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31 Ago, 2012

Le nostre proposte di contributo

La delibera di consiglio n° 34 del 29/09/2011 avente ad oggetto: impianti di produzione energia da fonti rinnovabili – atto di indirizzo al punto due recita:

Nel caso di realizzazione sul territorio comunale di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili a livello produttivo, in particolare impianti a biogas e fotovoltaici, le Ditte proprietarie verranno invitate a corrispondere, a titolo di contributo finalizzato allo svolgimento delle attività funzionali alla sistemazione ed alla manutenzione del territorio atte alla salvaguardia del paesaggio ed alla cura ed al mantenimento della rete stradale o alla promozione di iniziative volte al miglioramento della qualità dell’ambiente, una somma annuale per tutta la durata di vita dell’impianto.

Questo passaggio non vincola nessuna Ditta a corrispondere una somma annuale, in quanto nella delibera si legge chiaramente “le Ditte proprietarie verranno invitate a corrispondere“. Praticamente l’amministrazione comunale invita, ma se la ditta non accetta l’invito che succede? Praticamente nulla! In buona sostanza se la Ditta vuole corrisponde qualcosa, altrimenti no. In fondo non rischia nulla e non è nemmeno obbligata a farlo. Non sappiamo se l’amministrazione abbia concordato il tipo di contributo che intende chiedere alla ditta che sta costruendo la centrale a biogas in via Valdivisi, ovvero la Agricod Power-Energy s.r.l.
Perché non chiedere, per esempio, di eseguire lavori di adeguamento stradale sul tratto dove transiteranno i carichi d’insilato di mais? Ad oggi infatti l’arteria dove si sta costruendo l’impianto appare stretta e in condizioni precarie, difficilmente riuscirà a sostenere il traffico che l’impianto genererà.
Perché non chiedere alla ditta di installare il teleriscaldamento per le abitazioni che abitano nei pressi della centrale? Questo farebbe risparmiare l’installazione di parecchie caldaie che di solito vengono alimentate a combustibili fossili come metano o gasolio.
Perché non prevedere una sorta di indennizzo per le famiglie che, di punto in bianco, si sono viste costruire una centrale a biogas dietro casa?
Alcuni esponenti della maggioranza hanno scritto e detto, più volte e in vari contesti, che il Comune di Nogara non può fare nulla contro l’insediamento di questi impianti. Se così è, e francamente a noi non sembra, perché l’amministrazione non provvede affinché questi impianti possano essere vantaggiosi anche per la collettività? Queste sono le cose di cui dovrebbe parlare l’amministrazione e sopratutto il Sindaco.
Di questo impianto, come degli altri, l’amministrazione non ha dato nessuna comunicazione, nessuna informazione in merito e, come spesso accade, i cittadini ne vengono a conoscenza a cose fatte.

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Biogas: chi autorizza che cosa

Alcuni amici dell’attuale amministrazione, tipiche mosche cocchiere, hanno detto che non conosciamo le leggi che regolano gli impianti a biogas. E’ vero, non conosciamo tutte le leggi che regolano questa complessa materia e per questo abbiamo deciso di farci spiegare queste leggi da chi, senza alcun dubbio, ne sa certamente più di noi. Abbiamo deciso di chiedere un parere al professor Gianni Tamino scrivendogli una mail. Ecco la risposta che il professore ci ha dato.

Gentile Consigliere Moreschi,
va chiarito subito che la potenza degli impianti a biomasse e a biogas possono essere indicate in due modi come KW o MW termici o elettrici: la differenza dipende dal tipo di energia misurata (e prodotta: in genere la potenza termica è circa tre volte quella elettrica).
Lei mi parla di un impianto di 999KW che presumo elettrici. In tal caso l’autorizzazione è quella prevista dalla DGR n. 453 di cui mi ha inviato l’allegato. Per capire quella tabella è bene leggere il testo della DGR 453 relativo al biogas:

“In merito agli impianti alimentati a biomassa e biogas di dimensione al di sotto delle soglie previste dall’art. 269, comma 14, lett. a) ed e) del d.lgs. 152/2006 – rispettivamente di potenza termica nominale pari a 1 MW per gli impianti alimentati a biomassa e 3 MW per quelli alimentati a biogas – si ribadisce la competenza della Direzione Agroambiente e Servizi per l’Agricoltura sulle istanze presentate da imprenditori agricoli che richiedano, in base alla l.r. 11/2001, l’esame del piano aziendale, e la competenza del Comune nel caso in cui non siano necessari altre autorizzazioni oltre quella comunale. Nei casi in cui, invece, per l’autorizzazione dell’impianto siano necessarie altre autorizzazioni oltre quella comunale e l’istanza per l’autorizzazione non provenga da imprenditori agricoli che hanno fatto richiesta dell’esame del piano aziendale, per ragioni di tutela ambientale, di controllo, di monitoraggio e per la necessaria pianificazione energetica a livello regionale, responsabile del procedimento è l’U.C. Tutela Atmosfera la quale provvede alla convocazione della conferenza di servizi cui all’art. 12 del d.lgs. 387/2003 acquisendo i pareri delle strutture regionali competenti per gli aspetti correlati.”

Quindi nel suo caso, essendo l’impianto superiore a 250 KWt la competenza è comunale solo se il progetto è realizzato da imprenditori agricoli e non siano necessarie altre autorizzazioni (comuni confinanti, Sovrintendenza Beni culturali e ambientali, aree particolari, aree vincolate, vincoli di varia natura ecc.), altrimenti la competenza è regionale.

Spero di averle risolto la questione. Cordiali saluti, Gianni Tamino

La spiegazione del professor Tamino riteniamo sia chiara e comprensibile a tutti. Crediamo faccia chiarezza sulla normativa che regolamenta l’autorizzazione alla costruzione delle centrali a biogas su cui spesso molti personaggi giocano per scaricare eventuali “colpe” ad altri attori. Riportiamo anche l’allegato A alla Dgr n. 453 del 02 marzo 2010 che riassume, per tipologia d’impianto, chi autorizza che cosa.
L’informazione e la chiarezza sono prerogative del MoVimento 5 stelle. Non ci fidiamo ciecamente di quello che ci viene propinato ma vogliamo sempre andare in fondo alle questioni.

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Terremoto: come usiamo 100.000 €?

La trasparenza non è una cosa che puoi comprare al supermercato, non la vendono da nessuna parte, o ce l’hai o non ce l’hai. Non esistono mezze misure. Il MoVimento 5 Stelle ha la trasparenza nel proprio DNA. Per noi la trasparenza è una prerogativa fondamentale su cui non si discute. Tutto deve essere rendicontato e messo in rete a disposizione di tutti.
Il MoVimento 5 Stelle Emilia-Romagna ha dato il via ad una raccolta fondi che ha visto raggiunta la ragguardevole cifra di 100.000 €uro. Adesso i ragazzi, come è prassi del MoVimento, chiedono idee e consigli su come usare questa somma.

Quasi 1.700 donazioni e 100.000 € raccolti. Ci manca pochissimo. Il nostro contro corrente solidale ha ottenuto – e sta ottenendo, perché è ancora possibile donare – un risultato straordinario considerando che l’abbiamo diffuso solo attraverso il passaparola della rete. Molti di voi ci stanno chiedendo come useremo quei soldi ma…come promesso, siamo noi che lo chiediamo a voi!

Stiamo raccogliendo le proposte, per inviarcele mandate una mail a urp@emiliaromagna5stelle.it oppure compilate il form qui: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/raccolta-fondi-terremoto.html

Cercate di essere precisi e circostanziati (qualcuno scrive: “dateli alle famiglie colpite”. Una proposta del genere è troppo generica). Ora che abbiamo un’idea del budget a disposizione sappiamo anche che tipo di intervento possiamo realizzare. Indicateci il Comune in cui operare.

Metteremo le proposte più realizzabili al vaglio della rete, e destineremo i fondi!

Vi ricordiamo gli estremi per donare ancora:
IBAN: IT 76 N 02008 02460 000102085251
BIC: UNCRITM1NT6
Beneficiario: Movimento 5 Stelle Beppegrillo.it Emilia-Romagna
Causale: Aiuto alle popolazioni colpite dal sisma in Emilia-Romagna

A presto, stay tuned!

Molti si riempiono la bocca con parole come trasparenza e partecipazione per poi, all’atto pratico, infischiarsene allegramente. Il MoVimento 5 Stelle è un’altra cosa.

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Negli Usa è in atto una guerra civile fra gli agricoltori a causa della siccità

L’eccezionale siccità che ha colpito gli Stati Uniti negli ultimi mesi sta dimostrando la gravità degli squilibri del modello agro-industriale nordamericano.
Infatti le colture maggiormente colpite sono quelle più importanti per il sistema agricolo statunitense, il mais e la soia. Secondo l’ultimo rapporto del Dipartimento dell’Agricoltura statunitense, infatti, la produzione di granturco prevista sarebbe la più bassa degli ultimi 17 anni, con un calo del 15,5% rispetto alla previsione elaborata lo scorso giugno, con una media per acro di 123,4 rispetto ai 146 bushel ipotizzati; prospettive negative simili vengono calcolate anche per la soia, con un calo del 10,7% rispetto alle previsioni di giugno (4,4 bushel/acro rispetto ai previsti 5,4).
La prima conseguenza di questo evento naturale, ovviamente, è quella dell’aumento dei prezzi di questi prodotti che, come si sa, sono anche prodotti di riferimento per i prezzi mondiali di molte altre commodities agricole, i cereali in primo luogo: il prezzo del mais è già passato dai 5,20 dollari/bushel di giugno agli attuali 8,12, un aumento di ben il 64%.
Inserendosi nella filiera di molti altri prodotti alimentari, un simile aumento, sempre secondo l’USDA (il Dipartimento dell’Agricoltura Usa), comporterà un aumento dei prezzi al consumatore valutato in un 4-5%, cosa questa che, anche in un Paese fortemente terziarizzato come gli Stati Uniti nel quale la spesa alimentare incide solo per un sesto nel budget delle famiglie, comporterà un rallentamento di uno 0,1% del tasso di crescita del Paese.
Ovviamente, le ripercussioni potranno essere assai più gravi a livello mondiale, come osserva Eric Munoz, un analista del gruppo Oxfam, specializzato in aiuti alimentari internazionali: “Gli Stati Uniti sono il maggiore esportatore di mais, soia e grano al mondo, e con ogni probabilità questi picchi di prezzo si ripercuoteranno sui mercati a livello globale, con conseguenze devastanti per quanti già stanno combattendo per avere cibo sufficiente per alimentarsi”. Infatti, la FAO, l’organizzazione alimentare delle Nazioni Unite, ha già confermato che i prezzi dei prodotti alimentari sono aumentati del 6% a luglio, con punte del 23% per il mais.
Ma l’aspetto certamente più singolare è rappresentato da quella che gli esperti americani di agricoltura già definiscono una agriculture civil war, una “guerra civile fra agricoltori”. Infatti gli agricoltori sono stati incentivati a produrre mais a fini energetici, per ricavare etanolo, come bio-carburante, mediante un programma di sussidi statali che si chiama Renewable Fuels Standard (RFS), gestito dall’EPA, l’agenzia statunitense per l’ambiente. Questo programma, divenuto legge nel 2005, prevede per il 2012 che siano prodotti e incentivati ben 13,2 miliardi di galloni di bio-carburante, corrispondenti a 4,7 miliardi di bushel di mais. Ne consegue che ormai quasi il 40% del mais Usa viene prodotto per ricavare etanolo, a causa di una maggiore convenienza.
In questo modo, però, a causa della riduzione della produzione e dell’aumento dei costi causato dalla straordinaria siccità di questa estate, gli allevatori nordamericani si trovano in una situazione disperata, che dipende da un sistema industriale di produzione animale nella quale i cereali sono fondamentali per l’ingrasso degli animali, nonostante l’assurdo bilancio energetico nel rapporto fra chilocalorie utilizzate e chilocalorie prodotte che ne deriva. continua a leggere

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Biogas: la posizione del professor Tamino

Il professor Gianni Tamino è sicuramente un luminare per quanto riguarda impianti a biomassa e biogas. Laureato nel 1970 in Scienze Naturali, dal 1974 è docente di Biologia generale e dal 2001 di Fondamenti di Diritto ambientale al Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova (fonte Wikipedia).
Il professore è “pratico della Bassa Veronese” in quanto è stato ospite degli amici del MoVimento 5 stelle di Bovolone e a Sanguinetto, ospite del Comitato, per la questione Centrale a Biomasse. Alla serata di Sanguinetto partecipò anche l’attuale assessore Poltronieri il quale fece un intervento che venne filmato, questo il link del video. In un articolo del professor Tamino, datato 2010 ma sempre attuale, a proposito del biogas si legge:

Oltre alla combustione possiamo avere altri usi energetici delle biomasse: ad esempio la trasformazione chimica, in appositi digestori anaerobici, del materiale organico in biogas, cioè metano da utilizzare per qualunque uso (produzione di calore ed elettricità o come carburante da trazione). Questa trasformazione è particolarmente efficace per tutti gli scarti e reflui di origine zootecnica, agricola ed alimentare. C’è poi un’altra utilizzazione delle biomasse: la produzione di compost per l’agricoltura, cioè materiale organico opportunamente fatto maturare e mescolato alla terra per garantire il ripristino degli elementi nutritivi nei campi agricoli. Il recupero della frazione organica degli scarti delle industrie alimentari, dei mercati ortofrutticoli, delle mense ecc. per produrre compost da impiegare in agricoltura può, comunque, essere ottenuto dai fanghi digestati degli impianti a biogas, che sono analoghi al compost. Ma il biogas prodotto da un biodigestore va poi bruciato in un cogeneratore per produrre energia elettrica, con conseguente inquinamento atmosferico.

Comunque un impianto a biogas alimentato per il 90% da insilati, cioè coltivazioni dedicate (sottraendo terreni agricoli alla produzione di cibo), ha un bilancio energetico molto basso, perché, come abbiamo già spiegato, occorre calcolare tutta l’energia necessaria per la produzione agricola (fertilizzanti, fitofarmaci, irrigazione, trasformazione, trasporti, ecc) e quella necessaria per far funzionare l’impianto di biogas. Il fatto che di solito il cogeneratore sia sotto 1 MW elettrico, non significa di taglia piccola, perché comunque servono oltre 20.000 tonnellate di materiale ogni anno. I problemi che si pongono sono: odori, mezzi di trasporto (traffico e inquinamento), rumori, emissioni in atmosfera, scarti e rifiuti (del biodigestore e dell’impianto di combustione del biogas), collegamento alla rete e campi elettromagnetici.

Il professore si sofferma poi sugli impianti sotto il Megawatt, praticamente la stragrande maggioranza degli impianti che sono presenti nella nostra zona. A questo proposito nell’articolo scrive:

Le emissioni in atmosfera deducibili dai dati forniti da chi propone impianti di taglia sotto 1 MW, sono: COT (composti organici totali, compresi composti cancerogeni) 1,2 ton/anno, CO 6 ton/anno, NO 2 3 ton/anno, SO 2 6,7 ton/anno, HCl 1,2 quintali/anno. Mancano, in questo elenco, altri inquinanti, come, in particolare, le polveri, ma anche ozono (in estate, come inquinante secondario derivato da emissione di ossidi d’azoto) e diossine. Per le polveri si può calcolare 0,6 ton/anno di polveri molto fini, alle quali vanno aggiunte le polveri secondarie (fino a 5 volte quelle emesse dal camino, molto fini). Le diossine che si formano sono poche, ma non nulle, e ne bastano poche per avere un impatto sanitario significativo.

Infine scarti e rifiuti sono prodotti dal biodigestore e da varie parti della centrale energetica. Sulla base del biogas bruciato (circa 8,5 milioni di metri cubi) e del contenuto medio in metano (circa 65%), si può affermare con una certa approssimazione che un cogeneratore di meno di 1MW, collegato al biodigestore, brucerà un quantitativo di metano equivalente a quello di circa 3.500 case di oltre 100 metri quadrati di superficie (consumo annuo di circa 1.600 metri cubi).

Alcuni “amici” dell’attuale maggioranza, conosciuti anche come sapientoni, dicono che noi non capiamo nulla di queste cose e in sostanza siamo degli ignoranti in materia. Forse è vero ed è per questo che facciamo riferimento ad esperti stimati come il professor Tamino. Noi abbiamo l’umiltà di informarci, leggere e parlare direttamente con chi ne sa più di noi. Chi crede di sapere tutto in realtà non sa praticamente nulla.

Grafico impianto a biogas nella regione Veneto dal 1999 al 2010
Articolo del professor Gianni Tamino – Biogas e Biomasse
Presentazione del Prof. Marino Ruzzenenti – Centrali a Biomasse

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Nuovo blog a 5 stelle

Questo è il nuovo blog del MoVimento 5 stelle Nogara. Abbiamo deciso di rinnovare la piattaforma con cui dialoghiamo con i nostri lettori e sostenitori. Abbiamo deciso di rinnovare il dominio in quanto sono stato più volte accusato di essermi appropriato di un nome dominio che non doveva essere di parte. Molti mi accusavano che NogaraOnLine.net doveva essere un dominio di “paese” e non del MoVimento 5 stelle.
Ho eliminato anche il gruppo presente su Facebook, chi vorrà iscriversi ancora lo potrà fare al gruppo del MoVimento 5 stelle Nogara con le stesse modalità, non cambia sostanzialmente nulla. Per l’iscrizione potete usare il pulsante apposito in altro a destra oppure il box in fondo alla pagina, cliccando sul tasto “Mi piace”. Siamo sempre gli stessi. Sempre in alto a destra trovate tutti i pulsanti per accedere alle nostre pagine sui relativi social network.
Per quanto riguarda l’operazione “Fiato sul Collo” ho creato un’apposita playlist sul canale YouTube, per accedere cliccare sulla voce “iniziative” del menù in alto.
I post scritti finora sul blog NogaraOnLine.net rimarranno on-line e saranno accessibili solo tramite link diretto. Digitando il dominio www.nogaraonline.net verrete reindirizzati automaticamente a questo blog.
Altre novità sono presenti in questo blog. Scopritele e speriamo vivamente che il nuovo blog sia di vostro gradimento.

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Vogliono chiuderci la bocca

Prima o poi c’era d’aspettarselo. Qualche giorno fa è arrivata una denuncia al blog Nogaraonline.net e ad alcuni componenti del MoVimento 5 Stelle di Nogara. C’era d’aspettarselo in quanto diamo veramente fastidio a molte persone, soprattutto a quelle persone che sanno di non essere nel giusto.
E’ facile attaccare chi, come noi, ci mette sempre la faccia. E’ facile attaccare chi, come noi, dice sempre la verità. E’ facile attaccare chi, come noi, fa le cose per passione e non per mero interesse né personale né tanto meno economico. Diamo molto fastidio e questo è un dato di fatto, sia in consiglio comunale sia sulla rete tramite i blog e i social network. Siamo scomodi c’è poco da fare e a qualcuno non andiamo affatto giù.
Secondo le notizie in nostro possesso sarebbero incriminati alcuni commenti apparsi sul blog in risposta ad un preciso post e che, per questi, si è deciso di denunciare l’amministratore e i commentatori stessi. Adesso non ci resta che affidarci ad un buon legale che ci difenda da queste accuse. Cosa lunga e non semplice che implica spese economiche non indifferenti.
Scriviamo questo post per chiedere un aiuto economico per affrontare questa battaglia. Chiediamo un aiuto economico a tutte quelle persone che credono nell’informazione libera da padrini o padroni.
Chi volesse partecipare con un’offerta lo può fare attraverso una donazione Posta Pay al numero carta:  4023 6004 6177 5563 (intestata a Mirco Moreschi) oppure attraverso Pay Pal (barra a fianco Sostieni)
Al momento il blog è ancora aperto e non sappiamo se verrà colpito da un provvedimento di chiusura. Come è nel nostro modo di agire, trasparente e coerente, vi terremo informati sull’ammontare delle donazioni (le quali rimarranno naturalmente anonime) e sull’iter del procedimento.
Grazie a tutti quelli che vorranno darci un sostegno per combattere questa battaglia.

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La coerenza di essere incoerente

Il 7 dicembre 2009 l’attuale assessore Poltronieri scriveva un post dal titolo «L’importanza di condividere le scelte». Nel post si leggono tante buone intenzioni ma che attualmente vengono smentite nei fatti. Analizziamole insieme, tanto per capire come spesso si predica bene ma si razzola male.
L’assessore nel post comincia con una sorta di prefazione scrivendo «In una democrazia moderna è di fondamentale importanza la condivisione con i cittadini delle scelte strategiche del paese, le quali, interessandoli direttamente per un lungo periodo di tempo, devono essere preventivamente concertate.» Parole sacrosante e del tutto condivisibili che nel caso specifico erano rivolte all’allora amministrazione Olivieri-Ceolini per le scelte riguardanti la proposta di una centrale a biomasse e il rifacimento della piazza. Sulla questione centrale a biomasse l’assessore scrive:

L’amministrazione di Nogara, dopo aver avuto contatti nel luglio del 2008, con le ditte proponenti la centrale a Biomasse, convoca il consiglio comunale in data 11 Settembre 2008 senza neanche appendere i manifestini per il paese e senza dare comunicazione sul sito internet del comune (tenendo, perciò, i cittadini all’oscuro della questione…). Durante questo contestatissimo consiglio comunale viene approvato, con il solo voto della maggioranza, un parere positivo all’installazione di una Centrale a Biomasse nel nostro paese […]
[…] L’amministrazione comunale, messa all’angolo, per cercare di salvare la faccia organizza tra il dicembre 2008 e il gennaio 2009 due incontri pubblici nei quali cerca di fare “opera di convincimento” nei confronti della popolazione… tuttavia questi incontri non fanno altro che mettere in risalto tutti i limiti di questa scellerata proposta (peraltro, essendo proposta da privati, non inserita nel programma elettorale!!)

L’assessore ha fatto esattamente quanto descrive nel suo post. Nessun cittadino Nogarese è stato informato delle centrali a biogas che verranno costruite sul territorio Nogarese. La Società Agricola Valbissara S.r.l. costruirà, in via Valbissara, una centrale a biogas di 999 kw di potenza la quale sarà alimentata a liquame bovino, liquame suino, pollina e insilato di mais. La Società Agricola Agricod Power Energy S.r.l. sta costruendo, in via Valdivisi, una centrale a biogas di 999 kw di potenza la quale sarà alimentata a insilato di mais. La Società Agricola Masini S.r.l. costruirà, in via Barabò, una centrale a biogas di 703 kw di potenza la quale sarà alimentata a liquame bovino, insilato di mais, insilato di loietto.
L’assessore Poltronieri ha informato la cittadinanza di queste scelte? Perché l’assessore Poltronieri non ha inserito nel suo programma elettorale la realizzazione delle centrali a biogas? Queste sono le critiche che lui, nel suo post, rivolgeva all’amministrazione Olivieri-Ceolini e che oggi il MoVimento 5 stelle rivolge a lui e a tutta la maggioranza.
Di questi impianti nessuno è stato informato, nessun «manifestino» è stato appeso in paese, nessuna informazione, solo un consiglio comunale vergognoso.

P.S. Tutte le informazioni riportate nel post, riguardanti gli impianti a biogas, sono pubbliche e reperibili in rete. Questo è il link al sito internet della società che costruirà tutti e tre gli impianti.

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