Convegno Whistleblowing e Anticorruzione: proteggere chi denuncia

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Francesca Businarolo - Convegno Whistleblowing e Anticorruzione

Prosegue la battaglia in parlamento, da parte del Movimento 5 Stelle, per il riconoscimento di tutele e garanzie ai dipendenti, di strutture pubbliche e imprese private, che denunciano un episodio di corruzione, permettendo di recuperare soldi della collettività. Su questo tema sta lavorando da tempo, con un apposito disegno di legge, Francesca Businarolo, deputata veronese e membro della commissione giustizia.

Il provvedimento mira a proteggere quelli che all’estero si chiamano whistleblower, (letteralmente «soffiatori di fischietto»). Sono i lavoratori che nell’interesse pubblico segnalano comportamenti, anche dei propri superiori, che costituiscono reato. Si tratta di un’iniziativa che rovescia la concezione che vuole solo la magistratura o le forze dell’ordine nel ruolo di «addetti al lavoro» che hanno il compito di scoprire episodi di corruzione, in un clima generale di omertà da parte di chi si trova a diretto contatto con essi. Viceversa, questi reati possono essere portati alla luce più velocemente dalle persone oneste che se ne accorgono per prime. Per fare ciò, però, è necessario proteggerli: il dato di fatto è che essere “whistleblower” in Italia non conviene, anzi, si rischia di perdere il posto di lavoro. Altri paesi, tra cui gli Stati Uniti, prevedono anche un premio in denaro, proporzionale alla somma che è stata possibile recuperare.

Per poter portare avanti questa legge è necessario fare squadra: per questo è stata coinvolta una realtà come Libera, da anni impegnata nelle lotte contro tutte le mafie. Parteciperà anche questa associazione al convegno che si terrà mercoledì 16 luglio alle 16 nella sala Aldo Moro di Montecitorio, in diretta streaming sul canale YouTube M5sparlamento. Ci saranno anche due whistleblower che racconteranno la loro esperienza: Grazia Mennella, dipendente dell’Usl di Lecco, licenziata per aver girato delle cartelle cliniche «ad enti terzi», ossia la magistratura, allo scopo di provare una serie di illeciti ai danni della salute dei pazienti. Un comportamento tacciato come «infedele» dall’azienda sanitaria. Con lei anche Ciro Rinaldi, «colpevole» di aver denunciato dei colleghi fannulloni in un ufficio ministeriale.

Questa la proposta di legge depositata alla Camera dei Deputati: http://is.gd/oedLmO
Video illustrazione proposta di Legge: http://is.gd/zupIRF

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Incrocio di Montalto: dopo 6 mesi arriva la risposta!

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Il 10 giugno, dopo appena 6 mesi, è arrivata la risposta del sindaco Mirandola alla nostra istanza riguardante la sicurezza dell’incrocio di Montalto.

A riscontro della Sua richiesta del 08 gennaio u.s. relativa alla pericolosità dell’incrocio di località Montalto, si riscontra quanto segue:

- è stata verificata a fine gennaio da parte del personale comunale unitamente alla ditta FIS Fabbrica Italiani Semafori S.r.l., installatrice a suo tempo dell’impianto semaforico, la mancanza di dispositivi atti alla modifica degli intervalli di fermata richiesta per le ore notturne, rilevando nel contempo la necessità di provvedere alla sostituzione delle lanterne semaforiche ormai vecchie e opacizzate;

- nella stessa giornata è stato eseguito un controllo dell’impianto semaforico di via Caselle, verificando l’opportunità di provvedere anche qui all’esecuzione dei medesimi interventi;

- è stato pertanto acquisito nel mese di febbraio apposito preventivo di spesa sia per il cambio delle lampade che per l’installazione di sonde di regolazione dei tempi semaforici;

- con provvedimento di Giunta Comunale n. 34 in data 13.03.2014 è stato approvato il progetto preliminare inerente gli “interventi a favore della mobilità e sicurezza stradale” comprensivo degli interventi suindicati, richiedendo apposito contributo alla Regione ai sensi della D.G.R.V. n. 57 del 04.02.2014;

- con determinazione n. 56 in data 16.04.2014 del 3° Settore, considerata la pericolosità dell’incrocio di località Casotti, in attesa di poter provvedere al rifacimento completo dell’impianto si è provveduto alla sostituzione delle lampade semaforiche basse con nuove lanterne ad ottica a led.

Questo è quanto ci ha risposto il Sindaco, meglio tardi che mai e meglio questo che niente. Rimaniamo comunque dell’idea che l’incrocio di Montalto rappresenta una situazione di pericolo.

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Le “inesattezze” del Vicesindaco e le telecamere del MoVimento 5 Stelle

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pinocchio

Martedì sera si è svolto il consiglio comunale con la discussione, al punto due dell’ordine del giorno, del documento riguardante la sicurezza nel Comune di Nogara. La discussione è durata tre ore e ha visto la maggioranza presentare un documento elencando una serie di intenti e di “buoni propositi”. I consiglieri comunali Falco, Montemezzi ed Olivieri hanno presentato una mozione per chiedere di «dare il massimo risalto a quanto accaduto (aggressione del 9 giugno ai danni di Simone Basso n.d.r.), e di manifestare solidarietà alle vittime di tali intollerabili episodi di sangue» e «sollecitare ad organizzare una manifestazione ed una campagna di sensibilizzazione».
Il MoVimento 5 stelle ha presentato una mozione d’ordine (clicca qui per leggerla) per creare un fondo dove il Comune si impegna a versare danari per l’acquisto di sistemi di videosorveglianza. Nella nostra mozione chiedevamo all’amministrazione un versamento di 20.000 euro/anno per 5 anni. Il Sindaco ha accettato la nostra mozione modificando la cifra a 10.000 euro/anno. In qualità di consigliere comunale mi sono assunto la responsabilità di votarla anche con metà della somma da noi preventivata. Sono convinto che da qualche parte si debba iniziare e 10.000 euro/anno sono meglio di niente. Tutti e tre i documenti sono stati votati all’unanimità.
Durante la discussione il vicesindaco Pasini, coadiuvato dal sindaco Mirandola, ha citato il nostro post “La verità ti fa male lo sai“. Il vicesindaco ha suggerito di correggere il post perché, secondo lui, si racconta una bugia. «L’attuale amministrazione ha perso un contributo regionale per l’installazione del sistema di videosorveglianza nel paese in quanto ha sciolto, per chiara ed evidente volontà politica, la convenzione con il Comune di Isola della Scala per il servizio dei Vigili Urbani». In sostanza sia sindaco che vice sindaco hanno sostenuto che la convenzione con i Vigili Urbani di Isola della Scala è attualmente in essere. Ieri mattina mi sono preso la briga di andare in Comune e farmi dare copia della delibera n° 57 del 23/12/2008 avente ad oggetto: “Gestione in forma associata con il Comune di Isola della Scala del servizio di Polizia Locale: approvazione schema di convenzione e determinazione in merito“. Ho letto la delibera e ho la prova che quanto scrivevamo nel post era vero. L’art. 14 avente ad oggetto “Entrata in vigore e durata” recita:

La presente Convenzione entra in vigore dalla data della stipula, da effettuarsi dopo l’esecutività della deliberazione dei singoli Comuni aderenti. La durata della presente Convenzione è fissata in anni 5 dalla data della stipula. La stessa potrà essere sostituita da una nuova Convenzione prima della scadenza a seguito dell’attivazione del Distretto Provinciale VR5/A previsto dalla Delibera della Giunta Regionale Veneto n. 73 del 22/01/2008.

La Convenzione è terminata il 31/12/2013, quindi ad oggi non risulta più in essere. Per scrupolo ho interpellato anche gli uffici del Comune di Isola della Scala i quali mi hanno confermato che la convenzione tra i due Comuni non esiste più. In sostanza chi non la racconta giusta è proprio il vice sindaco e non il sottoscritto. Ho voluto farmi dare copia della delibera per avere la conferma di quanto già sapevo. Il problema non è la Convenzione ma il fatto che questa amministrazione ha perso il contributo regionale per l’installazione delle telecamere nel nostro Comune. Meno male che il MoVimento 5 stelle ha presentato la mozione che obbliga, qualsiasi sia l’amministrazione, a versare dei soldi vincolati all’acquisto di sistemi di videosorveglianza.
Aspettiamo con impazienza la costituzione del fondo e il primo versamento per l’anno 2014, oltre che l’installazione delle prime telecamere in paese. Stay Tuned!

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La verità ti fa male lo sai

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re-luciano

Al Sindaco Mirandola la verità fa male e quando se la sente dire si alza e se ne va. È questa l’idea di democrazia che anima il nostro Sindaco e la sua maggioranza. Ieri mattina in sala consiliare si è tenuto un incontro con tema la sicurezza, dove il Sindaco ha invitato l’onorevole Zardini (PD), la senatrice Bonfrisco (FI) e l’onorevole Bragantini (LN). L’onorevole Businarolo (M5S) non è stata invitata dal Sindaco ma dal sottoscritto in qualità di Consigliere Comunale. Il Sindaco invita gli onorevoli che a lui aggradano e non quelli che, facendo parte della Commissione Giustizia e del Comitato per la Legislazione, forse sono i più indicati per un vertice sulla sicurezza.
Il quotidiano L’Arena pubblica oggi un articolo sull’incontro dove il pubblicista scrive: “la riunione si è poi interrotta bruscamente quando il grillino Mirco Moreschi ha iniziato a lanciare invettive contro Mirandola che, abbandonando l’aula, ha ringraziato tutti i presenti e ha chiuso il vertice.” Io non ho lanciato nessuna invettiva e se ci fosse stata la diretta streaming (è sicuramente un caso che ieri non fosse prevista) era possibile verificare a posteriori che ho solo messo il Sindaco e la sua maggioranza difronte alle loro responsabilità.
In aula ho ricordato che l’attuale amministrazione ha perso un contributo regionale per l’installazione del sistema di videosorveglianza nel paese in quanto ha sciolto, per chiara ed evidente volontà politica, la convenzione con il Comune di Isola della Scala per il servizio dei Vigili Urbani. Una delle clausole della convenzione era proprio l’accesso ad un contributo regionale finalizzato all’acquisto di telecamere da installare nei punti più “caldi” del paese. Il contribuito è stato perso, poche balle!
Il Sindaco Mirandola, l’Assessore Poltronieri e l’Assessore Brunelli durante il mio intervento si sono alzati e se ne sono andati. Poltronieri alzando addirittura la voce all’indirizzo del sottoscritto. È singolare notare che solo tre esponenti della maggioranza erano presenti in aula, il vice sindaco Pasini era seduto fra il pubblico, gli altri non pervenuti.
Come MoVimento 5 Stelle abbiamo proposto un’azione concreta da fare subito: destinare 20.000 euro/anno per cinque anni per l’acquisto di un sistema di videosorveglianza. Il Sindaco non ha detto nulla, si è alzato ed è uscito dall’aula. Sappiamo tutti che le telecamere non sono la panacea di tutti i mali, ma siamo convinti che è meglio averle che non averle.
Ieri il Sindaco Mirandola si è comportato da vero maleducato sia nei confronti della minoranza, la quale va ascoltata anche se non piace quello che ha da dire, sia nei confronti degli ospiti Sindaci ed Onorevoli intervenuti al vertice. Un Sindaco che si rispetti sa che il termine democrazia significa, anche, che ci sia qualcuno che ti dica quello che non ti vuoi sentir dire.
Il Sindaco doveva farmi concludere il mio intervento e, se lo riteneva opportuno, controbattere con argomentazioni concrete. La verità è che il contributo è stato perso ed è stato perso durante il suo mandato. Non aveva risposte da dare e quindi ha preferito scappare assieme agli assessori. Caro Sindaco ti devi abituare al M5S, l’unica opposizione che si oppone!

P.S. Mi hanno informato che il Sindaco non gradiva la mia presenza all’incontro. Ecco spiegato il motivo del non invito all’onorevole Businarolo.

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I Padroni del Veneto

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“Buongiorno a tutti, mi chiamo Renzo Mazzaro, sono un giornalista di Padova, mi occupo di fatti veneti dal 1986. Mi è capitato di scrivere un libro che si chiama “I Padroni del Veneto”, questo libro è edito da Laterza, era in libreria il primo giugno 2012 e qualcuno ha detto che fosse un libro profetico. Parla di vent’anni di politica veneta, di come sono stati spesi i soldi dei veneti, nelle grandi opere venete, opere pubbliche, ma anche di altro, ora però mi trovo ad essere indicato come quello che aveva profetizzato quello che sta capitando adesso, il patatrack, il cataclisma, l’implosione di un sistema politico e imprenditoriale, la connessione tra politica e affari nel Veneto. Cortesemente ringrazio, però respingo questa qualifica, non sono un profeta, nel libro ovviamente non potevano essere indicati, perché non li conoscevo, i reati che saltano fuori adesso, gli appalti truccati, le tangenti e tutti gli altri comportamenti illegali che sono contestati alle persone arrestate. A iniziare dal 28 febbraio 2013 con il caso Baita – Mantovani, seguiti poi nel luglio 2013 con l’arresto dell’Ingegnere Giovanni Mazzacurati e adesso con questo ulteriore giro che prende dentro politici e amministratori, un sistema che era sotto gli occhi di tutti, sempre i soliti imprenditori che facevano tutti i lavori pubblici nel Veneto. Se poche imprese, sempre le solite, fanno tutto, come era chiaro, non dipendeva soltanto dalla capacità professionale che sicuramente c’è ma dipendeva dalla vicinanza e della connessione, dalla collusione con la politica, insomma, veniva ucciso il libero mercato, non c’era concorrenza, le opere costavano di più e noi contribuenti non potevamo essere d’accordo.

Si poteva forse ipotizzare spericolatamente, come si può sempre pensare, che potevano esistere dei corpi deviati dello Stato, ma non c’erano prove, c’era invece una coscienza precisa, e si sapeva, che il consorzio Venezia Nuova, concessionario unico delle opere del Mose, l’ente istituito nel 1984 con legge dello Stato italiano per fare tutto, cioè che si occupa degli studi, della progettazione e esecuzione delle opere non poteva stare in piedi, nell’84 aveva qualche senso, ma poi siamo andati in conflitto con le normative europee e non ci siamo mai allineati.  Il consorzio Venezia Nuova era il controllore di se stesso, non doveva rendere conto a nessuno, e ha consentito che mancassero i controlli, l’unico controllo che veniva fatto, era quello del magistrato alle acque. Adesso si viene a sapere invece che il magistrato alle acque, responsabile degli ingegneri responsabili, La Piva, Cuccioletta, erano a stipendio annuale, cioè da 400 a 500 mila euro, delle cose astronomiche. Avevamo un ente onnipotente che determinava se stesso, questa onnipotenza tecnica è andata a braccetto con una seconda onnipotenza, quella politica. Il Veneto non ha avuto ricambi dal 1995. Ora non è che si voleva che il centrosinistra esprimesse un Presidente della Regione se non aveva il consenso, ma certamente il centrodestra, che ha espresso sempre il governo del Veneto non ha avuto la capacità di rinnovarsi e i pochi, che poi vuol dire praticamente solo Galan e le poche persone che ruotavano intorno a lui. Come per il consorzio Venezia Nuova, l’ingegnere Mazzacurati, Pier Giorgio Baita e i pochi che ruotavano intorno a costoro, erano gli onnipotenti, queste due onnipotenze hanno creato un delirio, perché salta fuori adesso che erano tutti coperti.

Quando hanno arrestato Baita, io per primo ho fatto un salto sulla sedia, non mi sarei mai immaginato, perché era già stato arrestato nella tangentopoli del 1992, aveva fatto tutta la trafila, era già stato in carcere, il processo, era venuto fuori a testa alta, uno così non va in galera una seconda volta, mi dicevo io, e se va in galera ci sta un minuto. Dopodiché ha un’assicurazione sulla vita tra virgolette che lo tira fuori e dice: “Ho dovuto fare questo e questo altro, ecco qui perché!” No, c’è stato 106 giorni in carcere, perché? Perché la sua assicurazione sulla vita era che non doveva andare in carcere, cioè si è capito, pagava tutti, stavano dentro tutti, dalla Guardia di Finanza, dai controllori, sia politici che tecnici, c’era il mondo che prendeva i soldi invece grazie al lavoro encomiabile di tre magistrati, di tre sostituti giovani, che hanno resistito a pressioni di ogni genere! C’era qualcuno di loro, che si portava a casa il lavoro, si portavano le carte tutte le sere a casa e addirittura le imboscavano di qua e di la, perché temevano essere oggetto di furto. Si pensi al generale della Guardia di Finanza arrestato dai suoi subalterni, non era evidentemente una situazione agevole per un’inchiesta, che è stata portata a termine con determinazione e soprattutto anche al di là di ogni possibile accusa, per esempio una settimana dopo le elezioni, in modo da non essere accusati di una giustizia a orologeria.

Vogliamo dire che è un problema di persone? Non so, che cosa vogliamo cambiare? La antropologia umana? Vogliamo fare una riforma della natura umana? Potremmo anche imbarcarci in questa operazione, certamente non è una operazione da politico, casomai da educatore, cioè voglio dire qui ci sarà sempre la tentazione, la tentazione fa l’uomo ladro e ogni uomo ha il suo prezzo, cioè queste sono cose vecchie come il mondo, pensare che dipenda dagli onesti, disonesti, uno è naturalmente onesto o disonesto, per piacere. È una falsa impostazione. Almeno nel caso del Veneto, si è visto benissimo, c’era la politica, i politici che pensavano di essere onnipotenti e di durare in eterno e i tecnici che avevano creato uno strumento impenetrabile, incontrollabile e per i controlli che potevano essere fatti avevano comprato i controllori. Addirittura faceva venire in mente Melampo che nel libro di Pinocchio è messo a guardia del pollaio che si mette d’accordo con le faine, che allora entrano e danno una gallina anche a lui, cioè è sistematico, però è una cosa che è sempre successa, non era diciamo uno stipendio annuale, che durava da anni e anni, io trovo veramente che qui mancavano le regole, altro che la natura umana. Il consorzio Venezia Nuova doveva essere sottoposto a normative europee e invece si sono sempre difesi e si capisce bene perché l’hanno fatto, perché conveniva!

Questo libro mi porta a avere contatti con tante persone che ti domandano: “E allora che cosa fare?”, io sono esattamente come uno di quelli che guardano me e che mi parlano, io non ho ricette, però cercherei di non essere così disfattista e pessimista, io vedo nell’intervento di questi magistrati giovani, primo, che hanno remato contro i propri uffici, e non dico della procura di Venezia, ma in generale, e dei finanzieri, che avevano dentro la finanza corpi separati di comandanti che operavano praticamente per segarli, vedo in questi comportamenti speranza, cioè le istituzioni, lo Stato, ha qualche organismo almeno capace di aggredire questa forma di cancro, per cui ognuno di noi deve pensare che non sono le non è che il decadimento arriva dalla Svizzera o piuttosto che Renzi e da Roma, ha a che fare con ognuno di noi, anzi secondo me dobbiamo chiederci, noi veneti per lo meno, dove eravamo quando questo sistema andava a tutto vapore? Cioè eravamo magari in prima fila a battere le mani per le inaugurazioni, per il taglio del nastro, non lo so ecco, perché la cosa più singolare è che in questa faccenda tutti sapevano, soprattutto gli imprenditori che erano esclusi dal giro, e allora questi arrivavano sempre ai giornali, i giornalisti, e qualche politico coraggioso, controcorrente, denunce che le cose non potevano andare avanti così, ma nel momento in cui servivano riscontri, non c’era nessuno disposto a fornirli, perché? Perché il sistema ha fatto in modo che chi era fuori desiderava entrare, e se parli non entri, chi è dentro perché dovrebbe parlare? Scusa, finisce la cuccagna, e dunque eccolo qua! Inutile aspettarsi cambiamenti dall’esterno o deplorare questa situazione, bisogna cercare di capire che ognuno di noi può mettere in moto un meccanismo con il voto, per esempio! Passate parola, grazie del fatto che passerete parola e che mi avete ascoltato.”

Tratto dal Blog di Beppe Grillo

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TASI e mettiti in fila!

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fila

Mentre il Sindaco si diverte a prendere per il culo il “grillino” su Facebook, i nogaresi fanno code chilometriche per farsi calcolare la TASI presso gli uffici comunali. In uno dei suoi ultimi post su Facebook scrive: “il blogger de noantri ha ringraziato le 730 persone che hanno dato il voto a Nogara a M5s. Giusto. Io ho anche grande stima per le oltre 500 che non gliel’hanno più dato” (schermata). In fondo il Sindaco sbeffeggiandomi si diverte con poco.
Meno divertiti sono tutti quei nogaresi che si vedono costretti a rimanere in fila ore ed ore e tutto questo per pagare! Ma se la TASI è di fatto la Tassa per i Servizi Indivisibili comunali, rimanere in fila per ore che tipo di servizio è? E pensare che era sufficiente rimandare la prima scadenza al 16 ottobre.

Arrivano in questi giorni delle importanti novità sul fronte della Tasi, la nuova imposta comunale sugli immobili, la cui prima scadenza, quella relativa alla prima rata, era fissata per il 16 giugno prossimo. Ma l’ultimo consiglio dei Ministri ha approvato il rinvio di questa data al prossimo 16 ottobre, almeno per i Comuni d’Italia che non sono ancora in regola con la presentazione delle aliquote. I Comuni interessati, quindi, dovranno deliberare entro il prossimo 10 settembre 2014 le aliquote e le detrazioni consentite. Per gli altri comuni, invece, quelli già in regola con le deliberazioni, la data di scadenza prefissata resta quella del 16 giugno 2014. Si tratta di circa 2000 comuni. Nel caso limite in cui il 10 settembre non vi fossero ancora delibere approvate, l’imposta da pagare dovrà essere calcolata con una aliquota base dell’1 per mille entro il 16 dicembre 2014 (Leggi l’articolo completo).

Secondo quanto scritto nell’articolo l’ultimo consiglio dei Ministri ha approvato il rinvio di questa data al prossimo 16 ottobre, i Comuni interessati dovranno deliberare le aliquote entro il 10 settembre prossimo. In sostanza non c’era nessuna fretta di approvare la TASI e, di fatto, l’Amministrazione Mirandola ha scelto deliberatamente di complicare la vita ai nogaresi. Come se non bastasse il sito dell’ANSA, il 4 giugno scrive che il Ministero dell’Interno anticiperà entro il 20 giugno ai Comuni ritardatari fondi per il 50% del gettito annuo della Tasi, stimato ad aliquota base. Oltre al danno la beffa! Bastava rinviare tutto al 16 ottobre e si disponeva del tempo necessario per permettere agli uffici comunali di preparare ed inviare a domicilio i bollettini precompilati! Cominciate a chiedervi perché si pagano le tasse, visto che l’Amministrazione Comunale in carica non fornisce un servizio semplice come l’invio a domicilio dei bollettini.
Sindaco e maggioranza hanno altro a cui pensare. Sindaco e maggioranza hanno buon tempo da passare su Facebook a prendere per il culo il consigliere comunale del M5S e tutti quelli che lo hanno votato. Caro Sindaco quando te ne vai è sempre troppo tardi.

P.S. Ci hanno informato che alcuni esponenti ed amici della maggioranza girano per il paese giustificandosi con i cittadini con la frase “se il pagamento della TASI veniva rinviato ad ottobre si incorreva in altre spese per il Comune”. Di fatto basta leggere gli articoli che parlano del rinvio della tassa. Per quanto ci riguarda chi racconta balle deve andare a casa!

P.S. 2. TASI e fa la fila (68) è il volantino distribuito domenica mattina in piazza a Nogara.

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MOSE. M5S: in Veneto è punta dell’iceberg, Lupi riferisca in aula

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“Il Mose è solo la punta di un iceberg. Gli arresti di stamane confermano che in Veneto vige un circuito perverso e corrotto nell’assegnazione degli appalti per le grandi opere. Un sistema che, come nel caso dell’Expo, coinvolge il mondo politico di destra e di sinistra riproponendoci, dopo oltre 20 anni, gli orrori di una nuova Tangentopoli”. Lo dichiarano i deputati M5S, commentando la richiesta dei trentacinque arresti formulata oggi dalla Procura della Repubblica di Venezia nell’ambito dell’inchiesta sui fondi neri per la realizzazione del Modulo Sperimentale Elettromeccanico.
“Quello di oggi – proseguono i parlamentari – è l’ennesimo terremoto giudiziario, per questo torniamo a chiedere che si faccia luce su tutte le grandi opere avviate in Veneto attraverso un giro di appalti e una spartizione di soldi pubblici che noi, cittadini e comitati veneti, denunciamo da anni. Auspicando che il Parlamento si esprima quanto prima per dare l’autorizzazione a procedere all’arresto nei confronti dell’ex ministro Galan, chiediamo inoltre – concludono i deputati pentastellati – che il ministro Lupi riferisca in tempi rapidi sull’attuale stato delle commesse degli appalti veneti”.

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TARI: l’arrampicata sugli specchi del Sindaco

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A solo un’ora dalla pubblicazione del nostro post dal titolo TARI (Tariffa Rifiuti) Nogara: un aumento del 10%!, il Sindaco Mirandola ha confezionato uno stato dove scrive “ho ricevuto telefonate sulla bolletta dei rifiuti arrivata in questi giorni, lamentando che non c’è riduzione delle tariffe. È vero. La bolletta del primo quadrimestre è stata emessa con le tariffe vecchie.” (schermata).
Ricordiamo che il Sindaco Mirandola e l’Assessore Poltronieri, all’indomani del consiglio comunale dove sono state approvate le nuove tasse IUC, TASI e TARI, scrivevano sui rispettivi profili Facebook “la tassa sui rifiuti è stata diminuita mediamente del 4%. Il Sindaco con il nuovo post cerca di mettere una pezza al buco generato da un’eccessiva fretta nel propagandare una diminuzione della tariffa dei rifiuti che di fatto oggi non c’è, anzi, c’è addirittura un aumento di quasi il 10%! Stavolta è proprio il caso di dire pezo el tacòn del buso.
A nostro avviso il Sindaco commette un errore quando scrive “la bolletta del primo quadrimestre è stata emessa con le tariffe vecchie“. Da quanto riportato nella fattura emessa da ESA-Com si evince chiaramente che la tariffa applicata per il primo quadrimestre non è “vecchia”, ovvero la TARES dell’anno scorso, ma bensì la nuova TARI. Non lo diciamo noi ma lo dicono le fatture! Se si legge attentamente, la dicitura riportata in bolletta è chiara ed inequivocabile “Gentile Utente, Le inviamo il documento per il sevizio TARI”.
Francamente crediamo che il Sindaco faccia un po’ di confusione tra le tariffe TARI e TARES, consigliamo di chiamare direttamente il direttore di ESA-Com per avere una delucidazione immediata.
Come detto nel precedente post attendiamo le altre bollette per tirare le conclusioni su questa nuova tariffa e sulla propaganda del Sindaco e del prode Assessore. Stay Tuned!

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