di questi impianti, colpa dell’iter per le concessioni relativamente facile e degli incentivi che garantiscono il finanziamento erogato dagli istituti di credito.
Non abbiamo l’esatto numero di impianti che esistono nell’intera Bassa Veronese ma abbiano creato una mappa per cominciare a mettere dei punti di riferimento. Attualmente gli impianti a biogas inseriti nella mappa sono sedici, alcuni in fase di realizzazione (segnalibro di colore giallo) e alcuni già in realizzati (segnalibro di colore rosa). Serve l’aiuto di tutti per completare la mappa e per avere un quadro più completo possibile dell’ubicazione di tali impianti. A questo proposito abbiamo realizzato una pagina apposita dove poter segnalare, tramite apposito form, la presenza di impianti nel proprio territorio. L’informazione rende l’uomo libero.

P.S. Domani sera, presso la sala consiliare del Comune di Nogara, alle ore 21:00 si terrà l’incontro pubblico Biogas o Biofregatura? Cosa significa convivere con centrali a biogas, relatore il professor Gianni Tamino. Ingresso libero.

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Le case dell’acqua degli altri

Le case dell’acqua funzionano dappertutto eccetto che a Nogara. E’ notizia di ieri che anche a Garda e a Sant’Ambrogio di Valpolicella sono in funzione due case dell’acqua. Questo l’articolo apparso su quotidiano L’Arena.

Sono oltre 160.000 i litri di acqua erogati in meno di due mesi dalle due «casette dell’acqua» installate dal 28 luglio scorso dall’Azienda gardesana servivi (l’Ags) a Garda e a Sant’Ambrogio di Valpolicella, in collaborazione con le rispettive amministrazioni comunali. […]
Dal 28 luglio al 2 ottobre i numeri rilevati dai distributori di acqua, sia naturale (gratuita), che gassata (a 5 centesimi a litro), sono significativi: a Garda sono stati erogati 53.800 litri di naturale e 30.200 litri di gassata; a Sant’Ambrogio i litri sono 44.358 per l’acqua naturale e 35.049 per quella gassata.

Questi sono numeri che confermano quanto andiamo dicendo da tempo e che l’attuale maggioranza si rifiuta di prendere in considerazione. I numeri parlano chiaro per chi li sa leggere, ma soprattutto per chi li vuole leggere. La casa dell’acqua conviene e conviene comprarla e gestirla in totale autonomia. Comprata e gestita dal pubblico in quanto il pubblico ne trae vantaggi reali, oltre che utili da reinvestire sul territorio.
A Nogara non esiste l’acquedotto e l’allacciamento delle famiglie Nogaresi è ormai diventata una leggenda. Le case dell’acqua, soprattutto nel nostro contesto, sono un valida soluzione. Acqua potabile, sicura, pulita e al prezzo del solo costo di depurazione. Il pubblico non deve lucrare ma fornire un servizio senza perderci. Un servizio che è doveroso fornire ai cittadini Nogaresi ormai vessati da anni di promesse.
Il Comune di Garda ha poco meno della metà degli abitanti di Nogara e la casa dell’acqua in poco più di due mesi ha erogato 84.000 litri di acqua. Prendiamo questo dato e assieme alla convenzione stipulata dall’amministrazione Mirandola con il Consorzio per lo Sviluppo del Basso Veronese, proviamo a fare due conti.
84.000 litri di acqua venduti ad un prezzo massimo, secondo convenzione, di 10 centesimi al litro danno un incasso, in soli due mesi di attività dell’impianto, di 8.400 €uro. Nel contempo, sempre secondo la convenzione, il Consorzio per lo Sviluppo del Basso Veronese dalla vendita di 84.000 litri di acqua ha un incasso 840 €uro. Perché questi soldi non restano ai cittadini Nogaresi invece di finire nelle casse del concessionario? Perché dare un centesimo al Consorzio per lo Sviluppo del Basso Veronese per ogni litro di acqua venduto?
Non ci stancheremo mai di dirlo: il Comune deve comprare la casa dell’acqua e gestirla autonomamente senza l’ausilio di  privati o consorzi.

P.S. Mercoledì 24 ottobre ore 21:00 si terrà l’incontro pubblico Biogas o Biofregatura? Cosa significa convivere con centrali a biogas, relatore il professor Gianni Tamino. Sala consiliare del Comune di Nogara. Ingresso libero.

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18 Ott, 2012

Lettera al Presidente Luca Zaia

Il MoVimento 5 stelle di Nogara ha deciso di scrivere una mail al Presidente della Regione Veneto Luca Zaia. La lettera è nata dopo aver letto l’articolo Veneto: Zaia, verso moratoria su consumo territorio dove il Presidente dichiara: ”Abbiamo dato un incarico affinché si possa pensare di arrivare ad una moratoria delle costruzioni nella nostra Regione. Riteniamo che, prima di fare nuove costruzioni, si debba convertire quello che abbiamo, e ne abbiamo molto. E’ un modello nuovo, è un sasso nello stagno che tiriamo, ma anche un’opportunità per parlare di rispetto del territorio e per valorizzare il patrimonio che i nostri cittadini possiedono”.

Presidente Luca Zaia,
il Motorcity di Vigasio-Trevenzuolo, l’interporto di Isola della Scala, il traforo delle Torricelle a Verona, la strada mediana e l’autostrada Nogara-mare. Il Progetto Chievo al posto del Parco del Tione a Villafranca di Verona e, fuori dalla provincia di Verona, aggiungiamo Veneto City e Pedemontana Veneta, sono tutte opere già approvate o in corso di approvazione proprio dalla Regione Veneto.

Presidente, restiamo in attesa di sapere se la Sua “moratoria”, includerà queste profonde ferite in terra Veneta prima che sia troppo tardi, o si rivelerà un ulteriore grande bluff (4,3 miliardi di euro di nuovo cemento non è male come preludio alla moratoria) per prendere tempo e cercare di limitare i “danni” delle prossime elezioni in arrivo.

Ovviamente la nostra fiducia in questa Sua “conversione” a difesa del territorio dopo vent’anni di devastazione è pari a zero. Di una cosa siamo certi: noi non molleremo mai.

MoVimento 5 stelle Nogara

La lettera è stata inviata via mail all’indirizzo presidenza@regione.veneto.it, questa la schermata. Per chi volesse fare altrettanto non deve fare altro che copiarla e firmarla.
E’ sacrosanto e doveroso dissentire verso la politica che non ci piace e soprattutto verso la politica che non rappresenta gli interessi dei cittadini. Mandate la mail, fate sentire la vostra voce.

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Casa dell’Acqua: idee chiare prima di tutto

Sabato scorso sul quotidiano L’Arena esce un articolo dal titolo Casa dell’acqua, avanti piano: «Servono prima le analisi».

Resta congelato l’iter per la costruzione della casa dell’acqua, la struttura che dovrebbe fornire acqua naturale, gassata e refrigerata tramite un gestore individuato dal Consorzio per lo Sviluppo del Basso Veronese. In consiglio comunale, infatti, si è discussa una mozione presentata dal consigliere di minoranza Mirco Moreschi che chiedeva il ritiro della delibera consiliare del maggio scorso, nella quale l’assemblea civica aveva dato il via libera per la costruzione della struttura che avrebbe erogato acqua potabile ad un prezzo massimo di 5 centesimi al litro e che sarebbe stata data in gestione dal Consorzio ad una ditta privata.

Nella sua mozione Moreschi ha contestato il fatto che «l’acqua deve restare un bene pubblico e nessuno ci deve lucrare», chiedendo quindi al sindaco Luciano Mirandola di revocare la delibera precedente e di impegnare il Comune a realizzare e gestire a proprie spese la «casa dell’acqua», come ha fatto il Comune di Zevio, ritenendo economicamente molto vantaggiosa l’operazione. Moreschi ha fatto distribuire a tutti i consiglieri comunali uno studio economico fatto da una ditta privata secondo la quale il Comune, così facendo, avrebbe un rientro delle spese sostenute nell’arco di 3 anni.

Il sindaco Mirandola ha bocciato la proposta di revoca della delibera, annunciando comunque che «l’iter per la concessione dello spazio per la costruzione della casa dell’acqua è per ora sospeso perché sono insorti dei problemi su questioni legate alla potabilità dell’acqua e il Comune sta facendo tutti gli accertamenti necessari per capire se l’operazione è fattibile». (questo l’articolo completo)

L’acqua, secondo quanto recita la convenzione con il Consorzio dello Sviluppo del Basso Veronese, sarà venduta ad un massimo di 10 centesimi al litro e non, come scritto erroneamente nell’articolo, a 5 centesimi. A questo link si può leggere la convenzione. Si noti come l’attuale maggioranza Mirandoliana prima approvi una delibera per dare il via alla Casa dell’Acqua e poi faccia le analisi sull’acqua stessa. Praticamente per costruire un edificio prima fanno il tetto e poi le fondamenta.
Va ricordato che le Case dell’Acqua professionali e di seria concezione hanno un sistema filtrante apposito per ogni tipo di inquinante presente in falda. Nel caso specifico di Nogara dovremmo acquistare una Casa dell’Acqua che depuri acqua inquinata da arsenico, cosa possibile e fattibile e già in funzione in altre parte d’Italia.
La Casa dell’Acqua va fatta e va gestita dal pubblico per rispettare il volere dei cittadini italiani espresso nel referendum del 2011. A riprova di questo il 20 luglio scorso la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile l’articolo 4 del decreto legge 138 del 2011 con il quale il governo Berlusconi aveva aggirato il risultato referendario. Questo rafforza ancora di più l’esito del referendum e pertanto ci si deve mettere in testa che l’acqua è un bene pubblico, che pubblico deve restare.

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Le municipalizzate che funzionano

«Le municipalizzate devono riciclare i rifiuti e non i politici trombati». Con queste parole ha esordito Ezio Orzes, assessore all’ambiente di Ponte nelle Alpi, all’incontro organizzato dal MoVimento 5 stelle di Bovolone per “salvare” Bovolone Attiva, municipalizzata che si occupa della raccolta e gestione dei rifiuti. Municipalizzata che funziona bene con una percentuale di raccolta differenziata che si attesta intorno all’80% con costi in linea con il mercato e che crea lavoro. Una società pubblica che dovrebbe essere il fiore all’occhiello dell’amministrazione di Bovolone, ma che invece, proprio l’amministrazione, vuole vendere ad ESA-com. Si vende ciò che funziona e che produce reddito e benessere.
Orzes ha illustrato molto bene come funzionano le municipalizzate e nello specifico quella di Ponte nelle Alpi, la Ponte Servizi. Società a totale controllo pubblico che lui stesso ha contribuito a fondare facendo scelte coraggiose per il bene della comunità, scelte che, spesso e volentieri, i nostri amministratori non prendono per mero opportunismo. A molti Sindaci ed amministrazioni interessa poco o nulla la questione dei rifiuti, che invece dovrebbe essere al centro dell’agenda di un amministrazione in quanto crea lavoro vero, oltre che preservare la salute e l’ambiente. A questi amministratori interessa che la spazzatura venga raccolta e non venga lasciata davanti a casa dei cittadini, il resto poi è relativo e interessa poco se non nulla. L’importante è che non si crei una situazione “Campania”.
Ieri sera Ezio Orzes ha illustrato come si può creare lavoro con i rifiuti, oltre che rispettare l’ambiente e la salute nostra e dei nostri figli. Le municipalizzate che funzionane esistono, a patto che vengano gestite in maniera trasparente, pulita e alla luce del sole e non vengano create per essere solo ed esclusivamente bacino di voti o parcheggio per politici trombati. Le municipalizzate virtuose esistono e sono una realtà in molti Comuni d’Italia. Ponte nelle Alpi è l’esempio da seguire e replicare.

P.S. Riciclare i pannolini ora e possibile. Questo il video del progetto messo a punto dal Comune di Ponte nelle Alpi in collaborazione con il Centro Riciclo di Vedelago e la Fater

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Zero Privilegi Veneto: le firme sbarcano a Venezia

Ieri, 10 ottobre 2012, siamo “sbarcati” a Venezia con una telecamera, due trolley e 5800 firme di cittadini veneti che vogliono dare un taglio vero ai privilegi della casta. Una casta che non rappresenta più nessuno, se non se stessa. Una casta che si arrocca nel palazzo e cerca di difendere privilegi indifendibili ed intollerabili, mentre i cittadini lottano tutti i giorni con continui tagli alla sanità, alla scuola, ai servizi essenziali. Cittadini che non mollano difronte ad un sistema economico che non funziona più, non mollano davanti alla perdita del posto di lavoro e alla perdita del potere d’acquisto. I tagli previsti dai nostri politici vanno sempre e solo in un’unica direzione: la nostra.
Ieri a Venezia pioveva, ma questo non ci ha fermato e abbiamo portato a termine la nostra missione. Abbiamo consegnato in Regione le firme dei cittadini veneti che vogliono una politica sobria, senza privilegi e al servizio del cittadino.
La proposta di legge popolare Zero Privilegi Veneto si divide in due parti. La prima parte prevede la riduzione dell’indennità lorda di funzione, l’abrogazione dell’indennità lorda aggiuntiva e l’abrogazione della diaria. Il progetto, inoltre, prevede la revisione totale dei rimborsi di cui beneficiano i Consiglieri, sostituendoli con rimborsi che coprano le spese effettivamente e realmente sostenute nell’esercizio delle funzioni. La seconda parte è volta all’abolizione dell’assegno vitalizio fin dalla presente legislatura, dell’assegno di reversibilità e dell’assegno di fine mandato. (qui il testo integrale).
A questa fantastica avventura hanno partecipato i gruppi di Belluno, Bovolone, Cerea, Chioggia, Gazzo Veronese, Isola della Scala, Legnago, Nogara, Pescantina, Rovigo, San Giovanni Lupatoto, Sarego, Schio, Sommacampagna, Venezia, Verona, Vicenza, Vigasio, Vigodarzere, Vigonza, Villafranca di Verona e Zevio, i quali in sei mesi hanno raccolto le firme. Dopo un anno di lavoro non ci resta che attendere. Ci vorranno circa due mesi per avere risposta sull’esito del controllo delle firme da parte degli uffici della Regione Veneto. Le firme necessarie erano 5.000, noi per non sbagliare ne abbiamo raccolte, certificate e consegnate 5.800.
Un grazie particolare ai ragazzi di Villafranca di Verona in quanto si sono dati molto da fare per l’elaborazione e la stesura del testo della legge. Grazie a tutti i gruppi sparsi per il Veneto che hanno deciso di partecipare e collaborare a questa avventura. Stay tuned!


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