
Il carburante del futuro non è il petrolio, è l’intelligenza. Con le idee ci fanno grandi cose oltre che ottimi affari. E’ possibile fare impresa rispettando l’ambiente e dall’ambiente trarne il maggiore profitto. Il quotidiano L’Arena pubblica questo articolo.
BONAVIGO. Un’azienda di Bonavigo scopre un’inedita potenzialità del riciclo
Rottamano l’usa e getta e ora fanno buoni affari
Piatti in vetro e in porcellana lavati e riciclati per manifestazioni Il titolare: «Affittare vere stoviglie conviene ben più del monouso»
Tremila bicchieri in propilene per la Montefortiana, milletrecento per la Veronamarathon e ventiduemila coperti per la Fiera del lesso con la pearà di Isola della Scala: sono quelli forniti, e poi lavati e recuperati, da «Applausi», la ditta di Bonavigo che ha deciso che dopo le feste non si butta via niente, né propilene né vetro né ceramica. Perché tutto ha un costo.
«Applausi» snc ha inaugurato il business del riutilizzo, noleggiando appunto bicchieri, generalmente di vetro oppure in propilene e piatti in ceramica per grandi manifestazioni che, invece di essere gettati come normalmente accade, vengono lavati e usati di nuovo, non producendo così rifiuti: oltre ai bicchieri e ai piatti (20 centesimi l’uno per un fine settimana), affitta al cliente pure la lavastoviglie completa del personale necessario ai lavaggi, ma solo su richiesta.
Dai wc ai bicchieri riutilizzabili il passo è stato breve: perlomeno lo è stato per Severino Frigo, che dopo aver costruito per anni sistemi igienici mobili, cioè bagni e accessori per manifestazioni, ha pensato di «cavalcare l’onda» dell’ecologia e di creare questa nuova branca dell’azienda di origine, la Sim.
A Severino, che originariamente aveva la sede aziendale a Montecchio Maggiore (Vicenza) e poi la trasferì a Bonavigo «per i prezzi favorevoli dei terreni per i capannoni nelle cosiddette aree svantaggiate», venne l’idea di noleggiare stoviglie e attrezzature riutilizzabili quando fornì i wc mobili in occasione della cena di inaugurazione del teatro «La Fenice», che si svolse all’Arsenale di Venezia: «C’era una ditta francese che forniva il servizio di piatti e bicchieri», racconta, «e mi chiesi perché. Feci alcune analisi e scoprii che il costo dei monouso è effettivamente molto basso; ultimamente però le aziende municipalizzate invitano a utilizzare i materiali biodegradabili, che costano tre volte in più. Quindi alla fine il servizio monouso non risulta più molto conveniente». Tanto vale, insomma, affittare piatti in ceramica e bicchieri in vetro, per le manifestazioni, al massimo in propilene per quelle sportive.
Ora l’idea è quella di proporre, per le manifestazioni sportive, piatti e bicchieri in polipropilene che alla fine vengono comunque riconsegnati e lavati per il riutilizzo.
«Abbiamo portato 80 mila di questi alla Straverona», dice Severino, «e ci saremo anche alla granfondo Paola Pezzo di Garda, poi alle maratone di Venezia. Siamo anche stati contattati dal Consorzio di raccolta rifiuti di Treviso per offrire un supporto: non vogliono più l’usa e getta nelle manifestazioni, quindi hanno deciso di chiamarci per quelle che non riescono a coprire diversamente. Trovare i clienti non è difficile, essendoci già quelli dei servizi igienici ai quali possiamo proporre l’abbinata. Più difficile è, per ora, capire quali manifestazioni riusciamo effettivamente a coprire con i lavaggi. Ci stiamo attrezzando con lavastoviglie più potenti».
I vantaggi del sistema di affitto dei servizi? L’impatto ambientale azzerato e la soddisfazione di bere in un bicchiere di vetro e gustare i cibi in piatti di ceramica.
Per dare più qualità alla nostra vita, a volte, basta davvero poco.











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