Lascito Stellini: le piroette dell’Assessore Poltronieri

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Era il 29 settembre del 2010 quando, l’allora Consigliere Comunale di opposizione oggi Assessore, Marco Poltronieri a proposito del lascito “Stellini” dichiarava:

“Nogara è un lascito…Nogara è un lascito…ci sono anche dei terreni chiaramente a Nogara che vengono gestiti dal ’95 dall’ULSS…allora io dico…io lancio la provocazione…è chiaro che dopo…è una provocazione la mia…lo dico già in anticipo…però i casi sono due: visto che l’ULSS utilizza anche i campi del lascito che sono stati dati per la nostra comunità per farne dei guadagni chiaramente, per pagarsi delle spese, anche per pagare la ristrutturazione e il mantenimento dell’ospedale di Nogara…i casi sono due: o ci riattiva il Pronto Soccorso, oppure ci ridanno la gestione a noi dei campi…almeno i soldi che prende l’ULSS ce li teniamo noi perché è ora di finirla che l’ULSS 21 da anni si prenda i guadagni del nostro lascito per poi investirli su Legnago su Zevio su Bovolone…o li investono su Nogara…o li investono su Nogara o se no…noi dobbiamo riprenderci il nostro lascito che almeno lo faremo fruttare come meglio crediamo noi…lo daremo ad un privato, faremo una convenzione pubblico privato, ci inventeremo qualcosa, risanerà le casse del Comune non lo so…però almeno abbiamo la dignità di gestire noi un nostro…un nostro patrimonio perché è un patrimonio del nostro Comune e non è giusto che questo venga sperperato…sperperato perché qua è uno sperpero o comunque che venga investito in territori lontani dal nostro…chiaro?” A questo link il video dell’intervento in aula.

Più chiaro di così! Peccato che Poltronieri, da vero politico, si sia dimenticato di queste parole quando in Consiglio Comunale lo scorso anno votata a favore della realizzazione di una REMS (residenza per l’esecuzione della misura di sicurezza sanitaria) da edificare proprio sul lascito del nostro concittadino Francesco Stellini. Infatti per costruire la nuova REMS o ex OPG (Ospedale Psichiatrico Giudiziario) l’ULSS 21 sta già pensando di trasformare i terreni del lascito da agricoli ad edificabili.
In un articolo de L’Arena, datato 6 febbraio 2015, si legge: “sul «Rems», la struttura extraospedaliera per detenuti psichiatrici da 12 milioni di euro, cofinanziata da Stato e Regione, che sorgerà sempre accanto all’ex ospedale nogarese, Piccoli (Direttore dell’ULSS 21 n.d.r.) ha osservato: «l’amministrazione regionale è in attesa del decreto statale di finanziamento: successivamente sarà predisposta la convenzione con l’Ulss 21 per avviare i lavori. Stiamo già predisponendo i documenti per il frazionamento ed il cambio di destinazione d’uso dei terreni oggetto dell’operazione»“.
Crediamo ci sia poco da spiegare e, come già successo in passato su altre questioni, l’Assessore Poltronieri dice una cosa e ne fa un’altra. L’unico dato certo è che dal 2010 ad oggi, la “difesa” dell’ex Ospedale Stellini da parte del Comitato (Salviamo l’ospedale di Nogara! Comitato in difesa del lascito Stellini) di cui fa parte anche l’Assessore, non ha dato nessun frutto in quanto il Pronto Soccorso non è mai stato riaperto (com’era peraltro assai prevedibile) e ora si vuole cementificare parte dei terreni del lascito Stellini. L’Assessore Poltronieri cosa intendeva per difesa quando ha dato vita al comitato? “Ai posteri l’ardua sentenza”.

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Basta e Vinci!

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Vi siete mai chiesti quanti “Gratta e Vinci” si vendono a Nogara? Forse sarebbe giusto chiamarli “Gratta e Perdi” perché la percentuale di vincita è davvero infinitesimale e, come si suol dire, il banco vince sempre. Secondo un articolo de “La Notizia” le “possibilità di mettere a segno il colpo grosso sono praticamente pari allo zero. Le possibilità di ripagarsi almeno il costo della giocata si collocano tra il 18 e il 35% […]. Ma quante chance si hanno di vincere? E qui viene il bello, perché in media, secondo quanto è riportato sul sito dell’Aams (Monopoli di Stato), si tratta di una possibilità ogni 3,6 biglietti venduti. Rapporto vero, ma basato soprattutto sui premi delle dimensioni economiche più piccole, quelli che in pratica consentono giusto di ripagarsi il costo della giocata. I primi premi, invece, sono un’autentica chimera”.
Continuando a leggere l’articolo si scoprono numeri davvero interessanti. “Si prenda “Mega Miliardario”, il Gratta e Vinci istituito dal gennaio del 2007. Ebbene, il decreto di istituzione prevedeva la distribuzione di 50 milioni e 160 mila biglietti. Ora, il primo premio, quello per il quale si gioca inseguendo il colpo grosso, è contenuto in 30 biglietti. A stabilire questa grandezza, così come tutte le altre, è sempre il decreto dell’Aams. È chiaro che per vincere 1 milione di euro ci vuole una gran bella botta di fortuna, ma 30 biglietti su un totale di 50 milioni e 160 mila significa avere lo 0,00006% delle chance di accaparrarsi il bottino più ricco. Si prenda invece il premio minimo, quello da 10 euro. È portato in dote da 17.844.002 biglietti, ovvero il 35,5% del totale. Ma 10 euro è proprio il prezzo di un singolo biglietto del “Mega Miliardario”. Insomma, si avrà anche il 35,5% delle possibilità di vincere, ma solo un premio che consente di recuperare la giocata fatta e che molto spesso ispira l’acquisto di un ulteriore biglietto”. Questo “sistema” di vincita è applicato a tutte le tipologie di “Gratta e Vinci”.
Ritorniamo alla domanda iniziale: quanti “Gratta e Vinci” si vendono a Nogara? Secondo i dati dell’Ufficio Antiusura del Comune di Verona, nell’anno 2011, a Nogara sono stati venduti 541.810 biglietti. Se moltiplichiamo questo dato per un costo medio di 5 euro a biglietto (i biglietti costano da un minimo di 1 euro ad un massimo di 20 euro), otteniamo che nel 2011 a Nogara si sono spesi 2.709.050 euro (312,64 euro/anno pro capite). Questo dato è leggermente sceso nel 2013. Le vendite infatti si sono fermate a 399.295 ottenendo una spesa complessiva di 1.996.475 euro (230,40 euro/anno pro capite).
Queste cifre dovrebbero far riflettere tutti, soprattutto l’Amministrazione Comunale che in questo senso sembra non fare molto, per non dire nulla. La ludopatia, o gioco d’azzardo patologico, è un disturbo del comportamento rientrante nella categoria diagnostica dei disturbi del controllo degli impulsi. Le famiglie che in casa si trovano ad avere una persona dipendente da questo “gioco” si trovano in seria difficoltà. Una difficoltà che, spesso, devono affrontare da soli e senza alcun supporto.
Dobbiamo cominciare da una massiccia campagna informativa che illustri le problematiche legate al gioco, divulgando cifre e dati sulle perdite. Le pochissime vincite che i giornali amplificano creano falsi miti e generano inutili aspettative. In questo senso l’Amministrazione di Nogara sembra non essere presente e pare non prendere in seria considerazione un problema che esiste e a cui va assolutamente data la massima attenzione.

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A chi è «utile» l’autostrada Nogara-mare?

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«Di queste indagini non so nulla, però ritengo che se da un lato è giusto controllare che non ci siano situazioni illegittime, dall’altro è necessario ribadire che l’autostrada è utile e che per questo va realizzata», afferma il sindaco di Nogara Luciano Mirandola. «Se qualcuno ha commesso degli illeciti va perseguito ma l’importanza di questa grande opera non può essere messa in discussione». Con questa dichiarazione si chiude l’articolo, apparso domenica sul quotidiano L’Arena, dal titolo «La Procura indaga sulla nuova autostrada».
Il sindaco Mirandola dovrebbe spiegare ai cittadini perché l’autostrada è utile? A chi serve questa nuova arteria? Forse alle aziende che stanno chiudendo per effetto della crisi? Forse ai nogaresi per andare a Cerea o a Legnago percorrendo l’autostrada piuttosto che la ex Strada Statale 10? Naturalmente a queste domande il sindaco non risponderà mai, come del resto non ha mai risposto alle domande che, in qualità di consigliere comunale, ho posto in aula circa il traffico veicolare che dovrà garantire la Regione Veneto perché quest’opera risulti sostenibile dal punto di vista economico. Si parla di 25.000 veicoli al giorno e, come abbiamo detto e scritto più volte, se la Regione Veneto non garantirà questo traffico veicolare, dovrà mettere la differenza in termini di pedaggi. Il solito affarone pagato con le tasse dei cittadini!
Per quanto ci riguarda il nostro paese ha urgente bisogno di tutt’altre opere. A Nogara serve, ormai da più di trent’anni, l’acquedotto comunale. Servono piste ciclabili per permettere ai cittadini di spostarsi, usando la mobilità alternativa, in tutta sicurezza senza dover rischiare di essere travolti da camion ed auto. Servono ristrutturazioni e migliorie ai plessi scolastici. Servono sistemi di videosorveglianza che garantiscano sicurezza ai cittadini. Servono mille altre cose, non certo un’autostrada.
Siamo convinti che la realizzazione dell’autostrada non sarà utile ai nogaresi anzi, esiste il serio rischio che la qualità della vita diminuisca drasticamente. Oltre a questo (che dovrebbe essere già più che sufficiente) dovremo fare i conti con la distruzione irrimediabile del nostro territorio. Non cadete nella trappola del “porta lavoro” perché i posti di lavoro creati da queste opere sono effimeri e svaniscono una volta finita l’opera. Quello che non svanisce è il danno arrecato all’ambiente e alla qualità della vita dei cittadini. Le vere priorità per Nogara sono tutt’altre e l’amministrazione Mirandola continua a non prenderle in considerazione, fossilizzandosi su scelte del tutto discutibili come l’autostrada e la REMS. Asfalto e cemento: questa è la visione del futuro per Nogara che l’attuale amministrazione ha in mente.

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Come fare propaganda con il lavoro degli altri

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L’Amministrazione Comunale è velocissima nel fare propaganda dei “risultati”, spesso non per proprio merito, ottenuti. Se la stessa solerzia la mettesse nel dare le risposte ai moltissimi cittadini che aspettano da tempo, vivremmo sicuramente in un paese migliore. Qualche giorno fa, il “Ministro dello Sport” Marco Poltronieri (vero esperto in propaganda) ha pubblicato sul suo profilo Facebook l’articolo del Corriere di Verona dal titolo «Flop di «Scuole belle», lite sulle colpe. La Regione: hanno deciso tutto a Roma». Nell’articolo si legge:

«Scuolebelle», con i soldi ma senza cantieri. La politica si divide su a chi «dare la colpa» di quello che, allo stato attuale, sembra essere un flop della prima iniziativa di edilizia scolastica voluta dal governo. La questione l’hanno sollevata alcuni istituti scolastici: gli interventi non valgono la pena, troppo vincolati i lavori da eseguire e, spesso, le scuole scelte non sono quelle che ne hanno, a giudizio dei presidi, effettivamente bisogno. Motivazioni che, unite ai tempi stretti per decidere e ai costi accessori (il personale per garantire l’apertura della scuola durante i lavori) hanno fatto desistere diversi istituti dal dare il via agli interventi di manutenzione e miglioramento estetico. […]

Ma c’è anche chi, quei soldi li ha sfruttati. Come l’Istituto comprensivo di Nogara che ha utilizzato il contributo per «scuolebelle» per ritinteggiare le elementari. «Siamo riusciti ad ottenere esattamente quello che volevamo – fa sapere il sindaco Luciano Mirandola – abbiamo iniziato addirittura prima dell’inizio della scuola». Il segreto? «Farsi trovare pronti: abbiamo una serie di “microprogetti” proprio per sfruttare questo tipo di contributi. È più facile di quello che sembra, in realtà. Forse alcune scuole non si sono trovate in grado di decidere per tempo, ma mi sorprenderebbe se la rinuncia fosse generalizzata. Le ditte da chiamare? La procedura è quella che si applica per gli interventi minori, quelli senza appalto».

Nell’articolo si fa riferimento alle Scuole elementari, in realtà gli interventi sono stati effettuati, come scrive l’Assessore nel suo post, alla Scuola Materna. Forse il segreto a cui allude il Sindaco è che i genitori si sono prodigati nella sistemazione e tinteggiatura delle aule. Ho visto io stesso i genitori dei bambini stuccare e tinteggiare le pareti delle aule. Il Sindaco dovrebbe ringraziare il lavoro gratuito di questi genitori che si sono prodigati affinché i loro bambini, e i bambini di tutti gli altri genitori, disponessero di locali sani, belli e puliti dove fare lezione. La prassi di far propri i meriti di altri è del tutto normale per questa amministrazione.
Il Sindaco, come spesso accade, si fa bello sulla stampa con il lavoro di altri e usa le foto come propaganda sul proprio profilo Facebook. Del resto il loro non-operato è sotto gli occhi di tutti. Il senso di comunità che tanto invoca il Sindaco deve venire per primo dalle istituzioni con il riconoscimento dei meriti a tutti quei cittadini che si prodigano, spesso gratuitamente e sottraendo tempo alla propria famiglia, per il paese e per gli altri cittadini.

P.S. Quando il Sindaco vi chiede di fare una foto con lui, magari dopo aver svolto lavori a titolo gratuito per il Comune, chiedetegli come mai ha alzato tutte le aliquote, tra cui l’IRPEF ferma da molti anni e aumentata proprio da lui e la sua maggioranza.

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Corruzione, whistleblowing e rems a Nogara

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Intervista di Radio Radicale a Francesca Businarolo su corruzione, whistleblowing e Rems a Nogara.

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Firma Day – Referendum #fuoridalleuro

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Sabato 13 dicembre in piazza Umberto I, dalle 15:00 alle 17:30, raccolta firme per il referendum per uscire dall’euro. A tal proposito abbiamo creato una pagina specifica, questo il link http://www.nogara5stelle.org/wp/m5s-nogara-firma-day-fuoridalleuro, dove potete trovare tutte le informazioni riguardate i banchetti a Nogara.

P.S. Possono firmare solo le persone maggiorenni munite di un documento d’identità valido, carta d’identità o patente.

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La solita propaganda Mirandolesca

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«Siamo stati tutti concordi la legge deve essere comunque rispettata e ci deve essere una particolare attenzione anche per la presenza di cinque minori. La giustizia farà il proprio corso e ogni decisione del giudice dovrà essere rispettata da tutti». Le solite parole vuote del Sindaco Mirandola che, con l’ennesimo articolo, continua la sua propaganda per tenere buoni i cittadini e demandare ad altri la soluzione del problema occupazione abusiva di via Marconi. Una dichiarazione che non aggiunge, non dice e non risolve nulla.

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«Le forze dell’ordine di Nogara‬ stanno monitorando giorno per giorno la situazione e avranno l’appoggio di tutta l’amministrazione». Forse il Sindaco non se ne è accorto (magari troppo impegnato a feste e bicchierate) ma le forze dell’ordine di Nogara, nello specifico i Carabinieri, seguono la vicenda dall’inizio dell’anno. È proprio lui che si interessa della questione solo dopo la nostra lettera all’ATER e, soprattutto, solo dopo il nostro giornalino. Sono ben otto mesi che i cittadini, residenti nello stabile di via Marconi, denunciano la situazione invivibile degli occupanti. Il Sindaco, come spesso accade, arriva dopo e non risolve nulla.
Dell’articolo apparso ieri sul quotidiano L’Arena è sufficiente leggere il sottotitolo che recita: “in attesa che un giudice si esprima, le due famiglie marocchine rimangono all’interno degli alloggi”. È tutto qui il succo del discorso, è tutto qui il nocciolo dell’articolo. Ancora una volta dall’amministrazione Mirandola solo ed esclusivamente propaganda!

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La colpa è sempre degli “altri”

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Come sempre la colpa è degli “altri” e in questo caso gli “altri” è l’ATER. Oggi, sul quotidiano L’Arena, l’assessore Antonio Polo replica al nostro comunicato stampa riguardante l’occupazione abusiva delle case popolari si via Marconi.

NOGARA. Il M5S chiede la «testa» dell’assessore
Case popolari occupate «Polo deve dimettersi»
Il delegato ai Servizi sociali non intende dimettersi: «La soluzione del problema è di competenza dell’Ater»

Il M5S di Nogara si scatena contro la Giunta di Luciano Mirandola per la gestione della vicenda degli appartamenti di proprietà dell’Ater occupati da due famiglie marocchine. «Come unica opposizione presente in consiglio comunale», sottolineano i grillini, «ci siamo immediatamente attivati dopo che i cittadini ci hanno segnalato la presenza di due famiglie extracomunitarie che avevano occupato abusivamente le case». I pentastellati rivendicano di essere stati i primi ad aver sollevato il problema e prendono di mira il Comune chiedendo «le dimissioni immediate dell’assessore ai Servizi sociali Antonio Polo per manifesta incapacità nella gestione della vicenda».

«Il M5S», prosegue il comunicato, «sollecita il Comune ad attivarsi concretamente per trovare una soluzione a questa situazione ormai insostenibile. Auspichiamo, altresì, che gli interessi dei minori vengano tutelati e difesi». Tuttavia, l’assessore non intende dimettersi. «Il consigliere Mirco Moreschi», replica Polo, «si rivolge all’ente sbagliato. Le case sono di proprietà dell’Ater e il Comune non ha poteri in merito. Ovvio che i nostri uffici hanno fatto tutto quello che era di loro competenza ma la soluzione del problema spetta ad Ater». RI.MI.

L’Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale di Verona ha sicuramente le sue colpe, una tra tutte il fatto di tenere bloccata una parte di patrimonio edilizio in attesa di venderlo, cosa assai difficile con l’attuale crisi immobiliare. Certo è che anche l’Amministrazione Mirandola, nello specifico l’Assessore al Sociale, ha le sue colpe. Una fra tutte il totale disinteressamento della questione. Non crediamo che da marzo ad oggi (otto mesi) non si sia riusciti a trovare una soluzione a questo problema. Stay tuned!

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