Proiezione di rifiuti

22 luglio 2010

L’associazione culturale Nogara 5 Stelle ha deciso di dare vita a due incontri per quanto riguarda il tema dei rifiuti. Il primo si terrà martedì 27 luglio 2010 con la proiezione di Una Montagna di Balle documentario realizzato da un gruppo videomakers che racconta l’emergenza rifiuti campana per svelarne gli ingranaggi, individuarne responsabilità e attori di quindici anni di “gestione straordinaria”. Il secondo incontro si terrà il 4 agosto 2010 con la proiezione del documentario Civiltà Bruciata, la terra degli inceneritori che presenta le voci di numerosi esperti che affrontano vari aspetti della materia: la produzione esagerata di rifiuti nelle nostre società; i rischi anche sanitari dell’incenerimento e il business di questa attività; le menzogne continue sulla sostenibilità (anche economica) della cosiddetta energia da rifiuti”; le potenzialità dimostrate da una seria raccolta differenziata e da politiche miranti al contenimento della quantità di materiale immesso nel mercato per finire rapidamente fra le “cose” da smaltire.
Gli incontri si terranno presso Villa Raimondi dalle ore 21:30 con ingresso gratuito. Vi aspettiamo numerosi.

Dove butto i vecchi apparecchi elettronici?

7 luglio 2010

Vi riporto un post interessante del blog Di Tasca Nostra.

E’ il problema con cui spesso si trovano confrontati tanti consumatori quando decidono di comprare un televisore nuovo, oppure un computer nuovo o qualsiasi altro apparecchio elettronico compresi elettrodomestici e telefoni: dove butto quello vecchio? Ebbene è entrato in vigore l’atteso decreto per il ritiro dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) da parte degli stessi punti vendita. Quindi, quando acquisteremo un nuovo apparecchio potremo consegnare gratuitamente quello vecchio, di cui vogliamo liberarci. Il negoziante, anche se si tratta di una vendita online, è obbligato a provvedere al ritiro senza alcun onere per l’acquirente e deve informare i clienti della gratuità di questa operazione. I negozianti, o un operatore qualificato, dovranno provvedere al corretto stoccaggio di questi apparecchi, inviandoli mensilmente ai centri di raccolta, che provvederanno allo smaltimento. Insomma speriamo finisca definitivamente l’epoca degli apparecchi elettronici abbandonati illegalmente presso i cassonetti della spazzatura. http://www.ditascanostra.it/page/12

Ora, se tutti noi, cittadini di Nogara e di Gazzo Veronese, iniziassimo a portare i nostri apparecchi elettronici nei negozi dove li abbiamo acquistati, il Cisi avrebbe meno carico di lavoro ed i costi di raccolta diminuirebbero! Cosa aspettiamo allora?

Marco Motterani

119 firme!

10 maggio 2010

La raccolta firme per il referendum contro la privatizzazione dell’acqua va avanti a gonfie vele e i dati sembrano confermare una reale preoccupazione per il destino di un bene così vitale come l’acqua. Riporto la mail di Nadia.

Mi sentivo un pò il Tremonti-Guzzanti che fa i conteggi con la calcolatrice….ma alla fine i miei conteggi sono più che positivi! Dalle 160 firme raccolte nel solo comune di Villafranca la settimana scorsa, questa settimana abbiamo raggiunto la bellezza di 287 firme!… per un totale di 447 dall’inizio della raccolta! Se poi consideriamo l’aggiornamento di Nogara ( arrivata a 119) e Vigasio (120) abbiamo raggiunto esattamente 686 firme complessive! Non male direi!

Continuiamo così, siamo sulla buona strada. Vi ricordo che le date di Nogara le potrete trovare qui. Le altre date del Veneto sono sul sito www.acquabenecomune.org

Referendum contro la privatizzazione dell’acqua

6 maggio 2010

Giovedì 29 aprile abbiamo iniziato la raccolta firme per il referendum contro la privatizzazione dell’acqua. Siamo stati colpiti dal notevole afflusso di persone che hanno firmato ed hanno capito l’importanza di questa battaglia.
I tre quesiti referendari sono questi:

  1. Fermare la privatizzazione dell’acqua. Si propone l’abrogazione dell’art. 23 bis della legge 133/2008; eliminare questa norma significa contrastare l’accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal Governo Berlusconi e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici in questo Paese.
  2. Aprire la strada della ripubblicizzazione. Si propone l’abrogazione dell’art. 150 D. Lgs. n. 152/2006; in questo modo non sarebbe più consentito il ricorso né alla gara, né all’affidamento della gestione a società di capitali, favorendo il percorso verso l’obbiettivo della ripubblicizzazione del servizio idrico, ovvero la sua gestione attraverso enti di diritto pubblico con la partecipazione dei cittadini e delle comunità locali.
  3. Eliminare i profitti dal bene comune acqua. Si propone l’abrogazione dell’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006, limitatamente alle seguenti parole «dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito». Abrogando questa parte dell’articolo sulla norma tariffaria, si eliminerebbe la possibilità di fare profitti sul bene comune acqua.

Nei prossimi mesi faremo altri banchetti, queste le date:

Maggio

  • Giovedì 06 – Mercato Settimanale – dalle 09:30 alle 12:30
  • Sabato 08 – Piazza Franceschetti – dalle 15:00 alle 18:30
  • Sabato 15 – Piazza Umberto I° – dalle 15:00 alle 18:30
  • Giovedì 20 – Mercato settimanale – dalle 09:30 alle 12:30

Giugno

  • Sabato 05 – Piazza Franceschetti – dalle 15:00 alle 18:30
  • Giovedì 10 – Mercato Settimanale – dalle 09:30 alle 12:30
  • Giovedì 17 – Mercato Settimanale – dalle 09:30 alle 12:30
  • Sabato 19 – Piazza Umberto I° – dalle 15:00 alle 18:30
  • Giovedì 24 – Mercato Settimanale – dalle 09:30 alle 12:30

L’acqua è un bene comune, privatizzarne la gestione vuol dire mercificare un diritto. Ma un diritto non si vende, semmai si tutela. Saremo in piazza per raccogliere le firme di tutte quelle persone che pensano che privatizzare l’acqua sia una cosa da non fare assolutamente. Chi volesse darci una mano ai banchetti mi contatti.

Aggiornamento

Dai rifiuti nasce un presepe

26 novembre 2009

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Il quotidiano L’Arena del 26 novembre 2009 riporta questo interessante articolo.

CAPRINO. In esposizione dal 12 dicembre

Il presepe dai rifiuti per capire l’ambiente

Al via la quarta edizione della manifestazione che coinvolge gli alunni delle scuole veronesi

Un «recupero» del Natale completo. Psicologico e materiale. Agli alunni delle nostre scuole si propone la quarta edizione del «Concorso a premi per la realizzazione di presepi in materiale riciclabile». Il Rap 2009, «Riciclo-arte- presepi», è l’iniziativa annunciata ieri in Provincia dal Consorzio di Bacino Verona Due del Quadrilatero attuato quest’anno col patrocinio di Caprino, poiché le natività create nelle scuole materne, primarie e secondarie aderenti, saranno esposte nella biblioteca civica di questo comune dal 12 dicembre al 6 gennaio, in contemporanea con «Cioccoliamo e festeggiamo» evento che anima il paese col «Villaggio di Natale» tra l’11 e il 13 dicembre.

L’ha ricordato l’assessore agli eventi Carla Giacomazzi, ieri in Provincia con il presidente e il direttore generale del Consorzio, rispettivamente Domenico Bianchi e Thomas Pandian, i presidenti dell’Assemblea dei sindaci, Mario Faccioli, e della Serit (ditta appaltatrice) Renzo Cacciatori. Li hanno accolti gli assessori alle politiche ambientali provinciale e regionale, Luca Coletto, e Giancarlo Conta, che ha annunciato un nuovo finanziamento di 25mila per la sensibilizzazione nelle scuole (dopo i 70mila del 2008) ed altri tre per eco-centri a Villafranca (500mila Euro), Fumane (480mila Euro) e Caprino (260mila Euro).

«Il Rap è tra i 250 progetti della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti, che va dal 21 al 29 novembre», ha ricordato Bianchi. Il target sono i ragazzini: terreno fertile, entusiasti, fantasiosi, ricettivi a messaggi che poi, istintivamente, trasmettono in famiglia raccontando quanto fatto a scuola.B.B.

P.S. L’assessore Alessio Ciacci sarà ospite dell’associazione Nogara 5 Stelle venerdì 27 novembre alle ore 20:30 presso la sala consiliare del Comune di Nogara. Vi aspettiamo numerosi!

Campagna elettronica verde

24 novembre 2009

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Da anni, Greenpeace fa pressione sulle aziende hi-tech per rendere le loro produzioni più sostenibili. Grazie alla denuncia di casi di esportazione illegale di rifiuti tecnologici e alla pubblicazione periodica dell’Eco-guida ai prodotti elettronici verdi, Greenpeace è riuscita a tenere alta la pressione verso questo comparto industriale. Diciotto le multinazionali, leader internazionali di personal computer, cellulari, TV e console, nel mirino dell’associazione su diversi temi ambientali. Alla richiesta di produrre articoli senza composti tossici e di gestire l’intero ciclo di vita di un bene di consumo, da poco si è aggiunta quella di ridurre le emissioni di gas serra. In poco più di due anni di attività, la campagna “Elettronica Verde” ha già maturato degli ottimi successi a livello internazionale, almeno sul piano chimico e di gestione dei rifiuti. In particolare, è aumentato il numero di aziende che hanno aderito alle richieste di Greenpeace, molte delle quali rivestono un’importante quota di mercato.

Impegno sul piano di eliminazione delle sostanze pericolose:

  • aziende PC – 53% del mercato globale;
  • aziende cellulari – 77% del mercato globale;
  • aziende TV – 36% del mercato globale;
  • aziende console – 58% del mercato globale.

Impegno sul principio di responsabilità del produttore:

  • aziende PC – 45% del mercato globale;
  • aziende cellulari – 51% del mercato globale.

A distanza di un anno dalla prima pubblicazione del rapporto “Alla ricerca del prodotto elettronico più verde”, Greenpeace ha trovato più articoli verdi sul mercato. Oggi siamo sulla strada giusta verso un hi-tech privo di sostanze tossiche, durevole ed efficiente da un punto di vista energetico. Ma il traguardo non è stato ancora raggiunto! Il consumatore, infatti, si trova a dover scegliere tra un prodotto efficiente o facilmente riciclabile. Uno senza PVC o di più lunga durata. Soltanto quando un prodotto rispetterà tutti gli standard ambientali sarà davvero green!

http://www.greenpeace.it/elettronicaverde/elettronica-verde.php

P.S. L’assessore Alessio Ciacci sarà ospite dell’associazione Nogara 5 Stelle venerdì 27 novembre alle ore 20:30 presso la sala consiliare del Comune di Nogara. Vi aspettiamo numerosi!

Ecobank

23 novembre 2009

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Perché buttare le bottiglie e le lattine vuote? Un’iniziativa che ricorda molto il vuoto a rendere.

Ecobank: quando il vuoto rende

In Piemonte le nuove stazioni automatiche che accettano bottigliette e lattine, in cambio di buoni.

Nuova iniziativa ecologica ad Alessandria e Valenza, in Piemonte: lattine e bottiglie di plastica in cambio di euro. Questa nuova opportunità si chiama Ecobank e in pratica si tratta di piccole stazioni automatiche, dove si possono introdurre bottiglie di plastica PET e lattine di alluminio e acciaio per bevande, in cambio di 2 centesimi di euro. Questa somma viene consegnata in forma di bonus da spendere in negozi e supermercati convenzionati. Il funzionamento ricorda molto un’iniziativa intrapresa a Napoli qualche giorno fa, in cui si barattavano i rifiuti con una tazzina di caffè. Si torna, insomma, a parlare di metodi come il buon vecchio vuoto a rendere, con il progetto Ecobank che da subito ha avuto grande successo, grazie a circa 5 mila conferimenti in 2 giorni.

L’idea è della Tradingenia di Bolzano, e punta a migliorare la raccolta differenziata, educando, al contempo, i consumatori al riciclo. I box Ecobank funzionano riconoscendo il materiale introdotto e accettando o rifiutando il singolo pezzo. Ogni stazione può immagazzinare fino a 12-14 mila bottiglie di plastica e lattine. A una condizione: che queste non vengano schiacciate e siano completamente vuote. Grazie a questa iniziativa, si dà una forte spinta all’abbattimento dei costi legati agli impianti di selezione del materiale da riciclare. Diverse le amministrazioni italiane che stanno valutando la possibilità di istallare sui territori comunali gli eco-box. Che sia l’inizio di una piccola rivoluzione?

L’essenziale on line

P.S. L’assessore Alessio Ciacci sarà ospite dell’associazione Nogara 5 Stelle venerdì 27 novembre alle ore 20:30 presso la sala consiliare del Comune di Nogara. Vi aspettiamo numerosi!

Alessio Ciacci

21 novembre 2009

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Rifiuti Zero a Capannori: Breve cronistoria di un’utopia che si trasforma in realtà

Il Comune di Capannori, in Provincia di Lucca, ha una popolazione di 45 mila abitanti suddivisa in 40 frazioni. Nelle elezioni dell’estate 2004 viene eletto Sindaco di Capannori Giorgio Del Ghingaro. Con la formazione della giunta Eugenio Baronti viene nominato Assessore all’Ambiente. Fin da subito Baronti avvia un percorso coraggioso verso l’ecoefficenza, Capannori diviene il primo comune in Toscana ad adottare il Green Public Procurement (la procedura per gli acquisti verdi comunali) e per questo vince il Premio Toscana Ecoefficente nel 2005. Il comune di Capannori ha affidato la gestione dei rifiuti solidi urbani all’azienda Ascit Spa, azienda completamente pubblica che serve anche altri 5 comuni limitrofi. Il modello di raccolta dei rifiuti solidi urbani era impostato unicamente sui cassonetti stradali e sui mezzi mono-operatore per il loro svuotamento, il livello di raccolta differenziata era fermo ad una media del 37%. A pochi mesi dall’insediarsi della nuova amministrazione, dopo aver avviato il processo di risanamento dell’azienda, allora in profondo stato di crisi, viene avviata una sperimentazione di raccolta domiciliare dei rifiuti urbani “Porta a porta” su 600 abitanti nella frazione di Guamo. Già da mesi prima del cambiamento del servizio di raccolta viene avviato un grande processo di partecipazione, che coinvolge in maniera diretta la cittadinanza, con assemblee pubbliche e la distribuzione dei kit (bidoncini, sacchetti ed istruzioni) da parte delle associazioni del territorio.

I risultati sono subito ottimi e si attestano al 75% di raccolta differenziata. La fase sperimentale ha permesso all’azienda di progettare al meglio l’estensione progressiva e graduale del “porta a porta” che già dai mesi successivi, Febbraio 2006, ha coinvolto Marlia e Lammari, le due frazioni più popolose del comune, con 10.000 abitanti e oltre 600 utenze non domestiche. Questa grande estensione non è stata semplice perché alcuni cittadini e forze politiche hanno cercato di ostacolare questo cambiamento alimentando alcuni disagi espressi per lo più in forma strumentale. Il grande processo di informazione, partecipazione e coinvolgimento ha diffuso una grande sensibilità ed attenzione al progetto e già dai primi giorni c’è stata un’adesione totale da parte di tutta la cittadinanza. I primi risultati parlano da soli con l’82% di raccolta differenziata, risultato poi confermatosi come media di raccolta differenziata in tutte le frazioni che sono state interessate dall’estensione del servizio. Altre 5 frazioni con 3.300 abitanti e 360 utenze non domestiche sono state servite dal “porta a porta” dal Novembre 2006.

Le utenze servite dalla raccolta domiciliare ricevono un riduzione sulla tariffa di igiene urbana pari al 20% della parte variabile della tariffa. Con la fine del 2006 viene raggiunto il 53% di raccolta differenziata e Capannori diviene il primo comune in Toscana nella classifica dei comuni ricicloni. Il seguito al lavoro dell’ATO Due Rifiuti della provincia di Lucca sulla riduzione dei rifiuti, coordinato da Alessio Ciacci, rappresentante di Capannori nell’ATO, l’11 Maggio 2007 il Comune di Capannori, assieme ad altri 27 comuni della provincia, firma il “Protocollo d’Intesa sulla riduzione dei rifiuti” e aderisce al Tavolo Tecnico di Concertazione Permanente per la riduzione dei rifiuti dell’ATO Rifiuti.

Il 14 Giugno 2007 Capannori aderisce, primo comune in Italia, alla strategia “Rifiuti Zero” con l’obiettivo di arrivare a questa meta entro il 2020 raggiungendo il 60% di raccolta differenziata entro il 2008 ed il 75% entro il 2011. Contemporaneamente viene istituito l’Osservatorio “Rifiuti zero” che si riunisce assieme alla commissione ecologia del Comune, con l’obiettivo di monitorare il percorso verso il 2020. Partecipano all’osservatorio: Paul Connet (Presidente), il Sindaco, l’Assessore all’Ambiente, il Presidente di Ascit, Enzo Favoino e Rossano Ercolini.

Nel Luglio 2008 Eugenio Baronti, in seguito all’entrata in Giunta Regionale del PRC, viene chiamato a ricoprire il ruolo di Assessore Regionale. Viene dunque nominato Alessio Ciacci Assessore all’Ambiente del Comune di Capannori, da due anni rappresentante del Comune nell’Ato Rifiuti di Lucca e attivo da anni nei movimenti per la difesa dell’ambiente e dei beni comuni. Molti i progetti che vengono attivati anche sulla riduzione dei rifiuti con l’eliminazione delle acque minerali dalle mense scolastiche, con l’attivazione di un distributore di latte alla spina che vende oltre 600 litri al giorno di latte fresco alla spina, inoltre con l’incentivo comunale per il compostaggio domestico della frazione organica ed altri progetti.

Nel Febbraio 2008 la raccolta domiciliare viene estesa ad altre 8 frazioni con altri 12.300 abitanti e 800 utenze non domestiche serviti. Oggi sono dunque oltre 26.000 i cittadini di Capannori servizi dalla raccolta domiciliare e circa 1.700 utenze non domestiche. La raccolta differenziata è salita al 65% a livello comunale e la media nelle frazioni servite dal “porta a porta” si conferma l’82%.

Nei prossimi mesi il servizio verrà esteso ulteriormente ad altre frazioni del territorio comunale con l’obiettivo di attivare presto anche la “tariffa puntale” potendo dunque calibrare la tariffa al cittadino sulla base del rifiuto indifferenziato prodotto, potendo dunque incentivare ulteriormente la raccolta differenziata e la riduzione dei rifiuti.

Con il Convegno Internazionale “Rifiuti Zero entro il 2020” organizzato in capannori_rifiuti-zerocollaborazione con la rete nazionale rifiuti zero e la presentazione dei risultati raggiunti, Capannori si conferma sempre più un’eccellenza nelle politiche ambientali non solo regionale o nazionale ma anche a livello internazionale. L’Assessore Alessio Ciacci, durante il convegno, lancia la proposta di creare una rete di Comuni (altri 3 comuni si sono già uniti) che hanno aderito alla “strategia rifiuti zero”.

Questa esperienza amministrativa dimostra con i fatti che anche gli obiettivi più ambiziosi si possono trasformare in realtà quando la politica dimostra il coraggio del cambiamento possibile, la forza dei processi che alimentano la partecipazione dal basso e la volontà di costruire politiche attente all’ambiente, condizione quanto mai necessaria se vogliamo costruire un futuro possibile.

Alessio Ciacci, Assessore all’ambiente del comune di Capannori (LU).

P.S. L’assessore Alessio Ciacci sarà ospite dell’associazione Nogara 5 Stelle venerdì 27 novembre alle ore 20:30 presso la sala consiliare del Comune di Nogara. Vi aspettiamo numerosi!

I lampioni a LED

20 novembre 2009

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Dal sito dell’Associazione Comune Virtuosi.

I LED sbarcano a Casatenovo (LC)

Inizieranno a breve i lavori di installazione del nuovo sistema di illuminazione pubblica che presto servirà il Comune di Casatenovo (LC). A dicembre, infatti, partiranno i lavori di installazione dei nuovi punti luce su tutto il territorio comunale, in questo modo, anche Casatenovo, insieme ad altre città come Alessandria, Canegrate, Lodi, Monza, Piacenza…, sarà tra quei non molti comuni in Italia a sperimentare un nuovo sistema di illuminazione basata sull’impiego della tecnologia LED.

L’applicazione della tecnologia LED porta con sé concreti vantaggi rispetto all’utilizzo di normali lampade a incandescenza, alogene o fluorescenti, come ad esempio: una ampia durata di funzionamento (i LED ad alta emissione arrivano a circa 50.000 ore), durata che, peraltro, non è influenzata dal numero di accensioni e spegnimenti; azzeramento dei costi di manutenzione ed elevato rendimento (se paragonato a lampade ad incandescenza e alogene); luce pulita perché priva di componenti IR e UV; funzionamento in sicurezza perché a bassissima tensione; accensione a freddo (fino a -40 °C) senza problemi; insensibilità a umidità e vibrazioni; assenza di mercurio, quindi maggiore rispetto per l’ambiente in fase di smaltimento.

Il settore dell’illuminazione pubblica rappresenta un punto di partenza fondamentale per la promozione di concrete politiche di risparmio energetico: il nuovo impianto, che verrà installato in due fasi di lavoro sul territorio comunale, risponde a queste esigenze, consentendo importanti risparmi anche rispetto alle migliori tecnologie sino ad ora applicate nel settore. Quando raggiungerà la piena funzionalità l’impianto a Led consentirà al Comune di Casatenovo un risparmio di energia elettrica di circa il 40% rispetto al consumo attuale, con una riduzione dei consumi e quindi con una sensibile riduzione dei costi energetici e minori emissioni di CO2 in atmosfera, gas ritenuto il principale responsabile dell’effetto serra.

Il progetto casatese prevede l’installazione di 759 nuove lampade, in due fasi: una prima fase interesserà i lampioni (indicati, per via, nella tabella sottostante) che presentano caratteristiche tecniche omogenee e una medesima procedura di sostituzione, una seconda fase riguarderà, invece, quei punti luce che necessitano di modalità d’intervento diverse (ad esempio, le luci sospese che caratterizzano il centro paese e diverse aree delle frazioni). I lavori verranno definitivamente conclusi entro la prossima estate.

Per l’Amministrazione comunale di Casatenovo si tratta di un’iniziativa molto importante, in primo luogo, perché è un passo fondamentale verso il rispetto del Patto dei Sindaci firmato a Bruxelles, che prevede azioni volte alla riduzione del consumo energetico e dell’emissione di gas serra. In secondo luogo, perchè rappresenta un vantaggio concreto per tutti: cittadini, amministrazione e, soprattutto, ambiente, riducendo costi ed emissioni e garantendo maggiore efficienza, affidabilità e duttilità dell’impianto.

Alfio Sironi – Assessore all’Ambiente del Comune di Casatenovo (LC)

Il fotovoltaico Comunale

19 novembre 2009

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Riporto dal sito dell’Associazione Comuni Virtuosi.

Gruppo di acquisto comunale a Capannori (LU)

Installare un pannello fotovoltaico su ogni casa di Capannori (LU). Questo l’obiettivo ambizioso, ma possibile nel tempo, cui tende l’amministrazione comunale di Capannori. Per far questo si stanno percorrendo due strade: da una parte, insieme ad Alerr, si darà vita ai Gruppi di Acquisto Solare, ovvero gruppi di cittadini che potranno organizzarsi, così come alcuni già fanno per comprare frutta e verdura, per installare pannelli fotovoltaici sul tetto di casa a prezzi vantaggiosi.

Un’altra innovativa possibilità è quella di dar vita a progetti di ‘solarizzazione’ di impianti fotovoltaici a costo zero per i privati che aderiscono al progetto. Il Comune infatti dà la possibilità ai cittadini di installare gratuitamente sui propri tetti impianti fotovoltaici attraverso la collaborazione con ditte specializzate. Il cittadino concederà in comodato d’uso gratuito il proprio tetto per 20 anni e i privati in cambio l’energia elettrica prodotta per lo stesso periodo attraverso la modalità del conto energia. A partire dal 21° anno l’impianto fotovoltaico diverrà di proprietà dell’utente. Modalità e tempi di entrambe le opportunità saranno illustrate alla cittadinanza in un’ assemblea pubblica che il Comune ha in programma per il 13 dicembre.

Nel frattempo Alerr realizzerà incontri con varie ditte installatrici per concordare il percorso attutivo dei Gruppi di Acquisto solare. Saranno inoltre promossi incontri con gli istituti bancari del territorio per individuare condizioni favorevoli per chi intende ottenere un credito. “L’acquisto collettivo di impianti fotovoltaici – spiega l’assessore all’ambiente, Alessio Ciacci – offre vantaggi da un punto di vista economico e ambientale. Economico perché permette di ottenere prezzi competitivi con gli installatori e con le banche nel caso si necessiti di crediti per l’installazione. Il risparmio può arrivare anche al 35% rispetto alla spesa da sostenere se si installano pannelli fotovoltaici individualmente. Ambientale perché si producono meno immissioni inquinanti nell’atmosfera, con conseguente migliore qualità della vita. Interessante – prosegue Ciacci – anche la possibilità di concedere il proprio tetto in comodato d’uso perché chi non ha le possibilità finanziarie di fare l’investimento può lo stesso installare i pannelli”.

Entrambi i progetti, oltre ai privati cittadini, possono essere estesi anche a piccole aziende locali. “Con questa ulteriore iniziativa – conclude Ciacci – intendiamo permettere a tutti i cittadini interessati a fare la loro parte per ridurre le emissioni in atmosfera e contribuire alla creazione di nuovi posti di lavoro. Solo attraverso un percorso che coinvolge attività produttive, cittadinanza e amministrazione comunale possiamo pensare di raccogliere le grandi sfide che l’emergenza ambientale ci pone. Il futuro passa da queste scelte e noi vogliamo fare la nostra parte impegnandoci sempre di più e senza la polemica politica che anche in questi giorni vediamo da parte della minoranza. L’ambiente è infatti il nostro bene comune più prezioso ed importante”.

Ricordiamo che l’assessore Alessio Ciacci sarà ospite, venerdì 27 novembre, dell’associazione Nogara 5 Stelle.